Oltre a essere uno strumento scientifico i sistemi di visione computerizzata stanno diventando anche uno strumento commerciale per la valutazione della qualità dei prodotti alimentari.

Nel pre-raccolta, questi sistemi possono essere utilizzati per prevedere la resa produttiva, nonché essere impiegati per la raccolta automatizzata, oppure per la diagnosi precoce di malattie potenzialmente dannose. Nel post-raccolta invece questi sistemi vengono principalmente utilizzati per la calibratura, l'ispezione automatica della qualità esterna dei frutti e quindi per ordinarli velocemente nelle diverse categorie commerciali.

Negli ultimi anni, l'uso della scansione iperspettrale ha permesso di rilevare difetti non solo della buccia dei frutti, ma anche la loro associazione a determinate malattie di particolare importanza.

Negli studi che utilizzano e che hanno utilizzato questa tecnologia sono state scoperte le lunghezze d'onda che giocano un ruolo significativo nel rilevare alcune di queste malattie estremamente dannose, portando cosi allo sviluppo di sistemi di scansione multispettrale che possono essere utilizzati nell'industria.



Ricercatori dell’Instituto Valenciano de Investigaciones Agrarias (IVIA), di Moncada, dell’Universitat Politècnica de València e della Florida University hanno pubblicato una recensione sui diversi sistemi di visione computerizzata per l’ispezione automatica degli agrumi.

Nell’articolo i ricercatori illustrano le diverse tecnologie disponibili per acquisire le immagini e il loro utilizzo per l'ispezione non distruttiva di caratteristiche interne ed esterne di questi frutti. Particolare attenzione è rivolta al controllo per la diagnosi precoce di alcune malattie come cancro batterico degli agrumi, macchia nera, citrus Huanglongbing.

Fonte: Sergio Cubero, Won Suk Lee, Nuria Aleixos, Francisco Albert, Jose Blasco, ‘Automated Systems Based on Machine Vision for Inspecting Citrus Fruits from the Field to Postharvest—a Review’, October 2016, Food and Bioprocess Technology, Vol. 9(10), pag. 1623-1639. doi:10.1007/s11947-016-1767-1
link.springer.com/article/10.1007/s11947-016-1767-1