A colloquio con il professor Stefano Lugli

Cambiamenti climatici e nuove varietà di ciliegio: quali scegliere?

Il ciliegio, come altre drupacee e specie legnose temperate, per fiorire e produrre regolarmente ha bisogno di accumulare una quantità specifica di ore di freddo durante l'endodormienza e di ore di calore durante l'ecodormienza. Per i frutticoltori, conoscere i requisiti di temperatura di una nuova varietà diviene fondamentale per una corretta scelta in una determinata area di coltivazione, specialmente nelle latitudini più calde, o per utilizzare queste informazioni per prevedere in anticipo le performance dei loro ceraseti o per progettare i nuovi frutteti con un occhio di riguardo ai cambiamenti climatici in corso.


Nuove varietà di ciliegio con fabbisogno in freddo basso o medio

Abbiamo chiesto a Stefano Lugli, esperto di ciliegie e coordinatore del prossimo Simposio internazionale del ciliegio (clicca qui per tutte le info), qualche indicazione riguardo la giusta scelta varietale nei nostri ambienti. "Con stagioni regolari, ambienti idonei e una corretta scelta varietale, di norma non ci sono problemi nel ciliegio. I guai arrivano quando gli inverni sono miti o, peggio ancora, la schiusura anticipata delle gemme lascia esposti gli organi fiorali ai rischi legati ai ritorni di freddo primaverili, come accaduto nelle due ultime stagioni". 

Ma c'entra il cambiamento del clima? "Direi solo in parte. Ci dimentichiamo spesso che la specie, il Prunus avium, è natio delle aree collinari e montane di climi temperati e continentali. Strutturalmente è piuttosto resistente al freddo invernale, secondo solo al melo. Rispetto ad altre drupacee, è anche più tollerante ai minimi termini nelle fasi critiche dell'antesi e delle prime fasi di sviluppo dei frutticini".

Temperature critiche in diversi fasi fenologiche in alcune drupacee

E allora cosa sta accadendo? "Succede che l'uomo ha creduto di poter addomesticare il ciliegio, spostandolo dalle aree più vocate ad altre, meno adatte alla specie e più a rischio climatico. Dalle aree appenniniche, tipiche della tradizione cerasicola italiana, il ciliegio è passato alle zone di pianura. Lo scorso anno, nelle colline romagnole si sarebbero dovute diradare le ciliegie (foto qui sotto), nelle basse invece non hanno raccolto un frutto".

Ceraseto intensivo sulle prime colline cesenati. Azienda Simonetta, 2021

Una corretta scelta varietale può essere di aiuto? "Certamente, ma va fatta con giudizio. Se coltivo in Puglia una Schneider alias Ferrovia, varietà nata in Germania due secoli fa, non c'è da meravigliarsi se poi non produce regolarmente. Ci sono varietà, come Ferrovia, che abbisognano di molte ore di freddo, altre che si accontentano di poche ore. Forse non è un caso che la Puglia, regione leader in Italia come superfici investite a ciliegio (oltre 15mila ha) sia in coda alla classifica nazionale nelle rese degli impianti (meno di 5 t/ ha). Prima di fare scelte su quali varietà coltivare, servirebbe conoscere e valutare bene l'ambiente di coltivazione dove investire a ciliegio". 

Il miglioramento genetico del ciliegio ha selezionato nuove varietà a basso fabbisogno in freddo, adatte alle aree più calde. Forse questa è la soluzione giusta? "Negli ultimi anni, è aumentato l'interesse alla coltivazione del ciliegio in aree caratterizzate da inverni con clima mite, come ad es. la parte sudorientale della Spagna, la California, la parte centro-settentrionale del Cile, alcune regioni del nord Africa. Inoltre, a causa dei cambiamenti climatici in atto, anche la produttività dei ceraseti in aree tradizionali sta rappresentando un serio problema, per via delle alte temperature che si registrano nel tardo autunno e durante l'inverno, con conseguente mancato soddisfacimento delle ore di freddo. Alcuni programmi di breeding hanno diffuso varietà a medio o basso fabbisogno in freddo, adatte a questi ambienti (Tabella 2 qui sotto)". 

Fabbisogno di ore di freddo di alcune varietà di ciliegio

Sembra di capire che il binomio scelta varietale/ambiente sia fondamentale. "La coltivazione di varietà a basso fabbisogno di ore di freddo in areali freddi come quelli settentrionali pone il problema di una possibile antesi anticipata in caso di precoci disponibilità di ore di caldo, con il rischio di subire gravi danni da gelo in caso di brinate primaverili, come quelle avvenute, ad esempio, lo scorso anno a Vignola".

Danni da gelo su giovani frutticini di cv di ciliegio a basso fabbisogno in freddo. Vignola, 2021

"Il mio consiglio è di differenziare la scelta varietale secondo l'ambiente, evitando di coltivare varietà a basse esigenze di freddo nelle latitudini più rigide e limitando questa opportunità solo ai contesti più miti".

Anche l'evoluzione dei sistemi di impianto, con portinnesti nanizzanti e forme più basse, ha contribuito a rendere più vulnerabile il ciliegio alle avversità legate al clima e a nuove emergenze nella corretta gestione agronomica e sanitaria dei ceraseti. Ci può dire qualcosa a riguardo? "Certamente, ma nella prossima puntata".


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