Il crescente interesse verso le colture tropicali in Italia sta aprendo nuove prospettive per il settore ortofrutticolo nazionale, spingendo aziende e operatori a investire in filiere innovative e sostenibili. In particolare, prodotti come avocado e mango stanno emergendo come protagonisti di questa trasformazione, grazie a condizioni climatiche favorevoli nel Sud Italia e a una domanda in costante aumento da parte dei consumatori. In questo contesto si inseriscono progetti ambiziosi, che puntano a valorizzare una produzione interamente italiana, con un forte focus sulla qualità, sulla sostenibilità ambientale e sull'integrazione tra competenze agronomiche e distributive.
"Il progetto prevede attualmente circa 50 ettari coltivati a Giarre, in Sicilia, con l'obiettivo di espandersi a 100 ettari. Nei primi anni di produzione sono già state superate le 200 tonnellate di raccolto. Un aspetto centrale è la sostenibilità: Fruttital applica sistemi di coltivazione a residuo zero, prestando grande attenzione alla salubrità del frutto e razionalizzando l'uso dell'acqua per tutelare l'ambiente".
È quanto ha dichiarato Paolo Piccinni, responsabile commerciale di Fruttital-Agricola Azzurra, che fa parte del Gruppo Orsero, illustrando un ambizioso progetto volto a creare una filiera 100% italiana per l'avocado. Lo ha fatto nel corso di una tavola rotonda tenutasi all'interno di "Mango and Avocado Explosion", focus che ha approfondito i temi legati ai due prodotti tropicali durante la tre-giorni di Macfrut, che ha visto anche la partecipazione di Stefano Baldi, general affairs & business development assistant di Jingold, e Uzi Cairo, amministratore delegato della società vivaistica Cairo & Doutcher.
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Moderati da Antonio Felice: Paolo Piccinni (Fruttital/Agricola Azzurra), Stefano Baldi (Jingold) e Uzi Cairo (Cairo & Doutcher)
In riferimento allo sviluppo delle produzioni di avocado in Sicilia, Piccinni ha sottolineato: "Prima dell'esperienza in Italia, ci siamo basati su quella maturata oltremare. Il gruppo opera da quasi 50 anni nell'importazione, lavorazione e distribuzione dell'avocado. A questa esperienza si affianca quella che mi piace definire un'integrazione verticale, sviluppata grazie all'impresa vivaistica Faro. Questo approccio unisce le competenze agronomiche e di adattamento varietale della famiglia Faro con la profonda conoscenza distributiva e dei bisogni dei consumatori di Fruttital, supportati costantemente da ricerche e dialoghi con esperti universitari".
Parlando di "qualità percepita" e maturazione, Piccinni ha inoltre evidenziato un concetto fondamentale: "Il fatto che un prodotto sia a chilometro zero non significa che sia automaticamente pronto da mangiare. Per garantire che il frutto arrivi al consumatore nelle condizioni ideali, abbiamo investito in un magazzino a Ispica dotato di tecnologie e celle specifiche per i processi di maturazione post-raccolta".
Giunta al quinto anno di questo progetto di filiera, Fruttital ha affinato i processi di lavorazione, introducendo soluzioni eco-pack per valorizzare anche i frutti di calibro più piccolo. "Abbiamo registrato un atteggiamento di assoluta apertura e collaborazione da parte della Grande distribuzione organizzata (GDO), oltre a un'ottima risposta dai canali di vendita tradizionali".
Piccinni ha definito l'avocado un prodotto "social", il cui consumo è trainato dalla fascia d'età tra i 25 e i 40 anni. "Il consumatore italiano non è ancora pienamente consapevole che l'avocado, finora prevalentemente importato, stia iniziando ad avere una quota produttiva significativa anche in Italia. È quindi necessario comunicare in modo chiaro e accessibile i punti di forza di questo prodotto. La sfida per il futuro è quella di informare i consumatori sull'esistenza e sui vantaggi ambientali e di gusto dell'avocado italiano, con l'obiettivo di espandere il consumo anche alla fascia degli over 40".
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Varietà di avocado proposte allo stand a Macfrut della Cairo & Doutcher
Stefano Baldi di Jingold ha invece presentato un nuovo progetto sull'avocado nel Sud Italia avviato dall'azienda emiliano-romagnola, specializzata nella produzione e commercializzazione di kiwi. "Gli avocado sono già presenti sul mercato. Quest'anno, abbiamo iniziato ad associare il nostro marchio al brand 'Avocado Italiano', raggiungendo una massa critica, grazie ai frutti coltivati dai nostri agricoltori partner, in attesa che i nuovi impianti diretti entrino in piena produzione tra qualche anno". Baldi ha sottolineato che il prodotto italiano ha un vantaggio competitivo intrinseco: potendo essere distribuito in poche ore dalla raccolta, garantisce una qualità elevatissima.
"Jingold non si limita a cedere le varietà di piante, ma offre un'assistenza completa lungo tutta la filiera, dal campo fino alla gestione del prodotto sul punto vendita. Questa attenzione 'maniacale' alla qualità, al gusto e al profilo nutrizionale ci ha spinto, circa 6-7 anni fa, a esplorare il comparto dell'avocado, coinvolgendo la nostra rete di agricoltori del Sud Italia, soprattutto in Calabria e Sicilia". Questi impianti sono gestiti con tecnologie di ultima generazione e il supporto di consulenti internazionali, applicando la stessa rigorosa professionalità richiesta per il kiwi.
Uzi Cairo, amministratore delegato della società vivaistica Cairo & Doutcher ha presentato la propria esperienza nel mondo dell'avocado, anche attraverso il lavoro su nuove varietà. "La nostra azienda non si limita al vivaio tradizionale, ma è attivamente impegnata in attività di ibridazione e ricerca e collabora strettamente con importanti istituti israeliani, come l'Istituto Volcani. Grazie a questo lavoro, è in grado di proporre nuove varietà di altissimo livello qualitativo e gustativo, sviluppate anche direttamente in Italia. L'avocado è un prodotto eccezionale dal punto di vista commerciale, possiamo davvero definirlo 'oro verde': da quando opero nel settore, infatti, è l'unico frutto il cui prezzo non è mai diminuito, ma è sempre cresciuto".
Il vivaista ha messo in guardia dall'improvvisazione agronomica. "Per avere successo è fondamentale scegliere i portainnesti corretti, in base al tipo di terreno e alla qualità dell'acqua. C'è chi acquista piante a basso costo dall'estero per poi vederle morire sul suolo italiano, perché non adatte". Cairo ha affermato di aver già distribuito in Italia circa 500.000 piante di avocado, sottolineando il fatto di seguire i produttori per garantire la riuscita degli impianti.
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Varietà di mango proposte allo stand a Macfrut della Cairo & Doutcher
Riflessioni sul mango
A differenza del progetto di Fruttital/Agricola Azzurra sull'avocado, Piccinni fa notare che un'iniziativa analoga sul mango non è ancora matura. "Nonostante alcune valutazioni positive, la produzione di mango in Italia è attualmente limitata a sparute esperienze di pochi ettari e sconta una frammentazione che deve ancora essere superata".
Cairo è molto netto nel criticare la qualità del mango d'importazione, ad esempio dal Sudamerica o dal Brasile. "A differenza dell'avocado che sopporta bene i viaggi, il mango soffre enormemente la logistica. Per affrontare le tre settimane di viaggio in nave, il prodotto estero viene raccolto acerbo e arriva sui nostri scaffali senza sapore".
Proprio per il limite logistico dei Paesi lontani, Cairo vede un'opportunità straordinaria per il mango coltivato nel bacino del Mediterraneo (Italia, Spagna, Israele) che, essendo vicino ai mercati di sbocco, garantisce un sapore non paragonabile a quello importato. A questo proposito, rivela che è in corso un progetto con un'azienda italiana per piantare circa 100 ettari di mango nel Sud Italia, utilizzando varietà brevettate e pregiate.