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Il presidente della Regione in visita a tre aziende agricole specializzate nella varietà rossa di Tropea

Organizzato il Cipolla Tour, prodotto simbolo della Calabria

"C'è un impegno dei nostri produttori a entrare in tutte le fasce di mercato e la grande volontà, che si accompagna a quella politica, di fare di questo prodotto della nostra terra, la cipolla rossa, un simbolo della Calabria". E' quanto dichiarato dal presidente della Regione, Nino Spirlì, al termine del "Cipolla tour" del 29 maggio 2021 in tre aziende agricole calabresi, specializzate nella produzione della cipolla rossa di Tropea Calabria Igp. Insieme a Spirlì, l’assessore all’Agricoltura della Giunta regionale, Gianluca Gallo, e il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo.


(Foto: Regione Calabria)

La prima tappa del tour ha visto protagonista la società agricola Fratelli Giampà, facente parte dell'Organizzazione di produttori Orto Natura di Pizzo, specializzata in ortaggi, fragole, agrumi e cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, per l'appunto. L'azienda conta 140 dipendenti. La cipolla, con un'estensione di 30 ettari, e il peperoncino rappresentano le sue principali colture.

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La seconda tappa ha riguardato l'Azienda vivaio Santacroce di Acconia di Curinga, specializzata in cipolla rossa di Tropea Calabria Igp e attività vivaistica. L’intero gruppo Santacroce impiega 500 dipendenti e vanta 300 ettari di coltivazione.

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La terza tappa ha interessato l'Op Monte-Società agricola Veltri, specializzata in cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, agrumi e kiwi, in cui lavorano circa 400 dipendenti per 80 ettari di coltivazione.

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"La cipolla rossa di Tropea - ha spiegato Spirlì - è un prodotto che si presenta da sé e si impone a tutti livelli, dall'uso domestico fino alle grandi tavole e ai piatti dei grandi chef del mondo. Era un prodotto simbolo della povertà, perché pane e cipolla significava pane e niente. Il grande lavoro di questi anni ha fatto sì che diventasse una pietanza centrale". 

"E' un tour che inizia tra i produttori e che proseguirà sui territori dove la cipolla è nata e da cui prende il nome. Quanto prima saremo a Tropea per parlare con gli storici, i coltivatori e tutti coloro che si occupano di questo prodotto".

"Il settore della cipolla - ha concluso Spirlì - dà lavoro a migliaia di operatori, che rappresentano tutto il mondo, visto che provengono da 20-25 Paesi, e che sono impegnati in un lavoro sicuro e legale. Questo è ciò che la Calabria vuole, ovvero essere accogliente e poter dare lavoro a tutti. Il rammarico è legato al fatto che, in questo settore, sono quasi assenti i lavoratori calabresi e italiani. Vorrei che si cominciasse a pensare a questo mondo produttivo in maniera differente, così da accompagnarlo nella maniera più giusta".


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