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Focus sul mercato mondiale degli asparagi

I mercati degli asparagi stanno entrando in una fase di transizione, con dinamiche dell'offerta che cambiano nelle principali regioni produttrici. In Europa, l'aumento dei volumi sta esercitando pressione sui prezzi, mentre in Nord America una disponibilità più limitata sostiene quotazioni spot più elevate. Nell'emisfero australe e nei mercati orientati all'export, le sfide strutturali legate a costi, manodopera e concorrenza continuano a influenzare produzione e flussi commerciali.

A livello globale, le condizioni meteorologiche, la stagionalità e i costi dei fattori produttivi restano elementi centrali per l'andamento del mercato. Con l'avvio di nuovi raccolti e la conclusione di altri, l'equilibrio tra domanda e offerta è destinato a modificarsi ulteriormente nelle prossime settimane, influenzando prezzi e attività commerciali.

© Viola van den Hoven-Katsman | FreshPlaza.it

Francia: l'ondata di caldo spinge i raccolti e pesa sul mercato
La stagione degli asparagi è iniziata positivamente, nonostante i ritardi iniziali causati da condizioni meteorologiche avverse. Queste difficoltà sono state rapidamente superate e i volumi sono cresciuti velocemente. I produttori si sono dichiarati soddisfatti sia delle rese sia della qualità del prodotto nelle prime settimane della campagna.

La situazione è cambiata con un'ondata di caldo su tutto il territorio nazionale, che ha accelerato la produzione in tutte le regioni contemporaneamente. Ciò ha portato a un forte aumento dei volumi giornalieri raccolti e a un ingresso simultaneo sul mercato, creando un picco di offerta. I consumi non hanno tenuto il passo, determinando uno squilibrio.

Negli ultimi dieci giorni i prezzi sono diminuiti a causa degli elevati volumi e della maggiore concorrenza estera. Operatori tedeschi vendono sotto la soglia di redditività, aumentando la pressione sui mercati europei. Il mercato francese degli asparagi è attualmente in una fase di minimo, destinata a proseguire per tutta la settimana, con una possibile ripresa dalla prossima. Nonostante i prezzi più bassi, i volumi continuano a essere collocati.

Si osservano differenze regionali. In Alsazia, dove la produzione è principalmente destinata al consumo locale e meno esposta ai mercati all'ingrosso, i prezzi hanno retto meglio. Anche i produttori che vendono tramite canali diretti sono stati meno colpiti, mentre chi dipende dal mercato all'ingrosso ha subito maggiori pressioni.

Guardando avanti, i volumi produttivi stanno iniziando a diminuire, il che potrebbe contribuire a riequilibrare domanda e offerta. Le condizioni di mercato dovrebbero migliorare gradualmente nei prossimi giorni.

Italia: l'aumento dei volumi provoca un calo settimanale dei prezzi
Nella settimana 17 del 2026, i prezzi degli asparagi sono diminuiti del 17,2% rispetto ai sette giorni precedenti, a causa dell'abbondante offerta in un mercato stagnante. Il prezzo medio all'ingrosso degli asparagi verdi si è attestato tra 4,00 e 4,50 €/kg, con un intervallo da 3,50-4,00 €/kg per i calibri piccoli e 4,00-4,50 €/kg per quelli grandi. Gli asparagi bianchi, tipici del Veneto, si sono collocati tra 6,00 e 7,00 €/kg, ma con valori inferiori rispetto alla stagione precedente.

Il presidente di un consorzio di produttori veneto afferma: "I prezzi dei nostri asparagi bianchi sono partiti molto bene quest'anno, raggiungendo i 17-18 €/kg nel periodo pasquale. Ora però il mercato ha rallentato un po', con la distribuzione che li vende a circa 12 €/kg. Le rese medie restano buone, anche se le alte temperature degli ultimi giorni stanno dando qualche problema alla produzione. La raccolta in pieno campo è iniziata a fine marzo, ma i produttori con serre riscaldate hanno cominciato già intorno al 20 febbraio, ottenendo ottimi prezzi". I membri del consorzio vendono sia localmente sia attraverso la Grande distribuzione in Veneto, con anche una piccola quota esportata in Giappone.

Spagna: il cambio stagionale in Europa riduce i prezzi
La stagione degli asparagi verdi è nella sua metà, con produzione concentrata principalmente nella provincia di Granada. All'inizio di febbraio, forti piogge e inondazioni nelle principali aree produttive hanno causato una perdita stimata tra il 10 e il 15% del raccolto totale. Nelle settimane successive, condizioni più fredde e piovose hanno ritardato il raccolto prima del picco di consumo pasquale, portando a prezzi più elevati. Dalla fine di marzo, condizioni più calde e soleggiate hanno favorito lo sviluppo delle colture e il recupero dei volumi.

Dalla fine di marzo, la Spagna è stata uno dei principali fornitori in Europa, con volumi elevati e prezzi alti. Dal 25 aprile, le quotazioni sono scese di circa la metà a causa dell'aumento della disponibilità da altri Paesi europei come Italia, Francia e Germania. Le condizioni meteo dovrebbero restare favorevoli fino alla fine della campagna.

Paesi Bassi: il mercato rallenta mentre avanza la meccanizzazione
"Fino alla settimana 17 i prezzi erano molto buoni, ma negli ultimi giorni il mercato ha rallentato. Le quotazioni d'asta recenti per la categoria doppia A sono state di 5,50 €/kg, niente di eccezionale. Attualmente c'è una lieve eccedenza di asparagi di Classe I, mentre la Classe II mantiene i livelli degli anni precedenti", afferma un produttore olandese.

Nonostante ciò, il produttore resta ottimista: "Ho la sensazione che il mercato stia tornando nella giusta direzione e mi aspetto un forte rimbalzo già dalla settimana 19. Sono previste condizioni meteo sfavorevoli e sento già che la raccolta nei campi più giovani è stata sospesa per via dei prezzi. Anche chi utilizza mini tunnel ha fermato la produzione. Mi aspetto quindi una ripresa nelle prossime settimane".

Secondo il produttore, uno sviluppo chiave è la crescente diffusione della meccanizzazione: "Seguivo questo tema da tempo, ma non c'è mai stata una vera svolta. Negli ultimi due anni avevo smesso di seguirlo, ma ora sembra che le macchine per la raccolta siano finalmente pronte a decollare."

Belgio: i prezzi calano dopo la domanda festiva
La stagione belga è iniziata con quotazioni elevate, anche grazie alla Pasqua anticipata. I volumi sono stati limitati, ma la ristorazione mostra tradizionalmente una forte domanda in questo periodo. Il meteo favorevole durante la Pasqua ha sostenuto le vendite, insieme alle promozioni nella distribuzione. Dopo le festività, le promozioni sono terminate e i prezzi sono quasi dimezzati.

Attualmente le vendite procedono bene e i margini non sono sotto pressione. Gli asparagi bianchi restano su livelli relativamente bassi, a volte sotto i 5 €/kg, mentre quelli verdi si aggirano sui 7 €/kg. Tuttavia, i volumi dei verdi non hanno ancora raggiunto il picco a causa delle notti fredde e dei venti da nord-est.

C'è ancora margine di miglioramento. La stagione sta entrando nel vivo, con più operatori attivi e la ristorazione pienamente operativa. La domanda dovrebbe crescere ulteriormente nelle prossime settimane grazie alle festività di maggio. La domanda dovrebbe restare sostenuta fino alla settimana 22, per poi calare gradualmente verso fine maggio/inizio giugno, quando i consumi si spostano su altri prodotti. Anche l'offerta diminuirà. Sebbene San Giovanni segni ufficialmente la fine della campagna, il rallentamento è visibile già nelle settimane precedenti.

Germania: l'offerta interna domina mentre i prezzi calano
Gli asparagi viola e bianchi nazionali dominano chiaramente il mercato, mentre le importazioni hanno un ruolo marginale. Solo a Berlino i prodotti greci hanno avuto una presenza più significativa. Nel segmento degli asparagi verdi, le forniture spagnole e italiane completano l'offerta interna. L'aumento dell'offerta ha costretto spesso i commercianti a ridurre i prezzi. Nonostante ciò, non sempre si è evitato l'accumulo di scorte. Tranne che per gli asparagi verdi tedeschi, le quotazioni sono generalmente inferiori a quelle dello scorso anno.

Svizzera: cresce la produzione interna, ma le importazioni restano elevate
Negli ultimi anni la coltivazione è aumentata: gli asparagi bianchi sono passati da 29 ettari nel 2004 a 169 nel 2024, mentre i verdi da 76 a 278 ettari. Nel 2025 la Svizzera ha raccolto 530 tonnellate di asparagi bianchi e 346 tonnellate di verdi. Quest'anno i primi asparagi bianchi da coltivazione riscaldata erano disponibili a fine marzo. Nonostante l'aumento della produzione interna, le importazioni restano consistenti: circa 3.600 tonnellate di bianchi e 5.700 tonnellate di verdi nel 2024.

Austria: l'aumento dell'offerta mantiene i prezzi stabili
La stagione prosegue con un aumento settimanale dell'offerta locale. Allo stesso tempo, gli asparagi ungheresi entrano sul mercato in grandi quantità, mantenendo i prezzi stabili o leggermente in calo.

Nord America: minori volumi messicani sostengono i prezzi spot
I volumi provenienti dal Messico sono significativamente inferiori rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'assenza di temperature invernali più fresche nelle principali aree di coltivazione messicane ha rallentato lo sviluppo delle colture e influenzato la distribuzione dei calibri. Le stagioni a Caborca e San Luis Río Colorado stanno terminando prima del consueto a causa del clima caldo, mentre è già in corso la transizione verso Ciudad Constitución, nella Baja California. Ciò lascia il Perù come principale fonte di volumi regolari, con un'offerta sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno. Nel complesso, le condizioni in Perù sono state più stabili, contribuendo a compensare in parte il deficit globale di offerta.

Con la chiusura anticipata di Caborca e San Luis Río Colorado, il Perù ha avviato la stagione nei tempi previsti, mentre in Baja California, in Messico, la raccolta sta iniziando leggermente più tardi del normale. Nel frattempo, gli asparagi della California continueranno a essere spediti fino al periodo compreso tra il 15 e il 31 maggio, mentre Michigan e Canada dovrebbero avviare la produzione nelle prossime due settimane.

La domanda di asparagi resta stabile. La minore disponibilità mantiene attualmente elevati i prezzi spot. Guardando avanti, si prevede un aumento dei volumi.

Perù: i limiti climatici continuano a ridurre la produzione
L'offerta resta limitata, con volumi inferiori ai livelli del 2021 e senza segnali chiari di ripresa nel 2026. Il clima è il principale fattore limitante, insieme alla scarsa espansione delle superfici coltivate. La domanda sostenuta in Europa e negli Stati Uniti ha spinto i prezzi sopra i livelli del 2025, ma la redditività è sotto pressione a causa degli alti costi logistici e di manodopera.

Messico: il cambiamento varietale migliora rese ed efficienza
Il settore sta cambiando a causa dell'aumento dei costi e della scarsità d'acqua. L'adozione di varietà ibride, soprattutto 100% maschili, sta migliorando le rese e riducendo i costi. Il mercato statunitense resta centrale, grazie ai vantaggi logistici. Il Messico continua a dipendere fortemente dal mercato statunitense, dove beneficia di vantaggi logistici rispetto ad altri Paesi di origine. Le condizioni climatiche, la disponibilità di acqua e la concentrazione della produzione continuano a influenzare lo sviluppo del settore.

Cile: riduzione delle superfici e focus su nicchie
Il Cile mantiene un ruolo più limitato nel mercato internazionale degli asparagi, con una produzione concentrata su segmenti di nicchia e specifiche finestre commerciali. Negli ultimi anni il settore ha registrato una graduale riduzione delle superfici coltivate, a causa della concorrenza di colture più redditizie e dei maggiori costi di produzione. Anche la disponibilità di manodopera e l'aumento dei costi logistici hanno ridotto la competitività rispetto a paesi come Perù e Messico. Il Cile continua a concentrarsi sui mercati vicini e sui segmenti a maggior valore, con volumi moderati e un'attenzione particolare alla qualità.

Australia: i costi elevati continuano a comprimere i margini
L'ultima stagione ha rappresentato un passo avanti, ma la redditività resta una sfida. "È stata la prima campagna dal 2021 in cui i produttori non hanno registrato perdite, ma non è stata comunque una stagione particolarmente redditizia", afferma un esportatore. Questo nonostante risultati relativamente buoni. "Abbiamo registrato i ricavi medi più alti dell'intera campagna di esportazione dal 2018". Tuttavia, i costi hanno continuato a crescere più rapidamente di tali guadagni, lasciando i produttori sotto pressione anche in un anno relativamente favorevole.

Una delle principali sfide strutturali è la concorrenza nei mercati di esportazione, dove gli asparagi australiani hanno progressivamente perso terreno. "Negli ultimi cinque anni circa abbiamo probabilmente perso tra il 60 e il 70% della nostra quota di mercato nel solo Giappone a favore del Messico", afferma l'esportatore. "Il nostro prodotto è mediamente di qualità superiore, ma a causa dei costi della manodopera in Australia è davvero difficile competere". I margini di differenziazione sulla qualità sono limitati, rendendo difficile colmare il divario. "I nostri prezzi del prodotto sfuso sono più alti rispetto ai loro piccoli mazzi, nonostante il lavoro aggiuntivo necessario per confezionare questi ultimi".

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