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Martín Toro, della San Clemente

"La finestra commerciale si sta accorciando, ma restiamo fedeli alle mele"

La riduzione della finestra commerciale internazionale, dovuta all'avanzata dei produttori dell'emisfero nord e al continuo aumento dei costi logistici, hanno spinto i produttori di mele cileni a concentrarsi maggiormente sulla diversificazione varietale nella stagione 2025.

© San Clemente

La campagna delle mele è in corso presso l'azienda cilena San Clemente, che punta a esportare circa 4 milioni di casse nella stagione 2025. A riferirlo è Martín Toro, responsabile commerciale dell'azienda, il quale ha affermato che oltre il 70% di questo volume corrisponde alle varietà Royal Gala, Pink Lady e Fuji, mentre la rimanente parte include nuove varietà come Evercrisp, Cosmic Crisp, Ambrosia, Honey Crisp, Envy e Jazz. "Siamo a metà stagione. La raccolta è terminata più di un mese fa, ma continueremo a lavorare la frutta fino a settembre e a esportarla fino a novembre", ha dichiarato Toro.

La stagione è stata caratterizzata da un miglioramento generale in termini di volume e qualità, rispetto al 2024. "All'inizio il meteo ha rappresentato una sfida, con temperature estreme tra gennaio e febbraio che hanno compromesso il colore dei primi raccolti. Tuttavia, le nostre piantagioni di Angol e San Clemente, situate in aree più fresche, ci hanno permesso di garantire una buona qualità dell'offerta", ha spiegato Toro. Inoltre, le rese di confezionamento sono state migliori e varietà come la Pink Lady hanno resistito alle piogge durante la raccolta, senza subire danni gravi.

© San Clemente

Per quanto riguarda l'andamento del mercato, la San Clemente continua a esportare mele verso numerose destinazioni in Europa, Medio Oriente, Asia e America Latina. "La Royal Gala è molto versatile ed è commercializzata in tutto il mondo. Con la Fuji, ci concentriamo su Taiwan, mentre la Pink Lady viene venduta principalmente in Europa e nel Regno Unito", ha affermato Toro. L'India ha mostrato un forte interesse per la Royal Gala, complice la carenza di offerta locale e le condizioni di prezzo più vantaggiose.

Negli Stati Uniti la situazione è diversa. "Assistiamo a un calo strutturale della domanda, perché Stati come Washington soddisfano il consumo interno per tutto l'anno, e l'impatto del dazio del 10% ci rende anche meno competitivi", ha sottolineato Toro. Inoltre, la concorrenza dell'emisfero nord ha ridotto la finestra di esportazione per i Paesi del sud.

© San Clemente

I costi logistici sono stati uno dei maggiori ostacoli di questa stagione. "Le tariffe di trasporto sono aumentate di 1.500 dollari per container, rispetto allo scorso anno, il che si traduce in una riduzione del prezzo FOB compresa tra 1 e 1,5 dollari a cassa", ha evidenziato Toro. Ciononostante, mercati come il Medio Oriente hanno registrato i margini migliori e in Europa, nonostante i prezzi rimangano stabili, il tasso di cambio si è rivelato favorevole.

© San Clemente

La San Clemente punta anche a diversificare la propria offerta internazionale. In Perù, quest'anno l'azienda prevede di esportare 900 tonnellate di mirtilli biologici, attraverso un progetto in corso a Moquegua, a seguito di un cambio varietale e dell'adozione delle varietà Mega Crisp, Mega Early e Mega One. "Queste varietà hanno una migliore shelf life, calibri grandi e un sapore eccezionale", ha affermato Toro.

Inoltre, l'azienda sta iniziando la raccolta delle ciliegie nel Regno Unito, con 80 ettari destinati al mercato britannico e a parte dell'Europa, nell'ottica di garantire una presenza continua per tutto l'anno.

"Sebbene la produzione di mele in Cile stia diminuendo in alcune zone, noi della San Clemente restiamo impegnati in questa coltura con una visione a lungo termine", ha concluso Toro.

Per maggiori informazioni:
Martín Toro
San Clemente
Cile
[email protected]
www.sclem.cl

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