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Addio ad Adel A. Kader: un grande scienziato, ma soprattutto un grande uomo

Si è spento lunedì scorso (10 dicembre 2012) all'età di 71 anni il Dr. Adel A. Kader, Professore emerito di Fisiologia Postraccolta presso l'Università della California, a Davis (USA).

Unendosi al cordoglio per questa scomparsa, FreshPlaza ha chiesto al Prof. Giancarlo Colelli dell'Università di Foggia, che ben conosceva Kader, di tracciarne un ricordo, che riportiamo integralmente qui di seguito

In memoria di un grande scienziato, ma soprattutto di un grande uomo
Con grande dolore e sconforto ho appreso della scomparsa del Dr. Adel A. Kader, avvenuta lo scorso lunedì per un improvviso arresto cardiaco che lo ha colto di ritorno da un viaggio di lavoro in Sud Africa, appena atterrato all’aeroporto di San Francisco.

Ho conosciuto il Dr. Kader nel 1989 quando ho cominciato a frequentare il suo laboratorio, i suoi corsi, e i suoi collaboratori presso l'allora Dept. of Pomology. In quegli anni l'Università californiana di Davis era il centro del mondo per le problematiche del post-raccolta e Kader era l'indiscusso leader di un gruppo di scienziati che avevano raggiunto livelli di eccellenza nei rispettivi ambiti disciplinari, riferimento del mondo accademico, dell'industria, e delle Istituzioni internazionali.


Il Prof. Giancarlo Colelli insieme al Prof. Adel A. Kader.

Egiziano di nascita e di formazione, completò gli studi post-laurea in California negli anni '60. Dopo una breve parentesi nel proprio Paese, negli anni '70 ritornò definitivamente ad insegnare a Davis, dove ha completato la sua carriera accademica, prestando 38 anni di servizio di altissimo livello nel campo della biologia e tecnologia post-raccolta per mantenere le qualità organolettiche e nutrizionali dei prodotti ortofrutticoli freschi.

Ha pubblicato oltre 230 lavori scientifici su riviste ISI ed è stato l'autore più citato dai colleghi di questo settore. Autore del libro di testo "Postharvest Technology of Horticultural crops", che nelle 3 diverse edizioni (dal 1985 al 2002) ha venduto decine di migliaia di copie in tutto il mondo. Creatore e Technical Editor del sito web UC Davis Postharvest Technology che attualmente riceve oltre 250 mila visite al mese.


Adel A. Kader durante il quinto Corso Europeo sulla qualità e sicurezza dei prodotti freschi di quarta gamma svoltosi a Berlino dal 6 all'8 febbraio 2012, in concomitanza con la manifestazione ortofrutticola Fruit Logistica.

Ideatore e (per molti anni) Direttore del "Postharvest Technology Short Course" che da oltre 30 anni "forma" l'industria internazionale dell'ortofrutta fresca nel settore postraccolta, con oltre 2500 partecipanti in 33 edizioni (io stesso vi partecipai nel lontano 1989).

Tanti poi sono stati gli ambiti di intervento di Adel A. Kader, sia nella sua figura di ricercatore, che di divulgatore, tanto per la sua Istituzione quanto per organizzazioni Internazionali tra cui l'ONU e la FAO, programmi governativi come USAID, o Fondazioni prestigiose come la Gates Foundation, con attività su molti fronti (Arabia Saudita, Egitto, Siria, Iraq, India, Kuwait, Libano, Messico, Turchia, Marocco, Ghana, Sudan, Filippine, Thailandia, Malesia, Cina, e Filippine, tanto per nominarne alcuni).

Vale la pena aggiungere altri due numeri. Durante la sua carriera di docente universitario ha personalmente seguito 36 studenti per il dottorato di ricerca, ed oltre 60 studenti post-dottorali che, da tutto il mondo hanno svolto un periodo di ricerca nel suo laboratorio.

Io ho avuto la fortuna di formarmi con lui per circa un anno e mezzo, tra l'89 ed il '90, fresco di Laurea in agraria e di servizio militare; il ricordo che ho di quei tempi è quello di un maestro severo, molto esigente, meticoloso e preciso in tutti gli ambiti, anche quelli non strettamente lavorativi. L'organizzazione e la puntualità non erano concetti astratti ma veri e propri strumenti di lavoro, che uniti alla grande intelligenza ed all'elevato livello di preparazione lo hanno portato a risultati scientifici eccezionali. Al tempo stesso però era la persona più disponibile del mondo: lo era nei fatti, senz'altro, ma lo era anche, e forse principalmente, nel suo modo di rapportarsi, con tutti.

Dalla fine degli anni '90 ho cominciato a frequentarlo come collega, dapprima timidamente, poi in maniera sempre più intensa, grazie ad una serie di Programmi che avviammo insieme, quasi per gioco, prevalentemente di cooperazione internazionale, rivolta allo scambio di studenti e alla disseminazione dei risultati della ricerca scientifica. Anche i miei studenti e collaboratori hanno imparato ad amarlo e stimarlo, sia durante le loro permanenze in California, che durante le sue frequenti visite, riconoscendone l'eccezionale preparazione scientifica e le grandi doti umane.


Adel A. Kader durante il quarto Corso Europeo sui prodotti ortofrutticoli di IV gamma svoltosi a Mesagne, in Puglia, nel 2010.

Ho avuto l'onore di essere invitato a tenere un discorso in occasione della sua cerimonia di pensionamento, nel 2008 all'Università della California a Davis. Raccontai del suo entusiasmo nel fare le cose, soprattutto nell'insegnare e nel suo condividere le sue conoscenze, senza frontiere e senza interessi. In quell'occasione ricordai un episodio di pochi anni prima: quasi settantenne, ed insieme ad un manipolo di colleghi (molti suoi ex-studenti, tutti sicuramente più giovani e in carriera) si sottopose ad un tour-de-force di una settimana, con migliaia di chilometri percorsi con ogni mezzo di trasporto, tra Spagna, Italia, e Grecia, per tenere un seminario dopo l'altro, un corso dopo l'altro, in città diverse, Istituzioni diverse, incontrando centinaia di persone, e con tutti condividendo le sue conoscenze e la sua estrema disponibilità. Il tutto gratis, senza nemmeno un dollaro di onorario. Solo entusiasmo, spirito di condivisione, disponibilità.


Adel A. Kader durante un workshop a Foggia.

Infine, mi piace ricordare la sua onestà intellettuale, il suo modo di rapportarsi agli altri, anche in maniera critica, ma sempre sincera e disponibile al confronto. In ambito professionale non aveva segreti. Tutto ciò che creava lo condivideva, con orgoglio, anzi, con felicità. Era felice di dare, che si trattasse di un riferimento bibliografico, una foto, una pubblicazione, una presentazione powerpoint: rideva di quei colleghi che invece custodivano gelosamente le loro presentazioni nelle pendrive.

Sfidava le case editrici internazionali, formalmente proprietarie dei diritti sulle sue pubblicazioni scientifiche, a fargli causa perché distribuiva gratuitamente i file .pdf dei suoi articoli sul sito web di UC Davis. Non firmava mai un contratto di ricerca che prevedesse la segretezza dei risultati. Un uomo di altri tempi, probabilmente, ma che imponeva il proprio fascino anche nelle giovanissime generazioni di ricercatori del settore postraccolta.

Lo scorso luglio 2012, in occasione dell'International Postharvest Symposium a Kuala Lumpur, Adel è stata la persona più ambita con cui farsi fotografare, soprattutto dai giovani dottorandi e ricercatori che in quel modo riconoscevano e attestavano il suo carisma. Mi piaceva prenderlo amichevolmente in giro per questo, ormai me lo potevo permettere; da tempo non era più per me il "maestro severo", ma la persona con cui collaboravo e da cui continuavo ad imparare.

Ultimamente mi stava dando una mano per l'organizzazione di un importante Congresso Internazionale che si svolgerà in Italia (in Puglia) il prossimo giugno 2013 e, dall'alto della sua esperienza, mi forniva preziosi consigli. Ero stato a casa sua a Davis lo scorso settembre per concordare una serie di scadenze e, come al solito, aveva risolto alcune mie incertezze con il suo modo burbero e diretto di affrontare i problemi, senza mediazioni. Ancora lo scorso venerdì ci eravamo sentiti via skype, io nel mio ufficio a Foggia e lui in Sud Africa, per commentare la lista degli invited speaker del Congresso.

Mi piace ricordarlo così: disponibile con me come con tutti, a dare quanto poteva, con la felicità di condividere.

Probabilmente dove è adesso non potrò raggiungerlo con skype, ma so che continuerà ad essere il mio maestro, sempre meno severo, e sempre più amico.

Ciao Dr. Kader, riposa in pace.

Prof. Giancarlo Colelli

Data di pubblicazione:



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