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È l'auspicio emerso da una affollata conferenza stampa, alla presenza di operatori e istituzioni

"Per la mela e i kiwi di Verona IGP entro 12 mesi"

"Dalle origini antiche al futuro della tavola" passando per il riconoscimento Igp-Indicazione geografica protetta. Ieri, 7 maggio 2026, presso Confindustria di Verona, si è svolta una conferenza stampa alla presenza di imprenditori agricoli, presidenti di associazioni, sindaci e istituzioni locali e regionali. Lo scopo? Lanciare ufficialmente il percorso per il raggiungimento del riconoscimento IGP per le mele e i kiwi coltivati nella zona di Verona.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itFoto di gruppo con alcuni degli intervenuti alla conferenza

Il primo a prendere la parola è stato Leonardo Odorizzi, anima del progetto e già fautore del marchio Igp per la Pesca di Verona e presidente dell'Associazione produttori kiwi e mele di Verona. "Oggi è un momento storico, perché andiamo a presentare un percorso avviato nelle scorse settimane. La documentazione per l'ottenimento dell'IGP per mele e kiwi è stata depositata il 31 marzo. In futuro, i bandi europei saranno indirizzati per lo più alle Dop e Igp, ma quel che conta è che avere un marchio permetterà alla nostra frutta di uscire dall'anonimato. Ad ogni modo occorre convivere con le produzioni del mondo, perché noi stessi esportiamo".

"Auspichiamo di arrivare il più presto possibile, entro 12 mesi, a ottenere l'Igp. Il tempo è scaduto, ora o mai più".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itLeonardo Odorizzi

La coltivazione delle mele ha origini antiche nel territorio veronese. Odorizzi ha detto che l'associazione degli agricoltori attualmente conta 50 produttori e mille ettari di coltivazioni. "Ma è un gruppo aperto, e vogliamo che si senta coinvolto il maggior numero possibile di produttori. Se tu non hai un nome, un marchio, non esisti. Dobbiamo ottenere queste altre due Igp, che andrebbero ad aggiungersi al radicchio e alla pesca. Noi abbiamo lavorato sull'aggiornamento di un disciplinare, chiediamo il marchio per tutti i comuni di Verona per la produzione di mele e qualche comune limitrofo. Abbiamo in coltivazione delle varietà che localmente esprimono il massimo della qualità sensoriale".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itGianluca Fugolo

Gianluca Fugolo, presidente Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina ha affermato: "Questa giornata è sia un arrivo, sia una partenza. Abbiamo delineato un percorso partendo dai problemi principali nella conoscenza dei prodotti ortofrutticoli locali. Possiamo contare su un gruppo di agricoltori che ha capito e ci ha spronato a fare un salto di qualità. L'agricoltura è bersagliata da svariati problemi e l'azienda agricola è la prima a subire la crisi. Dobbiamo fare sistema fra istituzioni locali e tanta promozione. Il prodotto deve essere conosciuto dal grande pubblico e in modo alternativo nel consumo, non la sola macedonia, ma piatti veri e propri, ed elaborati".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itEnzo Gambin

Enzo Gambin, direttore associazione interregionale produttori è intervenuto con un video. "L'origine della coltivazione delle mele nel veronese - afferma nel filmato - è Romana, poi dal XIV secolo vi sono testimonianze scritte più frequenti. Questo patrimonio storico e produttivo va tutelato e il gruppo di agricoltori ha ragione nel richiederlo. Il kiwi è meno tradizionale dal punto di vista della presenza storica, ma pur sempre molto importante. È da metà anni 70 che nel veronese lo si coltiva. Anche in questo caso, la richiesta dell'Igp è doverosa".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itSara Moretto

Sono poi intervenuti diversi rappresentanti delle istituzioni. Sara Moretto, consigliere provinciale con delega all'agricoltura e sindaco di Buttapietra: "Anche la fragola va valorizzata e rilanciata. Dove non c'è agricoltura, non c'è futuro, ma occorre sfruttare opportunità di aggregazione per valorizzare il territorio. La fragola è identificativa di Buttapietra, anche se negli ultimi anni ha avuto problemi di competitività. Ora però c'è l'idea di un percorso identificativo anche per la fragola di Verona, che può aggiungersi a quelli presentati oggi".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itRoberto Luca Dall'Oca

Il sindaco di Villafranca, Roberto Luca Dall'Oca, ha ricordato quando, negli anni 80, lui andava con il padre a rovesciare sui piazzali il raccolto di fragole in quanto veniva pagato, e distrutto, da Aima. "Per fortuna questi tempi sono passati, e l'Igp sui prodotti aiuta a valorizzare la qualità, per una giusta remunerazione agli agricoltori".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itLara Fadini

Lara Fadini, assessore all'agricoltura nel Comune di Cerea, ha ricordato che "nel nostro territorio coltiviamo mele, pere e radicchio. La pianura veronese può dare ancora tanto. È vero che i coltivatori sono scoraggiati, molti pensano all'opzione del fotovoltaico e noi cerchiamo di scoraggiarli, ma occorre dar loro valide alternative. Perché certe azioni rovinano il territorio. Serve un prezzo equo per l'ortofrutta coltivata dagli agricoltori, alla luce di costi che aumentano sempre".

Luca Giuliari, giovane agricoltore, ha detto che "La mia famiglia è parte di questo progetto, stiamo cercando di rinnovare e io sono fiducioso per il futuro".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itRiccardo Polato

Riccardo Polato, agricoltore, ha vissuto la crescita e poi la crisi della mela da inizi anni 90, e il declino generale da 15 anni a questa parte. "Manca il ricambio generazionale, perché è venuta a mancare quella redditività degli anni 60-80. Grazie all'Igp della pesca, si punta a un rilancio, e ora ci proponiamo l'Igp di mela e kiwi perché l'identificazione permette la conoscenza. Ora speriamo in un'inversione di tendenza. Sono certo che Odorizzi, con la sua tenacia, porterà a casa il risultato".

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itLa giovane Desirè Faccio

Desirè Faccio, titolare di azienda agricola, fa parte del circuito della Pesca di Verona Igp. "Ci crediamo e dobbiamo continuare a lavorare per una corretta identificazione della nostra frutta. Non possiamo più permettere che sia confusa con altre produzioni non identificate, quasi sempre estere".

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