Focus sul mercato globale del lime

Diversi rapporti sul mercato del lime in Messico e Brasile mostrano andamenti discordanti. I Paesi latino-americani riportano minori volumi raccolti ed esportazioni inferiori verso l'Europa. Un commerciante olandese racconta invece di maggiori quantitativi in arrivo. I produttori israeliani vedono un potenziale nella coltivazione del lime per via dei buoni prezzi europei. L'Italia considera il lime ancora un prodotto di nicchia. Negli Stati Uniti, i prezzi enormemente instabili rendono il mercato incostante.

Il Messico prevede una produzione inferiore

Il mercato più importante per il lime sono gli Stati Uniti. Secondo le statistiche ufficiali, l'est del paese rappresenta quasi il 10% della produzione. Nel 2015, un totale di 493 camion con lime ha attraversato il confine con gli Stati Uniti ogni settimana. Nel 2010, questa cifra era pari a 386. Ognuna delle zone costiere del Messico ha la propria quota sul mercato statunitense, il quale si divide grosso modo da nord a sud in due parti. Il Messico orientale rifornisce gli Stati Uniti orientali.

Tra il 2010 e il 2015, la produzione di lime è cresciuta del 37%. Nel frattempo, le esportazioni sono cresciute del 46%, e in termini finanziari, il valore è aumentato del 61%. Se i prezzi aumentano, c'è il rischio che si esportino sostanzialmente più lime attraverso il confine e che questi vadano a saturare il mercato; quindi, potenzialmente, si mettono sotto pressione i prezzi.

La produzione di quest'anno è prevista in calo. Il maltempo ha causato una flessione nei volumi totali e anche i calibri sono più piccoli. Secondo un esportatore la domanda degli Stati Uniti è aumentata mentre dall'Europa è inferiore. Un commerciante ha stimato un calo della domanda europea del 10-20%.



La siccità ha ridotto la raccolta in Brasile
La stagione è terminata a ottobre. Quest'anno il clima l'ha fatta da padrone, con la siccità che ha giocato brutto scherzo agli agricoltori. Di conseguenza l'offerta è stata limitata a inizio stagione (agosto/settembre). Complessivamente, le esportazioni sono state leggermente inferiori agli anni passati.

Prezzi non prevedivibili negli Stati Uniti
Un commerciante ha descritto i prezzi attuali come imprevedibili, in quanto variano enormemente, più del solito (da 10 a 22 dollari a seconda del calibro). Tale diversitá di quotazioni rendono il mercato capriccioso, con calo di offerta. Non si prevedono gap, ma la festività dovrebbero migliorare le condizioni di mercato.

E' soprattutto la popolazione ispanica a consumare lime. Il consumo medio tra la popolazione messicana è di 14 kg all'anno mentre quello globale ammonta ad appena 2 kg.

Israele vede un potenziale nel lime
La stagione è terminata con volumi limitati rispetto allo scorso anno, colpevoli siccità e afa. Stagioni brevi ed estati calde sono pessime per la colorazione dei frutti. Quest'anno, ci sono stati più frutti non adatti all'export e, in alcuni casi, neanche al mercato interno.

Nonostante il rischio associato alla coltivazione in Israele, la produzione del lime è vista come avente potenziale in crescita per via dei problemi con l'offerta in altri Paesi e i prezzi elevati dei lime di alta qualità sul mercato europeo. Gli investimenti sono in atto per facilitare lo sviluppo di nuove varietà che si adattano meglio al clima israeliano.

Il Marocco opta per il mandarino
Secondo i dati USDA, dal 2008 l'areale dedicato a limoni e lime si è dimezzato: da 7.789 ettari della stagione 2008/09 e 3.820 ettari della campagna 2016/17. Molto coltivatori sono passati alla coltivazione di mandarini. Secondo le stime, il Paese ha raccolto circa 36.200 tonnellate di lime e limoni quest'anno.

Il Belgio registra leggeri aumenti di prezzo
La quotazioni del lime non sono stata molto elevate. Si registra un leggero surplus per via di giornate più fresche che hanno ridotto la domanda e hanno dato una spinta alla fornitura. Durante le festività, la richiesta aumenta in parte perchè i lime sono utilizzati in cocktail e antipasti.

Il prezzo è aumentato da 4 a 7 euro, livello simile a quello dello scorso anno. Un commerciante ha dichiarato che non si prevede un picco reale e il prezzo dovrebbe rimanere stabile per settimane; poi probabilmente salirà per un'offerta inferiore. Inoltre, gli eventi inaspettati come le calamità naturali hanno il potenziale di disarmonizzare seriamente il mercato. Il quadro attuale è quello di una stagione normale.

Paesi Bassi: Natale e Capodanno spingono la vendita di lime al rialzo
Il 2016 è stato un anno ragionevole per i lime. Un commerciante ha riferito che non ci sono stati picchi nei prezzi, ma negli ultimi mesi si sono registrati livelli bassi. Dovunque la qualità è stata soddisfacente fino a fine ottobre; poi i lime messicani e brasiliani hanno perso colpi. L'Europa ha importato più che negli anni passati: fino alla 49ma settimana i dati hanno mostrato un incremento del 6%. Nel corso della ultime settimane il mercato si è ripreso ma solo in vista delle festività di Natale e Capodanno.

Italia, prodotto di nicchia
Il lime è un articolo che si vende tutto l'anno e registra quote al rialzo sul mercato italiano. E' ancora abbastanza di nicchia e il suo consumo si concentra nel periodo estivo (essendo usato per la preparazione di cocktail), rivolto soprattutto ai giovani.
La provenienza è sostanzialmente Brasile e Messico ed è interessante notare come proprio nel periodo di maggiore richiesta (l'estate) si assista a un buco nelle fornitura: il periodo è infatti concomitante con il passaggio dalla produzione brasiliana a quella messicana

In questo periodo natalizio, all'interno del segmento della frutta esotica, il lime non è il prodotto più venduto. Il più gettonato arriva dal Messico e rispetto al prodotto colombiano o brasiliano - anch'esso presente in volumi inferiori - ha un aspetto esteriore più bello perché di un verde acceso. Per la vendita all'ingrosso si registrano 8 euro per cartone da 4 kg, mentre dal fruttivendolo lo si trova a 9-10 euro.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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