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L'analisi di Albino Carli, direttore del Consorzio PPAS

Patata della Sila IGP, difendere il valore in un mercato saturo

Il mercato europeo della patata riflette attualmente uno squilibrio strutturale, tra un'offerta eccedentaria e una domanda che non riesce ad assorbire i volumi. In questo contesto, la Grande distribuzione organizzata (GDO) agisce come un parziale ammortizzatore, sebbene la compressione delle quotazioni - seppur meno esasperata rispetto ai canali all'ingrosso o tradizionali - rimanga una realtà tangibile, che impatta l'intera catena del valore.

È una campagna patate che Albino Carli, direttore del Consorzio Produttori Patate Associati (PPAS), definisce "dura" e "commercialmente difficile". "Il mercato ha subito una pressione da parte del prodotto estero, principalmente francese e tedesco, con un'intensità che non si registrava da anni. I volumi immessi sul mercato a prezzi irrisori hanno destabilizzato il posizionamento del prodotto italiano, colpendo anche i segmenti a più alto valore aggiunto, come la nostra Patata della Sila IGP. A differenza degli ultimi tre anni, la produzione è stata abbondante, con rese elevate. Questo, unito alla lentezza delle vendite, comporta giacenze significative di ottima qualità, che prolungheranno la commercializzazione fino a giugno", sostiene Carli.

© Maria Luigia Brusco | FreshPlaza.it
Albino Carli, Michele Santaniello, Fiore Gualtieri e Pietro Tarasi a Macfrut 2026

"Il fenomeno attuale è la risultante di quella che può essere definita 'l'onda lunga dell'entusiasmo' delle passate stagioni – spiega Carli – Gli elevati prezzi registrati negli anni precedenti hanno innescato un tipico ciclo di espansione incontrollata delle superfici coltivate nel Nord Europa. Tale crescita disorganizzata, priva di una visione di sistema, ha portato alla saturazione del mercato odierno".

"Nonostante le difficoltà, per la nuova campagna 2026/27 le nostre superfici coltivate rimarranno stabili. Si prevede, tuttavia, un possibile ridimensionamento delle superfici nel Nord Europa, in risposta al crollo dei prezzi dell'ultima stagione – continua Carli – L'instabilità internazionale, con particolare riferimento al conflitto in corso in Iran, ha generato ripercussioni dirette e immediate sulla tenuta economica delle aziende agricole. Si registra perciò una forte preoccupazione a livello produttivo, a causa dell'impennata dei costi vivi. Il gasolio agricolo è quasi raddoppiato nell'ultimo mese/mese e mezzo, e le previsioni indicano che i costi energetici complessivi potrebbero essere doppi rispetto all'anno scorso. Non mancano poi incertezze significative sugli approvvigionamenti e sul costo dei concimi".

Il "sistema organizzato" come scudo antiproiettile
Secondo il direttore del PPAS, la combinazione di costi elevati e ridotte liquidazioni sul prodotto rispetto agli anni passati sta mettendo in difficoltà l'economia delle aziende, facendo intravedere un avvio della nuova campagna particolarmente complesso. In un contesto di volatilità estrema, l'integrazione orizzontale e il coordinamento di filiera non rappresentano più una libera scelta operativa, ma un imperativo strategico per la sopravvivenza aziendale.

"In un mercato globale così volatile, l'agricoltore isolato è un bersaglio facile. La vera difesa oggi non risiede nella dimensione del singolo, ma nella capacità di 'fare sistema' – sottolinea Carli – Essere parte di un'organizzazione o di un brand consolidato funge da scudo contro la volatilità, garantendo il collocamento del prodotto e una protezione dei ricavi che il singolo non potrebbe mai ottenere".

"Ciò assicura uno sbocco commerciale certo, anche in fasi di surplus produttivo, mitigando il rischio di invenduto. Funge da scudo finanziario per garantire il recupero dei costi minimi di produzione, proteggendo la continuità operativa dei soci. Inoltre, la presenza sul mercato attraverso un marchio consolidato permette di sostenere le vendite e la comunicazione, differenziando il prodotto nazionale dalla massa indifferenziata delle commodity estere", spiega il direttore. "Se nei momenti di scarsità dell'offerta la vendita risulta agevole anche per attori isolati, è nelle annate di crisi che emerge il valore della programmazione. La capacità di gestire i volumi in modo strategico è l'unico strumento per trasformare un'annata difficile in una gestione controllata e dignitosa della campagna".

La patata dolce e la transizione tecnologica
Diametralmente opposto è il mercato della batata o patata dolce. Qui la domanda europea continua a superare l'offerta, rendendola una coltura ad alto potenziale di crescita. Tuttavia, il clima non fa sconti: i ripetuti cicloni che hanno colpito il Sud Italia lo scorso inverno hanno ripristinato le riserve idriche, ma hanno lasciato terreni pesanti e umidi, rallentando le operazioni. "Il dato è evidente: nello stesso periodo dello scorso anno erano già stati trapiantati 30 ettari, mentre oggi siamo fermi a circa 10", sottolinea il direttore.

© Consorzio PPAS

"L'anno scorso è stata condotta una prima sperimentazione con la tecnica della pacciamatura, applicata alla coltivazione della patata dolce in pieno campo, che ha fornito ottimi risultati. Visto il successo ottenuto, quest'anno abbiamo deciso di effettuare un importante investimento ed estenderne l'utilizzo alla quasi totalità della produzione. È un investimento che permette di migliorare il controllo delle erbe infestanti, mantenere condizioni di calore e umidità ottimali e garantire che il prodotto compia un balzo verso un livello qualitativo più elevato, accelerando i tempi di resa".

Nel quadro di una diversificazione del rischio, la patata dolce si posiziona come un asset anticiclico, secondo Carli. "Meno influenzata dalle fluttuazioni della patata comune, gode di una domanda insoddisfatta e in costante espansione, rappresentando una direttrice di crescita fondamentale".

Automazione e IA contro la paralisi operativa
L'intelligenza artificiale e l'automazione in agricoltura non sono più visioni futuristiche, ma necessità imposte. "Il fermento registrato all'ultima fiera Macfrut lo conferma: il settore sta correndo ai ripari per sopperire alla cronica carenza di manodopera – conclude Carli – Non è solo una questione di efficienza, ma di sopravvivenza dei processi interni. L'integrazione di sistemi IA nella selezione del prodotto e l'automazione delle mansioni ripetitive sono l'unico modo per evitare la paralisi operativa che colpirà il settore agricolo, tra pochi anni. Anche il nostro Consorzio sta volgendo lo sguardo in questa direzione".

Per maggiori informazioni:
Consorzio produttori patate associati Soc. Coop. Agricola
C/da Garga 4 - S.S. 107 km 83.400
87055 San Giovanni in Fiore (CS) - Italy
[email protected]
www.patateppas.it

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