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Spagna: l'ambizioso piano di Onubafruit sui mirtilli

Dopo anni di ricerca e ingenti investimenti, la cooperativa spagnola di secondo grado Onubafruit, uno dei maggiori produttori europei di piccoli frutti, con sede a Huelva, aspira a rivoluzionare il mercato europeo dei mirtilli e ha annunciato di avere già un proprio programma esclusivo di varietà, che prevede la produzione da novembre a metà luglio.

"I nostri clienti, nei mesi di novembre e dicembre, non dovranno più importare mirtilli da Sudafrica, Perù, Cile o Argentina", afferma Francisco Sánchez, direttore di Onubafruit. "D'ora in poi, saremo in grado di offrire ai nostri clienti una gamma completa con sei diverse nuove varietà di mirtilli ultra precoci, precoci, medi e tardivi, con il sapore, la consistenza e le dimensioni richieste da un unico fornitore, per 9 mesi e con volumi illimitati".

Le prime produzioni sono attese per novembre di quest'anno, anche se la piena capacità sarà raggiunta nei prossimi due anni.

"Abbiamo grandi aspettative su questo progetto e lo sviluppo sarà esponenziale. Entro il 2020, avremo circa 30.000 piante; nel 2021, questa cifra aumenterà a circa 250.000 piante ed entro il 2022 avremo raggiunto almeno 10 milioni di piante. I clienti potranno ordinare mirtilli à la carte, senza limiti", afferma il direttore dell’azienda.

La crisi pandemica e le sue conseguenze
In Spagna, dall'inizio della crisi del Coronavirus, il settore dei piccoli frutti ha attraversato periodi molto difficili. "La domanda è precipitata e, con la chiusura delle frontiere al momento del picco di produzione per le nostre colture, che sono i mesi di aprile e maggio, le opzioni commerciali si sono ridotte".

"In questi mesi, prevediamo anche una maggiore concorrenza da parte di altri prodotti, come frutti di bosco e ciliegie, nonché dai raccolti di piccoli frutti dei Paesi dell'Europa centrale e settentrionale. La verità è che le previsioni non sono affatto incoraggianti. Alcuni saranno in grado di affrontare la situazione meglio di altri, a seconda della loro capacità e professionalità, ma penso che il settore vivrà un momento molto difficile", afferma Francisco Sánchez.

Oltre all'Europa, Onubafruit ha una presenza importante e sempre in crescita nei mercati asiatici. "I voli per Hong Kong sono stati cancellati, così come per Singapore, nonostante non siano coinvolte nella crisi del Covid-19, ma non ci sono voli per gran parte dell'Asia".

"Questo è un periodo in cui i Paesi europei sono più inclini al consumo di prodotti locali, come si può vedere in Francia, nel Regno Unito, in Germania o persino in Portogallo. La domanda è: perché i mirtilli vengono importati da Paesi terzi se possono essere acquistati dalla Spagna, cioè dall'Europa?".

"La situazione del Coronavirus continuerà a peggiorare e molto probabilmente ci sarà il lockdown in tutti i Paesi. Nel frattempo, la Onubafruit dovrà rappresentare gli interessi dei suoi 1.000 produttori e rispettive famiglie, che dipendono da queste colture. Per i Paesi europei, non è il momento di rincorrere il benessere egoistico, ma di aiutarci a vicenda in modo da superare questa crisi tutti insieme. Speriamo che i nostri clienti comprendano che avremo bisogno di tutto l'aiuto possibile".


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