Dati Ismea dal 20 al 26 luglio 2015

Listini al ribasso per pesche, nettarine e uve

La quarta settimana di luglio i listini per pesche e nettarine hanno ulteriormente teso al ribasso a fronte di un'offerta che continua a posizionarsi su livelli superiori alle effettive capacità di assorbimento della domanda. Per le restanti drupacee invece le quotazioni nel complesso hanno mostrato un incremento da imputare a una limitata disponibilità di prodotto per le albicocche giunte ormai a fine campagna e all'avvicendamento tra le diverse varietà per le susine. Relativamente alle uve la contrazione dei listini è da ritenersi del tutto fisiologica per le aumentate disponibilità.

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Albicocche: è giunta a termine nei principali areali della Penisola la campagna di commercializzazione del prodotto. L'offerta pertanto è risultata rappresentata da limitate quote di varietà tardive che, a fronte di un apprezzabile profilo qualitativo, sono state agevolmente collocate sulla base di quotazioni stabili o in rialzo fatta eccezione per il prodotto veronese che ha teso al ribasso.

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Pesche e nettarine: non si arresta la dinamica flessiva delle quotazioni. Sotto il profilo degli scambi sul fronte interno il mercato è risultato caratterizzato da un'offerta superiore alle effettive possibilità di assorbimento della domanda. Si conferma difficoltoso il collocamento della merce anche sul circuito europeo per la costante presenza di prodotto estero (Spagna e Grecia) esitato a prezzi fortemente concorrenziali. Tale contesto mercantile si sta inevitabilmente ripercuotendo sulle quotazioni che settimana dopo settimana si stanno allineando a quelli critici raggiunti nella scorsa campagna.

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Susine: con l'avvicendarsi sui mercati delle diverse varietà le quotazioni medie hanno teso al rialzo. Si sono intensificate le operazioni di raccolta in tutti gli areali produttivi della Penisola con conseguente incremento dell'offerta. Il prodotto che ha continuato a mostrare un adeguato profilo qualitativo, immesso sul mercato è stato oggetto di una discreta attività della domanda sia interna sia estera. In tale contesto le contrattazioni concluse si sono svolte agevolmente e sulla base di quotazioni che hanno continuato ad attestarsi su valori superiori a quelli registrati nella precedente campagna.

Uva da tavola: con l'intensificarsi delle operazioni di raccolta si assiste a un fisiologico incremento delle disponibilità sui mercati. Sotto il profilo degli scambi si sono svolte le contrattazione per le uve pugliesi e lucane su toni favorevoli; immessa sul circuito commerciale, l'offerta dall'apprezzabile profilo qualitativo è stata oggetto di una buona richiesta sia interna sia estera. Ciò ha permesso alla merce di essere agevolmente ceduta sulla base di quotazioni in fisiologica flessione rispetto alla precedente rilevazione ma sempre in rialzo rispetto alla scorsa campagna. Per le uve siciliane invece le vendite sono proseguite su toni pacati e sulla base di quotazioni in flessione sia su base congiunturale sia tendenziale.

Pere estive: sono proseguite regolarmente negli areali vocati della Penisola le operazioni di raccolta del prodotto, con quantitativi in progressivo incremento. La merce, che nel complesso ha continuato a mostrare un adeguato profilo qualitativo, avviata sul circuito commerciale è stata oggetto di una discreta attività della domanda che ne ha permesso una fluida collocazione sulla base di quotazioni in fisiologica flessione. Solo per il prodotto salernitano, catanese e del ravennate un generale equilibrio tra domanda e offerta ha permesso ai listini di attestarsi sui valori precedentemente acquisiti.

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