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Uva da tavola: i primi 15 giorni di settembre sono sempre stati un'incognita

Incertezza sul mercato dell'uva da tavola, con domanda e consumi lenti, e prezzi che non rispecchiano le aspettative. A riferirlo nei giorni scorsi sono stati diversi operatori, ma c'è anche chi afferma che si tratta di una situazione "quasi normale" nei primi 15 giorni del mese di settembre.

(foto d'archivio)

"E' una situazione che ricalca quella di altre annate. Non dimentichiamoci che ce ne sono state anche peggiori, con prezzi molto più bassi – dichiara un commerciante – La qualità è buona e non riceviamo segnalazioni rilevanti dai Paesi esteri. Il prodotto che vendiamo al momento è quasi tutto senza acinino (cioè privo di acini sottosviluppati nel grappolo, ndr). L'anno scorso, con l'acinino, eravamo concorrenziali in termini di prezzi nei Paesi dell'Est, ma la quota ora si sta riducendo a favore di altre nazioni come Macedonia, Moldavia e Grecia".

La svolta si avrà dopo il 20 settembre, secondo l'operatore. "Lì si vedrà una netta differenza. Noi disporremo di maggiori volumi e, ad esempio, sui nostri mercati di riferimento non ci sarà più la Turchia, che adesso offre uve senza semi per parecchi Paesi dell'Est Europa. Spediremo uve anche in Spagna e Portogallo".

Il commerciante conferma il ritardo di inizio campagna. "Terminata la vendita di uva Victoria, abbiamo appena cominciato con quella Italia. Inoltre, offriamo Red Globe, Palieri, Regal e Crimson. E, facendo un iniziale bilancio, i quantitativi di vendita sono aumentati, con prezzi di cui non ci possiamo lamentare".

In questo momento, il commerciante vende in Polonia, Germania, Paesi Bassi e, in misura più limitata, Danimarca, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. "Il mercato olandese però va sempre preso con le pinze, in quanto si registra molta riesportazione verso altre nazioni da parte dei grossisti. Discorso diverso se si hanno contatti diretti con i retailer. In ogni caso, la richiesta non è molto elevata e i prezzi si sono ridimensionati rispetto al passato".

Infine, l'operatore dichiara che il Perù potrebbe iniziare prima, quest'anno. "E' un fenomeno che negli ultimi anni ci sta tagliando un po' le gambe. Dalla prima settimana di novembre, vedere uve peruviane sui mercati implica uno sfalsamento dei prezzi per il prodotto italiano".


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