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Un Coordinamento di agricoltori ha proclamato lo stato di agitazione a oltranza

"Mobilitazione nazionale il 22 gennaio"

"Dal nord a sud sono centinaia i gruppi di agricoltori che si stanno organizzando per dare il via alla mobilitazione nazionale a oltranza, che abbiamo stabilito per la data del 22 gennaio 2024". Lo ha affermato Danilo Calvani, coordinatore del CRA (Comitati Riuniti Agricoli) intervenendo a un incontro a Campogalliano (Modena) domenica 14 gennaio 2024.

"La nostra è una protesta per far sopravvivere il mondo agricolo - ha detto Calvani - perché migliaia di aziende hanno chiuso e tante altre sono allo stremo. Ma ci faremo sentire in maniera civile e secondo le regole. Non dovranno esserci atteggiamenti violenti e, se ce ne fossero, questi saranno denunciati alle forze dell'ordine. Ogni presidio, in tutta Italia, dovrà essere comunicato preventivamente alle relative Questure. Dobbiamo rispettare la Costituzione e su questo saremo intransigenti".

A destra, Viller Malavasi durante il suo intervento di domenica 14 gennaio a Campogalliano. Al centro, Calvani

"Il sistema politico è totalmente inadeguato per sostenere l'agricoltura o risolverne i problemi. Gli ultimi 10 ministri sono uno peggio dell'altro. Non ne faccio una questione di partito, ma di competenze", ha sottolineato Calvani.

Venendo ai contenuti, è intervenuto Viller Malavasi, referente regionale del Copoi (Coordinamento produttori ortofrutticoli italiani): "Deve essere riconosciuto il costo di produzione come punto di partenza per il reddito di ogni agricoltore. E questa cifra non deve essere quella data alle OP o alle cooperative, ma ai produttori, altrimenti a chi lavora nei campi non rimane mai nulla per sopravvivere".

L'Unione europea non può fare leggi senza alcun criterio, favorendo palesemente alcuni stati (del nord) e penalizzandone altri, come per la questione delle molecole per la difesa bandite dal mercato.

"E prima di importare frutta o verdura dall'estero, bisogna terminare la produzione nazionale. Fino a quando vi è una cassetta di merce italiana non si deve importare dall'estero", ha ribadito Malavasi, un concetto che piace molto ai francesi, che lo mettono spesso in pratica.

"Questo movimento di protesta - ha concluso Calvani - è riesploso da poco in Italia, ma sta coinvolgendo migliaia di persone. Deve essere una sollevazione popolare ma, lo ribadisco, molto civile e seguendo la Costituzione".

La parrocchia di Barisano a Forlì, dove il giornalista Cristiano Riciputi (che era stato invitato per svolgere il proprio lavoro all'incontro del 12 gennaio 2024) è stato allontanato da un paio di organizzatori contravvenendo alle più elementari regole di democrazia e del rispetto della Costituzione

A Forlì venerdì scorso si è tenuto uno di questi incontri pubblici preparatori con un centinaio di agricoltori intervenuti. Come avviene da vent'anni, (dal 2004 per la precisione con la nascita dei primi gruppi di protesta in Romagna), anche chi scrive è stato invitato, ma poi gli è stato vietato (da due organizzatori) di svolgere il proprio lavoro nella sala (lo spazio parrocchiale di Barisano, non la casa privata di qualcuno) con la motivazione che non volevano più la presenza di giornalisti.

Forse, se si vuole fare un'ampia e competente informazione, gli addetti della comunicazione del settore dovrebbero essere coinvolti e non cacciati, altrimenti inutile parlare di civiltà, rispetto delle regole e della Costituzione.