Coldiretti traccia il bilancio dell'annata agraria 2009

Complessivamente, il 2009 è stato un anno in cui trasversalmente tutti i settori, hanno riscontrato forti difficoltà. Sebbene dal punto di vista agronomico sia stato sostanzialmente una campagna produttiva con produzioni abbondanti, altrettanto non si può dire a livello economico e di quotazione dei prodotti agricoli. Il settore agricolo si sta dimostrando comunque più resistente alla crisi economica globale rispetto ad altri comparti.

La produzione agricola, a livello nazionale, dovrebbe registrare un incremento del 5-6% in più rispetto al 2008 e i prezzi all’origine una diminuzione compresa tra il 15-20%. I redditi degli agricoltori sono diminuiti di circa il 9-10%, nonostante i costi di produzione abbiano registrato un calo rispetto al 2008, anno in cui si era verificata una forte impennata dei prezzi di carburante e mezzi tecnici.

Ortofrutta: quotazioni in calo rispetto al 2008
Il settore orticolo si è caratterizzato nel 2009 per le produzioni abbondanti favorite dal positivo andamento climatico. Quotazioni del prodotto in forte discesa e sicuramente non idonei a coprire i costi di produzione. Una situazione molto difficile che, in molti periodi dell’anno, ha costretto i produttori a lasciare il prodotto in campo.

Pomodori, zucchine, melanzane e peperoni, sia sui mercati generali (Caat Torino), sia all’ingrosso, hanno fatto registrare un calo del valore rispetto allo scorso anno anche del 30-40%. Anche per il fagiolo rampicante fresco le quotazioni sono state inferiori allo scorso anno, attenendosi tra 0,70 e 1,10 €/ql, mentre il fagiolo secco mantiene livelli soddisfacenti di prezzo intorno a 2,30- 2,35 €/ql.

Per quanto riguarda invece il comparto frutticolo, l’annata è stata segnata da una pesante crisi generale per la frutticoltura, dopo anni di mercato con una buona remunerazione e notevoli sbocchi di mercato. Le ampie nevicate dell’inverno 2009 e le costanti precipitazioni primaverili, non hanno permesso da un lato la completa potatura e, quindi una piena produzione di prodotto per lo più di basso calibro. In Piemonte si è raggiunto un +7% di produzione rispetto allo scorso anno.

La campagna di raccolta delle pesche è stata caratterizzata da momenti di mercato con quotazioni che hanno raggiunto addirittura 15-18 centesimi per il prodotto fresco di seconda scelta. Per il prodotto da destinare all’agroindustria è stato riconosciuto non più di 1 centesimo al Kg rallentando oltretutto i ritiri. Il prodotto di prima scelta ha comunque mantenuto le sua fetta di mercato.

Anche per le mele potrebbe prospettarsi una campagna di commercializzazione difficoltosa, dovuta sia alla piena produzione 2009, a cui si sommano stock di mele trentine della passata stagione. Lo scorso anno infatti, i produttori trentini avevano immesso sul mercato anche il prodotto grandinato, attraverso una forte campagna promozionale, trovandosi in parte invenduto il prodotto conforme. Tuttavia i primi segnali di mercato incoraggianti e la campagna di commercializzazione molto più lunga rispetto alle pesche fa ben sperare per l’annata.

La produzione di albicocche ha segnato invece un calo del 5% attestandosi intorno ai 300.000 quintali, con prezzi in contrazione del 10% sul mercato e addirittura in picchiata per l’industria. Il mercato delle ciliegie, di circa 50.000 quintali, è stato stazionario con una remunerazione medi sui 1,50 – 2,00 €/Kg e addirittura maggiore per pezzature più grandi.

La produzione di kiwi in Italia dovrebbe attestarsi intorno alle 483.700 tonnellate, segnando un circa –7% rispetto allo scorso anno (518.401 tonnellate). La quantità commercializzabile, sempre rispetto al 2008, dovrebbe scendere da 474 mila tonnellate a 436 mila (–8%). La flessione è dovuta principalmente ad un calo generale delle rese produttive.

Per le pere si è avuta per il 2009 una produzione stazionaria in linea con il 2008 accompagnata anche da un buon trend per quanto riguarda i prezzi. Le susine mantengono livelli produttivi stazionari, con un mercato che, dopo una prima fase con buoni prezzi alla produzione, ha segnato un periodo di flessione rispetto al 2008 di circa il 10%, per poi riprendere quota a fine anno.

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