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Focus sul mercato globale del lime

E' estate nell'emisfero settentrionale e questo significa aumento di cocktail quali il mojito e il gin tonic. Ma cosa hanno in comune queste due bevande? Il lime, naturalmente! L'agrume esotico è attualmente molto richiesto in Europa, ma le severe misure fitosanitarie adottate dal Brasile, uno dei principali Paesi d'origine, fanno sì che l'offerta sia più bassa del solito. Tuttavia, non si tratta necessariamente di una cattiva notizia: la riduzione delle scorte e l'elevata domanda si traducono in prezzi interessanti, e questa situazione è destinata a continuare per qualche tempo. In Nord America il mercato è più equilibrato, mentre in Colombia si registrano grandi aumenti nelle vendite di una varietà speciale di lime: il lime di Tahiti.

Paesi Bassi: quasi nessun stock di lime in Europa
"Il mercato dei lime è stato eccellente nelle ultime settimane. In Europa non ci sono praticamente scorte e gli arrivi settimanali vengono venduti immediatamente - afferma un importatore olandese - A causa delle rigide misure fitosanitarie in Brasile si prevede che i volumi diminuiranno solo nelle prossime settimane, a vantaggio dei prezzi di vendita".

Germania: il Brasile guadagna terreno anno dopo anno
La stagione del lime messicano sta lentamente entrando nel vivo. Fino a qualche anno fa le prime spedizioni arrivavano alla fine di maggio, ma oggi il Messico inizia a esportare in Europa molto più tardi. "Il Messico si concentra innanzitutto sugli Stati Uniti, poiché il mercato europeo è molto rischioso e volatile. Il Brasile, invece, sta guadagnando terreno in Europa, anche perché con la debolezza del mercato locale non ci sono alternative interessanti".

Attualmente si registra una "piacevole dinamica di mercato", con un'offerta leggermente inferiore alla domanda, con conseguenti prezzi interessanti. Nel lungo termine, il lime è entrato a far parte dell'assortimento standard della vendita al dettaglio in Germania. Inoltre, i volumi destinati al settore alberghiero e della ristorazione sono ancora elevati.

Francia: mercato stabile per il lime, con il Brasile come fornitore principale
Il mercato del lime in Francia è stabile da diverse settimane. I prezzi sono superiori agli 11 euro a cassetta e oscillano tra i 12 e i 15 euro. In generale, è da qualche anno che il frutto esotico ha acquistato popolarità in Francia, in particolare grazie al mojito, un cocktail molto consumato in estate. Nonostante i prezzi elevati, la domanda è buona sul mercato francese. In termini di origine, il Brasile è attualmente la principale regione di coltivazione sul mercato francese, con prodotti di qualità piuttosto buona.

Italia: si prevede una riduzione dell'offerta a causa dei controlli fitosanitari in Brasile
Per il lime l'estate è la migliore stagione in Italia. La conferma arriva da un grossista che rifornisce le attività turistiche. "I consumi sono elevati. Grazie alle alte temperature, si preparano numerosi drink in spiaggia e nei bar. Ma, allo stesso tempo, sono aumentate anche le vendite nei supermercati e negozi tradizionali. I prezzi degli ultimi giorni si sono attestati fra 2,50 e 3,50 euro/kg, all'ingrosso. In questi giorni in Europa (porto di Rotterdam per lo più) è atteso l'arrivo di circa 120 container di lime. La provenienza è Brasile. Invece c'è qualche preoccupazione perché si teme che mancherà prodotto fra tre settimane: ci sono stati dei blocchi in Brasile a causa di controlli fitosanitari, per cui ci saranno meno container di prodotto".

Secondo un altro grossista italiano, dopo la settimana 22 del 2022, non c'è stata alcuna corsa all'accaparramento di lime, prodotto disponibile per 12 mesi l'anno. "Dopo un periodo di volumi più limitati, ora la merce non manca, ma le vendite risultano più lente. I prezzi dei lime di origine brasiliana e messicana restano comunque molto alti, anche per via dei costi sempre più elevati. E' presente sui mercati italiani anche lime della Colombia, ma in maniera più limitata. Alla vendita siamo nell'ordine di 12,50 euro per cassa da 4,5 kg, nel caso del prodotto brasiliano. Il lime messicano, in cassa da 4 kg, tocca livelli anche superiori. Tre o quattro settimane fa, le quotazioni di vendita hanno sfiorato i 16 euro. Ora, in base a qualità e provenienza, il range va appunto da 2,20 a 2,80-3,00 euro/kg. Da circa sei settimane, registriamo il fenomeno che io definisco del roller coaster".

Il prodotto arriva via mare con destinazione i porti di Spagna e Paesi Bassi. "Per la stagione del lime di quest'anno c'è una variabile in più da considerare - sostiene il grossista - Nei mesi scorsi, nei porti sia spagnoli sia olandesi, molti container di prodotto sono stati distrutti, in numero maggiore rispetto agli anni passati, a causa del cancro batterico, che ha colpito gravemente gli agrumeti in Brasile. Questo ha fatto sì che sul mercato ci fosse meno prodotto disponibile, e che le vendite risultassero sempre in sofferenza. Ad aggiungersi a tale scenario, anche i ritardi delle navi. Quindi, all'improvviso, i prezzi del lime hanno impennato: da 7-8 euro si è arrivati a 16-17 euro. Poi man mano, si è registrata una flessione, fino alle quotazioni attuali".

Il lime messicano non ha avuto gli stessi problemi nei primi mesi dell'anno. "E' stato sempre più caro del prodotto brasiliano e i volumi non sono mai stati abbondanti, in quanto si sono favorite rotte commerciali verso Stati Uniti e Asia, mercati molto più remunerativi rispetto all'Europa", precisa il grossista.

Spagna: il cancro batterico degli agrumi causa un mercato volatile
Da qualche settimana la situazione per i lime è caratterizzata da un'elevata domanda nel mercato europeo in generale, e in quello spagnolo in particolare. Tuttavia, si registra una grande instabilità, incertezza e irregolarità negli arrivi di lime nei porti europei, non solo a causa delle condizioni climatiche, dei gravi problemi logistici, dei forti aumenti dei costi derivanti dai continui aumenti dei noli, dei trasporti a destinazione, della parità Dollaro/Euro, ma anche a causa di un nuovo fattore che sta causando una significativa riduzione dei volumi in uscita dal Brasile, ovvero il cancro batterico. Questa fitopatia è stata recentemente individuata nel lime e sta causando la distruzione dei frutti nei porti europei e, negli ultimi giorni, anche in quelli brasiliani, dove si stanno attuando forti controlli e restrizioni sanitarie per l'esportazione di questi frutti. Come diretta conseguenza, i costi del lime sono saliti alle stelle all'origine, e le prossime settimane mostreranno in che misura il mercato e i prezzi ne risentiranno.

Nord America: stagione stabile per il lime in termini di offerta, qualità e domanda
In Nord America le forniture di lime sono stabili e sufficientemente ampie per soddisfare la domanda. "L'offerta è sufficiente per non pregiudicare i prezzi o il mercato e il volume è praticamente lo stesso degli anni precedenti", afferma uno spedizioniere. 

Attualmente lo spedizioniere sta ritirando i lime da quattro località del Messico, ovvero Veracruz, Puebla, Jalisco e Michoacán, da cui si rifornisce di lime in diversi periodi dell'anno.

Per quanto riguarda la qualità e la pezzatura, afferma che si riesce a trovare quasi qualsiasi cosa in giro. "Per ottenere un prodotto di qualità superiore è necessario fare uno sforzo in termini di riconfezionamento - afferma - La qualità che viene originariamente messa nella cassetta è ottima e poi, una volta arrivata negli Stati Uniti, continuiamo a fare una selezione su quei frutti per ottenere la qualità che riceve i prezzi più alti sul mercato". Lo spedizioniere aggiunge che il prodotto che si raccoglie è buono, con dimensioni e colorazione costanti.

Nel frattempo anche la domanda di lime è costante. "Sembra che tutti vogliano le dimensioni più grandi a richiesta. Spesso, se c'è qualcuno che vuole acquistare il calibro 175 e 150, bisogna approfittarne per piazzare i calibri 230 e le 250, in modo da raggiungere un equilibrio", dice. 

Per quanto riguarda i prezzi, lo spedizioniere afferma che sono al punto giusto. "Non si vuole che il prezzo sia di 30 dollari. Se si riesce a mantenere un prezzo inferiore ai 20 dollari è la via più sicura da percorrere", afferma, senza contare che i mercati del lime più costoni, come quello dei 60 dollari, comportano l'aspettativa di un prodotto di alta qualità. "Se la qualità non è perfetta, è un rischio", afferma. Inoltre, i prezzi sono scesi rispetto a pochi mesi fa, quando erano saliti alle stelle. "I prezzi hanno fatto quello che tutti speravamo facessero, cioè tornare a un punto di assestamento che è quello in cui ci troviamo ora".

In prospettiva, lo spedizioniere spera in un movimento analogo fino a poco prima della ripresa della scuola, ovvero quando si prevede che le abitudini di acquisto dei consumatori cambieranno nuovamente. "Quindi, piuttosto che acquistare all'ingrosso o in modo più sporadico in estate, i ristoranti rallenteranno un po' e torneranno ad essere guidati dalla vendita al dettaglio".

Sud America: un decennio di crescita per le esportazioni di lime di Tahiti in Colombia
La produzione e l'esportazione di frutta fresca in Colombia è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, mettendo in evidenza quello che è l'agrume più importante per il Paese e che si è affermato come il terzo frutto fresco colombiano più esportato, dopo solo la banana e l'avocado Hass. Stiamo parlando del lime di Tahiti.

Secondo i dati, nel primo trimestre di quest'anno le vendite internazionali di lime di Tahiti hanno registrato un aumento del 90% rispetto all'anno precedente, per un totale di 35 milioni di dollari.

Questo aumento delle esportazioni è dovuto alla riattivazione del settore della ristorazione e del turismo a livello internazionale dopo il superamento della fase più acuta della pandemia, nonché "ai problemi climatici che i produttori messicani hanno dovuto affrontare e che hanno inciso in modo significativo sull'offerta mondiale di lime di Tahiti, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, dove si sono registrati aumenti di prezzo, in particolare nei segmenti di alta qualità e del biologico", ha spiegato un ente del settore, precisando che le vendite negli Stati Uniti sono aumentate di ben il 260% tra gennaio e aprile.

Tuttavia, questo aumento non è fuori tendenza, poiché le vendite di lime di Tahiti sono in aumento da un decennio. Tra il 2011 e il 2021 le esportazioni colombiane di lime di Tahiti hanno registrato una crescita annuale del 34% in valore, passando da 2,5 milioni di dollari a 49,3 milioni, e del 38% in volume, passando dalle 1.591 tonnellate esportate nel 2011 alle 39.276 tonnellate spedite lo scorso anno.

Anche i mercati internazionali in cui questo frutto arriva si sono moltiplicati in questo periodo; se nel 2011 il lime di Tahiti proveniente dalla Colombia veniva spedito verso 7 destinazioni per importi pari o superiori a 10.000 dollari, oggi il numero delle destinazioni è salito a 22.

Anche il mercato del lime di Thaiti biologico, da parte sua, si aspetta un interessante margine di crescita. "Mentre l'importazione di lime di Tahiti convenzionale in Europa ammonta a circa 200-250 container a settimana, quella di lime biologico può arrivare a circa 15 - spiega un esportatore di lime di Tahiti - Inoltre, abbiamo dimostrato nei nostri campi che l'agricoltura biologica è meno inquinante e può diventare più produttiva e con costi di produzione inferiori rispetto all'agricoltura convenzionale. E tutto questo, in combinazione con consumatori sempre più consapevoli".

"Dico sempre che, indipendentemente dal fatto che il consumo di lime cresca o meno, il nostro compito è quello di creare un lime migliore di quello prodotto da altri Paesi o da altri fornitori convenzionali, e sono convinto che se offriamo un buon prodotto a un prezzo equo al consumatore con tanto valore aggiunto, non avremo limiti di crescita, almeno nei prossimi anni", afferma.

Il clima per ora è l'aspetto che sta seminando più incertezza nelle previsioni del settore poiché, "o a causa del fenomeno El Niño o in realtà a causa del cambiamento climatico, negli ultimi due anni abbiamo avuto molte più piogge che hanno creato molti problemi nella produzione influenzando la fioritura, e vediamo un drastico cambiamento nella produttività in alcune aree e nel ritmo dei raccolti in Colombia in generale".


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