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Inge Ribbens (GroentenFruit Huis) sulla nuova normativa Ue sul trattamento a freddo delle arance sudafricane:

"La pressione politica prevale sulle motivazioni scientifiche"

La nuova normativa europea sul trattamento refrigerato delle arance africane colpisce duramente anche il settore del commercio ortofrutticolo olandese. "La questione principale secondo noi è che le misure proposte sono sproporzionate e non hanno basi scientifiche. È stata la pressione politica a guidare l'intero processo", afferma Inge Ribbens della GroentenFruit Huis. "Questi regolamenti vengono applicati a metà stagione, quando iniziano ad arrivare i grandi volumi. È una vergogna".

"Abbiamo già sollecitato la Commissione europea a prendersi il tempo necessario per fare le dovute verifiche. Ma c'è molta pressione perché si attuino le nuove regole in questa stagione, anche se non c'è alcuna crisi. Avrebbero potuto sfruttare quest'anno come periodo di transizione e valutare ciò che in realtà è già stato fatto in Sudafrica. Non pensiamo che abbiano un'idea chiara a riguardo".

"Il Sudafrica - che, bisogna ricordarlo, è un Paese in via di sviluppo - investe ben 200 milioni di euro all'anno in un sistema altamente avanzato. Dispone di sistemi di garanzia e controllo che prevengono la diffusione di malattie e parassiti come la Falsa Cydia (FCM) e la macchia nera degli agrumi (CBS). L'Ue fa grandi sforzi per sviluppare l'economia africana, ma chiudendo i confini in questo modo, ottiene esattamente il contrario", continua Inge.

Peperoni quadrati ugandesi
"Sosteniamo pienamente la premessa di proteggere l'Ue da parassiti e malattie, e i Paesi Bassi si collocano in una posizione importante in termini di produzione ed esportazione. Ma la politica di importazione fitosanitaria deve basarsi sui rischi reali e incidere il meno possibile sugli scambi commerciali. In qualità di parte ricevente, devi anche assumerti le tue responsabilità e adottare misure preventive per proteggere i tuoi prodotti. A seguito di un’intercettazione di Falsa Cydia nel 2009, gli Stati Uniti hanno vietato l'importazione di peperoni quadrati e peperoncini olandesi".

"Il vettore sono stati i peperoni quadrati ugandesi conservati in una serra olandese. Il settore ha quindi deciso di non consentire l'accesso nelle serre olandesi dei prodotti importati. Pertanto, gli Stati membri dell'Ue meridionale hanno deciso di non far entrare i prodotti importati nei loro impianti di confezionamento, che spesso si trovano spesso al centro delle loro aree di coltivazione. Hanno anche cercato di creare delle cosiddette zone protette", spiega Inge.

"Resta da vedere se la Falsa Cydia è davvero una minaccia così seria. Tutta l'attenzione è sulle arance sudafricane, ma non ci sono rilevamenti di Falsa Cydia su questo prodotto. Infatti, nelle arance, le intercettazioni sono sempre meno. Dal momento che, alcuni anni fa, la Falsa Cydia è stata dichiarata un parassita da quarantena dall'Ue, ci sono state 15, 12 e 8 intercettazioni sulle arance sudafricane, rispettivamente nel 2019, 2020 e 2021".

"Numeri limitati rispetto alle enormi quantità di arance importate, 31.000 spedizioni, che dimostra che non c'è una crisi. Il 99,98% delle spedizioni è stato autorizzato. Questo dato è anche sproporzionato rispetto ad altri prodotti, sui quali ci sono state molte più intercettazioni rispetto a volumi di importazione decisamente inferiori".

Percentuale dei voti dei comitati tecnici
Inge sottolinea che, in questo caso, il governo olandese (Autorità olandese per la sicurezza alimentare e dei prodotti di consumo/Ministero dell'agricoltura, natura e qualità alimentare) è fortemente impegnato a tutelare gli interessi del Paese. Inoltre, la sua politica fitosanitaria sulle importazioni si basa sui principi corretti. "Durante la riunione del gabinetto a Bruxelles, il ministro Staghouwer ha assunto una posizione forte. È stato l'unico contrario alla richiesta spagnola di stabilire requisiti più severi per l'importazione di agrumi, in particolare dal Sudafrica, insistendo sul fatto che le misure all'importazione devono essere adeguate alle sfide del futuro, e praticabili per i Paesi terzi".

"Ma anche se sei il più grande Paese importatore, i comitati tecnici della Commissione europea votano in base alla popolazione. E la quota olandese è inferiore al 4%. Fortunatamente, questo mese è stata adottata una mozione del deputato olandese Klink che chiede al governo di lavorare per rafforzare la politica europea sulle importazioni, sulla base dei principi dell'accordo sanitario e fitosanitario (SPS) dell'OMC", continua Inge.

E adesso? L'esperta afferma che i sudafricani stanno lavorando con le unghie e con i denti per vedere cosa è possibile fare. "Non ci sono abbastanza strutture per permettere all'intero volume di essere sottoposto al pre-raffreddamento obbligatorio, soprattutto perché siamo nel pieno della stagione in corso. Inoltre, il trattamento a freddo crea molti più scarti alimentari e di altro tipo".

"Inoltre - aggiunge Inge - è fondamentale notare che diverse varietà di arance non possono assolutamente sopportare questa temperatura. Soprattutto le arance biologiche, che hanno già un alto tasso di perdita a causa dell'attuale regime di temperatura, ne risentiranno enormemente. Questo è in totale contrasto con la politica dell'Ue e con il Green Deal. Si sta cercando di aumentare la quota di biologico".

"Siamo generalmente convinti che queste regole danneggeranno inutilmente il nostro settore. Le importazioni di agrumi dal Sudafrica valgono 650-700 milioni di euro all'anno. Queste regole potrebbero dimezzare questo valore, causare carenze di approvvigionamento o interrompere il settore socio-economico vitale di questo Paese in via di sviluppo. Per questo motivo, anche a nome delle associazioni di categoria belghe e tedesche, abbiamo chiesto una revisione delle procedure. Ma la dura realtà è che i nostri importatori stanno affrontando direttamente le conseguenze di questa legislazione", conclude Inge.

Per maggiori informazioni: www.groentenfruithuis.nl


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