Le zone colpite rappresentano oltre il 70% della produzione spagnola di drupacee

Spagna: a causa delle gelate non ci sarà abbastanza frutta per tutti e sarà più costosa

Appare ormai evidente che le gelate verificatesi quest'anno tra la fine della settimana 13 e l'inizio della settimana 14 nelle aree di produzione di drupacee e pomacee di Catalogna e Aragona causeranno una forte riduzione dei volumi raccolti in queste aree, che rappresentano oltre il 70% della produzione spagnola.

Con il passare dei giorni, proseguono i sopralluoghi nei campi per valutare le condizioni dei fiori e l'andamento dell'allegagione. "Non abbiamo ancora dati precisi sull'entità dei danni. Le previsioni sui raccolti inizieranno a fine aprile e i dati saranno annunciati a maggio. Le cifre saranno quindi molto più realistiche, anche se tutti sono consapevoli che l'impatto del gelo è ovviamente pesante, anche più di quanto fu quello delle gelate dell'anno scorso", afferma Manel Simón, direttore di Afrucat, Fruit Business Association of Catalonia.

Per molte ore, le temperature sono rimaste sotto lo zero. In generale, è stata colpita la maggior parte delle aree di produzione, sebbene l'intensità delle gelate vari a seconda della zona. Alcune aree che sono già state soggette a questi fenomeni hanno potuto utilizzare i sistemi antigelo di cui disponevano. Tuttavia, nonostante l’attivazione di questi sistemi, si registrano comunque dei danni.

"Non tutti i produttori dispongono dei sistemi antigelo perché non hanno esperienze precedenti che giustifichino questo tipo di installazioni. Negli ultimi due anni, però, si sono verificate delle gelate in zone dove non c’erano mai state, e questo dimostra che qualcosa sta cambiando nel clima, perché ora sembra che possa accadere ovunque. Per questo chiediamo alle pubbliche amministrazioni di incoraggiare gli investimenti nei sistemi antigelo mediante nebulizzazione di acqua, che sono quelli che funzionano meglio", dice Manel Simón.

Sia in Aragona che in Catalogna, le più colpite sono state le albicocche, per lo stadio fenologico in cui si trovavano anche se, in termini di volume, la perdita sarà maggiore per pesche e nettarine. Si sono avute delle gelate anche in Francia, dove sono stati praticamente spazzati via i prossimi raccolti di albicocche. Sono state colpite anche le piantagioni di mele e pere in Catalogna seppure secondo il direttore di Afrucat, i danni potrebbero essere meno significativi rispetto alle drupacee, e comportare un significativo diradamento degli alberi.

"Le aree colpite dalle gelate rappresentano oltre il 70% della produzione spagnola di drupacee. Pertanto, anche quest'anno assisteremo a uno squilibrio tra domanda e offerta. Ci sarà una fornitura decisamente inferiore di pesche e nettarine e il prezzo dovrebbe essere più alto, poiché i costi sono aumentati del 35% per quanto riguarda logistica, carburanti, energia e materiali di imballaggio, come cartone e plastica. Va anche ricordato che abbiamo una legge sulla filiera alimentare che ci impedisce di vendere a un prezzo inferiore ai costi di produzione. Per questo motivo, i retailer dovrebbero pianificare i loro ordini ora, se vogliono disporre di scorte sufficienti sui loro scaffali. Di una cosa siamo sicuri: non ci sarà abbastanza frutta per tutti e sarà più costosa", afferma Simón.

Il rappresentante di Afrucat ha anche sottolineato che, considerato il raccolto molto ridotto, non ci sarà tanto bisogno di manodopera. Questo dipenderà dal livello di incidenza del gelo di ciascuna zona, quindi alle amministrazioni vengono chieste misure che vadano a compensare i lavoratori non necessari.


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