In Emilia Romagna marroni e castagne in calo del 25 per cento

A causa dell'andamento meteo, si prevede un calo del 25 per cento per il raccolto di marroni e castagne. Questo dato è riferito alle zone produttive dell'Appennino dell'Emilia-Romagna. Lo conferma Renzo Panzacchi, presidente dei castanicoltori dell'Appennino Bolognese e portavoce dell'Associazione dei Consorzi dell'Emilia-Romagna.

"La raccolta inizierà fra 10-15 giorni, a partire da quota 300-400 metri, mentre fino a 800 metri prevediamo l'inizio attorno al 6 ottobre. E' difficile fare previsioni in castanicoltura, in quanto ora vediamo solo i ricci; solo dopo la raccolta avremo un'idea più precisa. Di certo manca prodotto, attorno al 20-30%".

La diminuzione è dovuta a una scarsa allegagione, a causa di un mese di maggio piovoso proprio nel momento clou. Pare però che il calibro medio possa essere elevato, il che favorirebbe una buona remunerazione.

"In zona Castel del Rio - aggiunge Panzacchi - dove viene coltivato il famoso Marrone IGP, vi è un ritorno del cinipide, per cui si teme una resa finale ancora minore, attorno al 50%".

La maggior parte del prodotto che si trova in vendita è il Marrone, mentre le castagne sono poche, raccolte da impianti secolari posti in alto Appennino. In genere, queste castagne sono vendute e consumate localmente. 

"Negli ultimi anni, i prezzi sono stati buoni - aggiunge Panzacchi - attorno a 5 euro il kg per i calibri maggiori. Nei mercati e nella GDO si trovano spesso castagne e marroni esteri a un prezzo molto minore. I paesi di provenienza sono: Grecia, Turchia, Spagna, Portogallo e Cina".


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