Con una previsione di 505.320 tonnellate, la produzione europea del 2026 dovrebbe attestarsi al 6% in più rispetto al 2025 e al 3% in più rispetto alla media del periodo 2020-2024. A rivelarlo le stime presentate da Europêch, durante la fiera Medfel di Perpignan.
Le condizioni meteorologiche sono state meno problematiche rispetto all'anno precedente; tuttavia, si sono verificate gelate localizzate e condizioni molto piovose durante la fioritura. Questo fattore, ancora una volta, non permetterà al potenziale produttivo di esprimersi pienamente. Al momento, solo la Grecia raggiungerà una produzione normale, chiaramente superiore a quella dell'anno scorso. Italia, Spagna e Francia registrano un calo o si attestano su livelli simili a quelli dello scorso anno.
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Italia
Nella primavera del 2026 non si sono verificate gelate significative, ma un ritorno del freddo tra la fine di marzo e l'inizio di aprile ha influito sulle produzioni. La fioritura è stata buona in quasi tutti i principali bacini di produzione, ma le frequenti piogge hanno poi compromesso l'allegagione in alcuni casi, determinando una carica di frutti molto variabile. In generale, le regioni del Nord mostrano una ripresa dell'offerta dopo i volumi limitati del 2025, mentre nelle regioni del Sud è previsto un leggero calo.
Per il 2026, l'offerta italiana è stimata a circa 194.000 tonnellate, ovvero +1% rispetto al 2025. Si tratta di volumi leggermente inferiori alla media recente, ma superiori ad anni fortemente deficitari come 2020-2021. La leggera diminuzione delle superfici prosegue e si conferma tra il 2025 e il 2026, con un -4% a livello nazionale.
Grecia
Nella parte meridionale della Grecia (Peloponneso), i volumi di produzione sono superiori rispetto al 2025, in quanto non si sono verificate particolari difficoltà climatiche. Nella zona settentrionale (Macedonia), invece, non si osservano differenze rispetto a un'annata normale, in quanto le condizioni meteorologiche hanno permesso di evitare danni imprevisti causati dal gelo o da forti piogge. Per quanto riguarda l'inizio della raccolta, è previsto intorno alla prima decade di maggio per le regioni della Macedonia e a partire dall'ultima settimana di aprile per le zone meridionali.
Bilancio provvisorio per il 2026: la produzione sembra aumentare del 40% rispetto all'anno precedente, il 2025, grazie alle condizioni climatiche che hanno favorito un buon sviluppo degli alberi. Si prevede una produzione greca che dovrebbe raggiungere le 90.000-100.000 tonnellate. La regione della Macedonia, al momento, mostra segni di una produzione normale, senza problemi significativi legati a fenomeni naturali o a difficoltà nello sviluppo degli alberi, ad eccezione di una o due varietà di albicocche precoci (con una produzione complessiva modesta) che presentano una produzione ridotta. Lo stesso vale per le altre regioni della Grecia, dove la produzione dovrebbe avvicinarsi a quella degli anni normali.
Spagna
La campagna 2026 si sta svolgendo, per il momento, in condizioni climatiche complessivamente favorevoli, sebbene variabili da regione a regione. L'inverno è stato adeguato in termini di accumulo di ore di freddo nella maggior parte delle zone, il che ha consentito una buona fioritura e uno sviluppo iniziale corretto. Le piogge autunnali e invernali hanno migliorato lo stato degli alberi e la loro capacità produttiva. Tuttavia, in primavera si sono verificati alcuni problemi: piogge durante il periodo di fioritura che hanno complicato l'allegagione, soprattutto per quanto riguarda l'albicocco, e gelate sporadiche a fine marzo che hanno causato danni localizzati. A ciò si aggiunge una maggiore pressione delle malattie in alcune zone a causa dell'elevata umidità.
Per quanto riguarda il calendario, si osserva un lieve anticipo generale di 5-7 giorni rispetto allo scorso anno, dovuto alle temperature più elevate di marzo e aprile. Tuttavia, tale anticipo non sarà omogeneo, in quanto gli eventi climatici potrebbero richiedere adeguamenti a seconda delle zone e delle varietà.
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Negli ultimi anni, la Catalogna ha riconvertito i propri impianti di albicocco verso varietà più produttive mantenendo le superfici coltivate, con una conseguente previsione di aumento della produzione. Tuttavia, la pioggia e il vento di quest'anno hanno influenzato l'impollinazione e l'allegagione, mantenendo i livelli dello scorso anno. (Fonte: Afrucat)
Per quanto riguarda i volumi, le prospettive sono contrastanti a seconda delle regioni. In Murcia e Catalogna si prevede stabilità o lieve aumento. In Andalusia, Castiglia-La Mancia e alcune zone di Valencia si prevedono cali a causa di problemi di allegagione e gelate. Ad Aragona, la situazione è incerta, dipendente dall'andamento meteorologico. Nel complesso, la produzione finale dovrebbe essere simile o leggermente inferiore a quella del 2025, a meno di nuovi episodi climatici. Per quanto riguarda l'albicocca, il raccolto previsto è simile a quello dello scorso anno: 110.120 tonnellate, ovvero il 13% in più rispetto alla media del periodo 2020-2024, ma il 7% in meno rispetto al 2025.
Francia
La produzione francese di albicocche rimarrà quest'anno su un livello soddisfacente, anche se probabilmente sarà inferiore rispetto allo scorso anno. Non si raggiungerà il potenziale massimo a causa delle piogge che hanno colpito le regioni più meridionali nel periodo della fioritura e a causa di alcuni fenomeni di alternanza. La produzione sarà quindi modesta.
Le basse temperature di novembre e dicembre di quest'inverno facevano presagire un riposo vegetativo completo, ma il clima mite di gennaio e febbraio ha sicuramente influito sul raccolto delle regioni meridionali. Inoltre, le abbondanti piogge cadute durante la fioritura in queste regioni hanno provocato cascola fisiologica che limita ulteriormente il potenziale produttivo in tali zone. Nelle regioni più settentrionali, invece, le ore di freddo sono state più soddisfacenti e la fioritura ha risentito meno del periodo umido. Nella regione Rodano-Alpi, quindi, si riscontra un potenziale più ampio, ad eccezione della varietà Bergeron e dei suoi derivati che mostrano nuovamente un forte calo.
In definitiva, anche se il diradamento non è ancora terminato, si prevede un raccolto inferiore del 10-20% rispetto allo scorso anno, con i calibri che compenseranno la scarsa carica di molte varietà. La precocità è simile a quella dello scorso anno: le primissime raccolte sono previste per le settimane 20 e 21, intorno al 15 maggio, e la produzione inizierà in tutte le regioni dall'inizio di giugno. Il picco sarà nuovamente raggiunto tra il 20 giugno e il 10 luglio.
Per maggiori informazioni:
www.medfel.com/en/previsions-europeennes-de-recolte-de-fruits-dete