Avvisi

La clessidra

Ricerca di personale

Top 5 -ieri

Top 5 -ultima settimana

Top 5 -ultimo mese

Di Giambattista Pepi

La Cipolla di Giarratana (RG) si rinnova con linee che non marciscono e germogliano tardivamente

La ricerca ha selezionato e caratterizzato linee innovative di Cipolla di Giarratana (provincia di Ragusa), che hanno il pregio di germogliare tardivamente e di non marcire.

Il progetto per il miglioramento della Cipolla di Giarratana è stato realizzato dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (www.entecra.it), nell’ambito del più ampio ed articolato Progetto di ricerca per potenziare la competitività di orticole in aree meridionali (PROM).


Cipolle di Giarratana
 
Protagonisti della ricerca sono stati: il Centro di ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (provincia di Salerno), il Centro di ricerca per l’Orticoltura di Battipaglia (provincia di Salerno), l’Unità di ricerca per l’Orticoltura di Montanaso Lombardo (provincia di Lodi) ed il Dipartimento per l’ortofloricoltura (DOFATA) della facoltà di Agraria dell’Università di Catania, in collaborazione con l’Azienda sperimentale dimostrativa di Mirto Crosia dell’ARSSA (Regione Calabria) ed il Coreras di Palermo.
 
Il risultato di quasi quattro anni di sperimentazioni sul campo è consistito nel recupero e nella stabilizzazione di popolazioni locali di Cipolla di Giarratana, oltre alla produzione di linee ginogeniche (con cromosomi tutti di derivazione femminile).

"Per poter ottenere linee selettive", spiega il professore Ferdinando Branca della Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Catania "sono state utilizzate piante che si presentavano uniformi tra loro, con abbozzi fiorali prossimi all’apertura, poste in ambiente controllato immettendo pronubi (Sarcophaga canaria) per agevolare l’impollinazione".

Sono state, inoltre, raccolte quattro selezioni aziendali di cipolla in altrettante aziende di Giarratana successivamente valutate in rapporto a tre diversi ambienti di coltivazione: Catania, Giarratana e Mascali.

Il secondo anno, le attività sono state rivolte alla valutazione delle principali caratteristiche agronomiche e tecnologiche della cipolla di Giarratana e alla costituzione di linee selettive e ginogeniche.

Per la prima attività è stato realizzato un campo sperimentale a Giarratana con due selezioni aziendali. I bulbi raccolti sono stati utilizzati per rilevare le principali caratteristiche biometriche (peso, diametro equatoriale e polare, gradi Brix e sostanza secca), un campione è stato inviato al CRA ORT di Pontecagnano per la quantificazione dell’acido piruvico ed un altro campione per rilevare la serbevolezza dei bulbi.

Per questa ultima attività, in particolare, cinquanta bulbi per selezione sono stati posti in cassette e fatti asciugare al sole per circa due settimane, dopodiché sono stati trasferiti in un magazzino buio e alla temperatura di circa 15°C; settimanalmente è stata effettuata la selezione dei bulbi integri, eliminando quelli che manifestavano marcescenze o presentavano pre-germogliamento.

I bulbi sani rimasti sono stati trapiantati nel novembre del 2007 in vasi, allo scopo di ottenere piante fiorite da utilizzare successivamente per ottenere linee selettive e ginogeniche.

Il terzo anno, dalle linee selettive ottenute all’interno di isolatori, è stato prelevato il seme. Per la coltura in vitro degli abbozzi fiorali è stato utilizzato il protocollo di Campion ed altri (1989). Quattro delle sette accessioni riprodotte nel primo anno sono apparse più resistenti al pre-germogliamento.
 
Per gli altri caratteri è stata notata una grande variabilità in rapporto all’ambiente.
"Il peso medio dei bulbi è stato maggiore a Catania, con 202 grammi, ed inferiore a Mascali, con 159 grammi. Anche il grado Brix e il diametro equatoriale e polare hanno fatto evidenziare i valori più elevati a Catania", precisa il docente.

"Le due selezioni aziendali valutate a Giarratana durante il secondo anno hanno evidenziato differenze significative", aggiunge lo studioso. "In particolare la selezione Noto ha prodotto bulbi con peso maggiore rispetto alla selezione Azzaro, con 456 grammi contro i 379 grammi e un maggior contenuto in solidi solubili e residuo secco, mentre valori simili sono stati riscontrati per il diametro polare ed equatoriale".

Per quanto riguarda l’osservazione dei bulbi in fase post-raccolta, la selezione Azzaro ha presentato una percentuale di marcescenze del 35%, mentre la percentuale di pre-germogliamento è stata del 45%. Per la selezione Noto le marcescenze sono state pari al 45%, mentre i bulbi pre-germogliati sono stati pari al 40%. Complessivamente, la percentuale di bulbi commerciabili dopo tre mesi è stata del 20% per la selezione Azzaro e del 16% per la selezione Noto.

Per quanto riguarda l’ottenimento di linee ginogeniche, dalla coltura degli abbozzi fiorali sono stati ottenuti due embrioni che, posti su substrati diversi, hanno dato origine alla formazione della pianta.


Panorama di Giarratana con, sullo sfondo, campi coltivati con le cipolle tipiche

Per informazioni:
Dr. Massimo Schiavi
CRA Unità di ricerca per l’Orticoltura
Via Paullese, 28
Montanaso Lombardo (LO)
Tel.: (+39) 0371 68171
E-mail: massimo.schiavi@entecra.it

Prof. Ferdinando Branca
Dipartimento di Ortofloricoltura (DOFATA)
Università degli studi di Catania
Tel.: (+39) 095 234307
E-mail: fbranca@unict.it 

Data di pubblicazione:



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto