Angurie crotonesi: forti perdite in termini di rese per ettaro

E' una campagna molto particolare, che sicuramente passerà alla storia, quella dell'anguria del crotonese, in Calabria, con quantitativi inferiori anche del 60% per via della primavera pazza e delle condizioni climatiche avverse.

"Abbiamo iniziato la raccolta delle nostre colture da una decina di giorni con le mini angurie, le varietà precoci Early Samantha e Caravan – racconta a FreshPlaza Iolanda Turrà, responsabile amministrativo dell'Azienda Agricola Giovanni Turrà di Crotone – Disponibili anche l'anguria Melania e, il nostro cavallo di battaglia, la medio-tardiva Sentinel. Lavoro ormai in azienda da dieci anni e non ho mai visto una campagna così sofferta come quella di quest'anno. Stiamo accusando forti perdite in termini di rese per ettaro: registriamo il 40% in campo aperto, ovvero un 60% in meno".

"Un calo davvero drastico che spinge la domanda a rimanere sugli stessi livelli degli anni passati, se non superiori, ma che non è supportata dai prezzi vertiginosi di cui si sente parlare, né all'origine all'ingrosso: ancora è troppo presto per fare un bilancio, ma le quotazioni appaiono in linea con quelle dell'inizio delle precedenti campagne".

Nonostante i volumi inferiori e le condizioni climatiche sfavorevoli, la qualità delle angurie è buona. "Da questo punto di vista, fortunatamente, ci siamo difesi bene. Siamo riusciti a mantenere quello che definiamo lo standard Turrà – prosegue Iolanda – I nostri frutti sono profumati al taglio, con una grana fragrante e compatta".

"Abbiamo terminato i trapianti di angurie intorno al 20 giugno. Soprattutto le piogge hanno determinato dei forti ritardi e la perdita di molte piantine. La stagione dovrebbe proseguire fino al 15-20 settembre, clima permettendo".

Quest'anno l'azienda ha prodotto angurie su circa 120 ettari, divisi tra tunnel e pieno campo. "Il paradosso è stato che la raccolta è avvenuta quasi contemporaneamente, a causa degli sbalzi termici nei mesi di aprile e maggio", spiega Iolanda.

"Anche nei nostri areali, come nel Nord Italia, si è registrato un problema di allegagione, che ha quindi portato a una resa inferiore".

A livello commerciale, l'azienda attua una politica volta a privilegiare i clienti fidelizzati. "Al momento, i nostri mercati di riferimento sono Sicilia, Campania, Bologna, Milano, Bolzano e Germania. Ma la richiesta italiana ed estera è sempre crescente".

La concorrenza principale arriva dalla Spagna. "La politica aggressiva sui prezzi effettuata dagli spagnoli ha iniziato a sentirsi sui mercati. Dalla nostra abbiamo un prodotto sicuramente valido in termini di qualità, quindi non ci tireremo indietro davanti a questa sfida".

Il consumatore tende sempre più a evolversi. "Bada al prezzo, ma guarda anche ad altri aspetti: origine, qualità, calibri e certificazioni. L'anguria è il frutto dell'estate, mette allegria. Nulla di meglio per combattere la calura", conclude Iolanda.


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