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Intervista a Domenico Sacchetto

Cosa sta succedendo al mercato italiano della frutta estiva? E come uscire dalla crisi?

Considerata la crisi che negli ultimi tre anni sta investendo il mercato della frutta estiva e in particolare il settore delle pesche e nettarine, ieri 23 luglio 2015 FreshPlaza ha intervistato Domenico Sacchetto, Presidente della OP Piemonte Asprofrut e della società consortile AOP Piemonte.



Freshplaza (FP) - Cosa pensa dell'ipotesi di un'aggregazione verticale per il comparto frutticolo italiano come risposta alla crisi? (cfr. FreshPlaza del 22/07/2015)
Domenico Sacchetto (DS) - Sarebbe bello, però credo non sia realizzabile. In Italia già a livello regionale ci sono problemi a raggruppare le diverse OP, per cui pensare di fare un'OP nazionale per le drupacee sarebbe fantastico ma è utopistico, anche perché stiamo parlando di frutta estiva altamente deperibile. In Italia parliamo di 15 milioni di quintali di pesche e nettarine da gestire e vendere in soli tre mesi.

In questo momento, è più importante che tutti quanti insieme non ci facciamo sottomettere dalla GDO estera, sempre più esigente in termini di imballaggi, certificazioni, ecc., che non si traducono però in un miglioramento di qualità della filiera e del prodotto, ma semplicemente in un aumento delle difficoltà di collocazione della merce e dei costi di produzione. Sarebbe dunque opportuno intervenire sui distributori esteri per poter concordare insieme, senza imposizioni, una politica di mercato condivisa sia per le certificazioni sia per le vendite, altrimenti si continuano a penalizzare solo i produttori italiani che insieme a quelli francesi sono coloro che hanno i costi di produzione maggiori.

Per queste ragioni, anche quest'anno, per il terzo anno consecutivo, i produttori non riusciranno a coprire i loro costi. Pur avendo pesche e nettarine di qualità eccellente per la GDO europea, si stanno realizzando prezzi irrisori. Inoltre, nonostante il danno provocato dall’embargo russo, per quest’anno, visti il clima favorevole e la mancanza di albicocche si sperava di avere un'annata almeno normale e invece siamo ormai a quasi metà campagna con prezzi di vendita che sono la metà dei costi di produzione (=0,40-0,45 €/kg).

A fronte di questa situazione, temo che i produttori comincino a estirpare pesche e nettarine per sostituirle con nuovi impianti di altre specie e/o di mele, che però sono già al limite della loro possibilità di collocamento sul mercato.

FP - Qual è il suo parere sul progetto di promozione e valorizzazione di pesche e nettarine proposto da Organismo Interprofessionale e Ministero Agricoltura? (cfr. FreshPlaza del 20/07/2015) Cosa pensa delle iniziative locali per i prodotti tipici come quella destinata a Pesche e Nettarine di Romagna IGP? (cfr. FreshPlaza del 21/07/2015)
DS - E' una cosa interessante ma dovrebbe essere più estesa; è importante la comunicazione e l'informazione verso il consumatore. Queste iniziative tuttavia dovrebbero essere realizzate a livello europeo e non solo italiano. E' importante insegnare a consumare la frutta utilizzando strumenti di comunicazione più efficaci di quelli finora adottati.

FP – Qualche commento sulle misure a sostegno della frutta dopo il rinnovo dell'embargo russo?
DS - Ormai abbiamo la sicurezza che ci sarà un intervento simile a quello dell'anno scorso ma con meno soldi; purtroppo sappiamo che l'intervento servirà a poco perché facendo solo compostaggio e beneficenza non risolviamo assolutamente la mancanza della domanda dovuta all'embargo russo.

Pertanto, visto che l'intervento del Ministero risolverà in minima parte la situazione provocata dal blocco alle esportazioni, per aumentare i consumi ribadisco l'importanza delle attività promozionali in tutta Europa.

Per quanto riguarda le biomasse, non vengono collocati grandi quantitativi di prodotto, poiché al momento la remunerazione è intorno a 0,13 euro/kg (e per essere remunerativo la fornitura dovrebbe essere pagata almeno 0,20 euro/kg).

Il sistema di devolvere frutta in beneficenza (fornitura a enti caritatevoli, carceri, ospedali, ecc.) bisognerebbe estenderla a tutti i Paesi in cui noi esportiamo, poiché al momento la remunerazione è abbastanza buona però i quantitativi collocati sono minimi. Una proposta infatti per rendere la beneficenza più interessante sarebbe quella di creare un'intesa fra Banco Alimentare, OP e industria di trasformazione in modo tale da avere prodotti da fornire agli enti di beneficenza per tutto l'anno.

FP - Serve lavorare al rinnovo del parco varietale? Esistono fondi pubblici (italiani o comunitari) a sostegno delle imprese che innovano e che investono?
DS - L'OCM prevede dei contributi per il rinnovo varietale da parte delle OP; il problema è che in questo momento non si è stimolati a fare investimenti varietali per pesche e nettarine, poiché la qualità del prodotto non è remunerata come dovrebbe e la domanda risulta inferiore all'offerta. Inoltre il grosso problema è che dopo tre annate così difficili i produttori non hanno più i soldi da collocare per effettuare eventuali cambi varietali.

Contatti:
Piemonte Asprofrut

Via Praetta 2
12030 Lagnasco (CN)
Tel.: +39 0175 282311
Fax: +39 0175 282320
Email: info@asprofrut.com
Web: www.asprofrut.com

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Commenti recenti:


Mi permetto di rispondere al Dr. Sacchetto non per polemica ma per chiarezza: può essere utopia o realtà, dipende dalla volontà di cambiare le cose oppure mantenere lo status quo.
Un paio di anni fa l''OP (o AOP) unica belga delle orticole e la sua omologa della Bretagna si sono fuse per accrescere la loro competitività sui mercati.
Si può fare, basta volerlo, oppure possiamo anche rinunciare alla frutticoltura italiana, basta mantenere lo status quo.
Al proposito, qualora non fossi stato sufficientemente chiaro e convincente La invito a leggersi l''Opinione di Gabriele Canali apparsa sull''Informatore Agrario n° 29/2015 che mi è appena pervenuto. Cordialità.
Francesco Donati, Faenza - 2015/07/24 15:00:51.000



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