Pesca di Leonforte IGP

Nel centro della Sicilia si coltivano pesche in modo ecosostenibile

"Fare impresa nel centro della Sicilia è molto difficile, a causa della mancanza di infrastrutture; è per questo che la nostra opera è assimilabile alla cosiddetta agricoltura eroica. Cionondimeno i mercati, da circa dieci anni a questa parte, hanno cominciato a riconoscere il valore aggiunto della Pesca di Leonforte IGP, premiandoci a tal punto che le produzioni sono cresciute del 500% circa, con un fatturato pari a 2 milioni di euro". Così Domenico Di Stefano, presidente della Pesca di Leonforte IGP ha esordito nel suo intervento durante un convegno dedicato agli operatori della stampa, lo scorso 29 settembre.

Rita Serafini e Domenico Di Stefano, rispettivamente direttore e presidente del  Consorzio di tutela della Pesca di Leonforte IGP

Una due giorni dedicata (vedi articolo correlato) al pregiato frutto, la cui particolarità è legata alla tecnica di coltivazione, con l'uso di avvolgere le pesche in carta pergamena. L'evento ha previsto, oltre a una prima parte in aula, una visita sul campo per constatare da vicino le qualità di un prodotto ancora relativamente poco conosciuto.

Fase di raccolta della pesca insacchettata. (Clicca qui per vedere il fotoreportage). 

La Pesca di Leonforte IGP è un prodotto di nicchia che si caratterizza per le sue proprietà fisiche e organolettiche: di colore giallo intenso con leggere striature, dalla polpa soda e dolce come il suo profumo, dalla maturazione tardiva, che consente al prodotto di arrivare sui mercati quando altre varietà di pesche sono generalmente già esaurite, e dalla quasi totale assenza di residui di principi attivi. Tali risultati sono dovuti soprattutto alla tecnica di produzione, molto particolare e strettamente legata al territorio in cui viene coltivata, che prevede l'insacchettamento, con buste di carta pergamenata, di ogni singola drupa.

Videointervista a Domenico Di Stefano e Rita Serafini

"L'utilizzo del sacchetto conferisce al nostro frutto proprietà organolettiche uniche – ha proseguito il presidente - in quanto consente una colorazione e una maturazione omogenee, proteggendola da diversi inconvenienti fitosanitari. Una contromisura verso la mosca della frutta che si è dimostrata una tecnica fortemente sostenibile sia per l'ambiente, in quanto mitiga i trattamenti, sia per garantire elevati standard qualitativi, perché permette di avere una maggiore protezione da agenti atmosferici, consentendo una resa maggiore".

I frutti non sono molto appariscenti: maturando tardi e nel sacchetto, diventano al massimo di colore giallo intenso con leggere striature rosse, ma sono sempre profumatissimi, con una polpa gialla, soda e dolce. La buccia cambia leggermente colore a seconda della varietà e dell'epoca di raccolta.

Pesca di Leonforte IGP, in una delle confezioni stabilite dal disciplinare

"La produzione media annua è di oltre 600 tonnellate mentre la distribuzione avviene per il 90% in Italia, soprattutto grazie a grandi catene della GDO, mentre il restante 10% viene esportato soprattutto in Germania e a Dubai - ha detto in conclusione Rita Serafini, direttore del Consorzio - La coltivazione di questo frutto avviene su aree pianeggianti e colline nel cuore della Sicilia, tra i 200 e i 1000 metri slm e che comprendono Leonforte ma anche Assoro, Agira, Calascibetta, Enna. L'estensione della superficie su cui si oggi si coltiva la Pesca di Leonforte IGP è di 140 ettari".

Per maggiori informazioni: 
Consorzio di Tutela
della Pesca di Leonforte IGP
Via Catania 62
94013 Leonforte (EN)
comunicazione@pescadileonforte.it


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