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Causa basse vendite di ottobre e concomitante produzione elevata

Castagne e marroni, ci sarà prodotto per tutto il mese di gennaio

Soddisfazione per i volumi produttivi, tornati finalmente ai livelli antecedenti l'arrivo della vespa cinese, ma anche preoccupazione per le difficoltà riscontrate nella vendita ai consumatori. La campagna castanicola dell'Emilia Romagna si può riassumere in questi due aspetti. 

"Dopo le difficoltà riscontrate lo scorso anno a livello di produttività, nel 2022 registriamo un bel balzo in avanti - commenta Claudio Cervellati, responsabile dell'Ufficio Forestazione di Confagricoltura Bologna - andando oltre le più rosee aspettative. La qualità, inoltre, è ottima in quanto, complici le scarse piogge, gli zuccheri si sono concentrati all'interno del frutto, valorizzandone il gusto. Un peccato, però, che le temperature elevate dei mesi autunnali abbiano spinto il consumatore verso prodotti più estivi rispetto alle castagne e ai marroni, determinando così una commercializzazione difficoltosa".

Renzo Panzacchi, presidente del Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese, afferma che "se in genere a fine dicembre - primi di gennaio si terminava la campagna vendite, quest'anno probabilmente si andrà avanti fino alla fine di gennaio. Questo perché in ottobre si è venduto poco a causa delle alte temperature, in contemporanea a una produzione quantitativa elevata". 

Le castagne/marroni si conservano bene se sono state ben trattate quando arrivano in ingresso alla struttura di conservazione. Vanno pastorizzate subito (a 45° C per 30 minuti), poi serve un abbattimento in acqua a temperatura ambiente. Infine, vanno messe in cella a zero gradi in modo da fermare la proliferazione di funghi.  

La produzione di castagne e marroni è stata in media di 900 kg per ettaro, per un aumento superiore al 100% rispetto ai valori registrati nel 2021, quando la media fu di 420 kg.

Claudio Cervellati, responsabile dell'Ufficio Forestazione di Confagricoltura Bologna

Un territorio che ha sofferto particolarmente il clima caldo, oltre al persistente problema della vespa cinese, mai del tutto debellata, è stato invece quello di Castel del Rio nella Vallata del Santerno, in territorio imolese, la cui media produttiva si è attestata sui 550 kg per ettaro. 

La commercializzazione lenta è un fattore che si spera di superare con le imminenti festività. "Durante le diverse sagre in Appennino, abbiamo notato lo scarso interesse del consumatore verso la referenza. In prevalenza sono state vendute confezioni da uno-due chili, rispetto ai tradizionali sacchi da 3 o 5 chili - rivela Panzacchi. Anche presso il mercato CAAB - Centro Agro Alimentare di Bologna - il prezzo di acquisto all'ingrosso risulta in calo: da 5.40 euro al chilo del 2021 siamo passati a 3.40 euro al chilo di quest'anno". 

Proprio per cercare di supportare il settore della castanicoltura, Confagricoltura Bologna plaude alla pubblicazione di un bando per il finanziamento di progetti di riqualificazione e valorizzazione dei castagni da frutto da parte del Gal, Gruppo di Azione Locale dell'Appennino Bolognese.

"Si tratta di una bella iniziativa per cercare di rigenerare le aree rurali svantaggiate - rimarca Cervellati - Possono aderire al bando, il cui termine scade alle ore 12 del prossimo 28 febbraio 2023, tutte le imprese agricole, anche quelle che esercitano l'attività agricola come secondaria. Proprio di questo abbiamo parlato in occasione dell'incontro con i nostri soci lunedì 12 dicembre, presso la Sala Giorgi del Comune di Sasso Marconi". 


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