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APRI
Previsioni 2026 presentate a medFEL

Melone Charentais: le avversità climatiche complicano le condizioni di coltivazione

A medFEL, l'Associazione Interprofessionale del Melone (Association Interprofessionnelle Melon - AIM) ha presentato, come ogni anno, le previsioni sulla coltivazione del melone Charentais. Dopo un 2025 segnato da un calo generalizzato delle superfici, la campagna 2026 segna un certo riequilibrio in Spagna e in Francia, ma resta fortemente condizionata dalle avversità climatiche. È stata anche l'occasione per tornare sul lavoro di miglioramento varietale, avviato diversi anni fa per rispondere alle aspettative dei consumatori.

© FreshPlaza

Marocco: condizioni di produzione particolarmente difficili
In Marocco, la campagna è segnata da condizioni produttive particolarmente difficili, con una riduzione del numero di bacini attivi: dai quattro precedenti, il Paese passa a tre con la chiusura del sito di Kénitra (-120 ha).

A Marrakech, le superfici restano stabili intorno agli 800 ettari, composte per il 95% da melone Charentais, prevalentemente sotto copertura. Stessa tendenza ad Agadir (85 ha, principalmente Charentais verde). In queste due zone, gli impianti in serra, iniziati a dicembre, hanno consentito raccolti dall'inizio di aprile a maggio, con una qualità giudicata soddisfacente.

In pieno campo, la situazione è più complicata: mancanza di calore, piogge abbondanti, ritardi negli impianti e sviluppo eterogeneo. Tali condizioni comportano uno slittamento dei raccolti, una diminuzione delle rese e un picco produttivo atteso solo a metà maggio. È inoltre prevedibile un vuoto produttivo tra i volumi provenienti dalle serre e quelli del pieno campo.

Più a sud, il bacino di Dakhla è stato fortemente colpito. Una tempesta di sabbia a dicembre ha provocato danni importanti alle serre, causando un marcato calo delle superfici a melone, che può arrivare fino all'80%, con una parte delle aziende riorientata verso il pomodoro. Il raccolto, iniziato a marzo, è già quasi terminato.

In totale, il Marocco registra una diminuzione di circa 200 ettari, arrivando a 1.015 ettari, ossia un calo definito "brutale". "Questo spiega in parte l'attuale carenza, con un mercato sotto tensione: Dakhla è quasi terminata, Agadir pure, e ci resta essenzialmente Marrakech, con rese molto basse a causa delle condizioni meteo. Tutto ciò spiega una carenza evidente di meloni sul mercato, con slittamenti degli impianti e dei raccolti e un impatto diretto sulle rese", sottolinea l'AIM.

Spagna: superfici stabili
In Spagna, le superfici restano nel complesso stabili, intorno ai 2.500 ettari. Analizzando la situazione per bacino, Siviglia si mantiene intorno ai 390 ettari, principalmente a Charentais giallo; Almería a 270 ettari di Charentais verde; e l'insieme Murcia-Alicante intorno ai 1.700 ettari, di cui circa l'80% a Charentais giallo.

La campagna è stata tuttavia segnata da condizioni climatiche perturbate. Siviglia è stata particolarmente colpita dal maltempo e da episodi di allagamento, mentre anche i bacini di Murcia e Alicante hanno subito piogge, ma con un impatto più limitato. Queste avversità hanno portato ad aggiustamenti particellari, in particolare con un rinvio parziale degli impianti dalla regione di Murcia verso quella di Alicante.

Il pieno campo dovrebbe iniziare davvero intorno all'8-10 maggio, con l'arrivo di volumi significativi previsto a partire dal 20 maggio. La campagna spagnola si inserisce quindi in una dinamica complessivamente stabile, sebbene leggermente posticipata dalle condizioni meteorologiche.

Francia: "Il meteo colpisce particolarmente il Sud-Ovest da tre anni"
In Francia, la tendenza al ribasso si conferma nel Sud-Ovest, dove le superfici arretrano nuovamente di circa 100 ettari, scendendo sotto la soglia dei 2.000 ettari per il terzo anno consecutivo. Nel Sud-Est, la diminuzione resta più limitata (-80 ha), con 5.720 ettari, mentre il Centro-Ovest si stabilizza intorno ai 2.300 ettari.

A livello di condizioni colturali, il Sud-Est è stato segnato da piogge che hanno disturbato le colture precoci, causando rinvii. A oggi, tuttavia, l'insieme dei trapianti previsti è stato realizzato. Nel Centro-Ovest e nel Sud-Ovest, le condizioni di ingresso nei campi sono state complessivamente buone. La questione della risorsa idrica resta però fonte di preoccupazione. "Il meteo colpisce particolarmente il Sud-Ovest da tre anni, con condizioni invernali e primaverili che non danno serenità ai produttori e rendono le strategie più difficili da mettere in atto", sottolinea l'AIM.

"Nel Sud-Est siamo in pari, anzi piuttosto avanti. Le colture di pieno campo molto precoci accusano una quindicina di giorni di ritardo, ma le prime allegagioni sono in corso. Dovremmo iniziare con volumi molto bassi intorno al 5 giugno", indica l'AIM. Un punto di attenzione riguarda tuttavia il raggruppamento degli impianti in un periodo breve, di due-tre settimane, per recuperare i ritardi, cosa che potrebbe complicare la gestione del mercato.

Sul fronte biologico, le superfici restano stabili, al 7,5%. Sebbene una ripresa del mercato sembri delinearsi nella rete specializzata, questa non si riflette ancora nella grande distribuzione, principale sbocco del melone biologico. "Forse è per questo che il mercato non è ancora davvero ripartito", precisa l'AIM. In questo contesto, non si osserva alcuna evoluzione delle superfici in produzione.

"Oggi l'aspetto deludente del melone è quasi scomparso"
L'interprofessione prosegue il suo lavoro di valorizzazione del melone francese, con l'obiettivo di farne riconoscere la qualità presso i consumatori. Questo approccio si basa in particolare su un lavoro di miglioramento varietale condotto da diversi anni, dalla selezione fino alla produzione. Uno sforzo che dà i suoi frutti: "Oggi, l'aspetto deludente del melone è quasi scomparso". In questa dinamica, l'AIM sta attualmente lavorando alla creazione di una carta qualità volta a valorizzare il lavoro realizzato in produzione.

Parallelamente, l'AIM ha condotto uno studio biennale con il CTIFL per valutare l'adeguatezza tra le varietà proposte e le aspettative dei consumatori. Obiettivo: comprendere meglio offerta e domanda. Risultato: un tasso di soddisfazione del 92%, prova che "il melone piace molto ai consumatori". Per quanto riguarda i criteri determinanti nell'acquisto, l'odore arriva al primo posto - "è ciò che invoglia il consumatore ad acquistare" - seguito dall'aspetto visivo e poi dall'origine. Il prezzo, invece, non appare come un criterio decisivo nell'atto di acquisto. Infine, tra i criteri di apprezzamento, gli aromi prevalgono sul grado zuccherino. "Il grado zuccherino è importante, ma l'aspetto aromatico del melone charentais è fondamentale", precisa l'AIM.

Creazione di una rete tecnica fitosanitaria
Per il secondo anno consecutivo, l'AIM rafforza la propria azione con la creazione di una rete tecnica orientata al fitosanitario. L'obiettivo è garantire la continuità dell'offerta francese in un contesto di crescente pressione sulla produzione: aumento dei costi dei fattori produttivi, condizioni climatiche instabili, evoluzione dei capitolati e riduzione delle soluzioni di protezione.

Questa rete mira a migliorare il monitoraggio tecnico e a rendere più fluidi gli scambi di informazioni tra produttori, istituti tecnici, aziende e servizi dello Stato, al fine di anticipare al meglio le problematiche produttive.

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