Radicchio di Treviso IGP: una nuova stagione sulla quale scommettere

Il fiore delle campagne trevigiane ritorna nelle tavole. E' partita in questi giorni la stagione del Radicchio Rosso di Treviso IGP, cicoria che per questo 2020 arriva nei banchi puntuale grazie alle fredde mattinate di ottobre. I cespi, raccolti a partire dal primo di novembre, come previsto dal disciplinare, sono pronti ad incontrare i consumatori dopo il consueto periodo di imbianchimento, una quindicina di giorni circa, che permette di raggiungere la giusta maturazione.

Una stagione che dovrà fare i conti con un sistema economico scandito dal coronavirus, dal quale però, il comparto ortofrutticolo ne è uscito tutto sommato rafforzato incrementando nuovi canali distributivi che hanno avvicinato sempre di più produttori e consumatori. Una filiera che, se da una parte perde il canale Horeca, dall'altra guadagna in Gdo e canali di retail i quali stanno incontrando un consumatore sempre più attento all'alimentazione.

Se genuinità e freschezza rimarranno dunque le caratteristiche ricercate dai consumatori, quella del Radicchio di Treviso IGP si prospetta come una buona annata capace di rincorrere la tendenza positiva affermata dalle cicorie IGP negli ultimi anni. Una tendenza, quella del consumatore attento, che il Consorzio di tutela cerca di stimolare fin dalla sua istituzione per contrastare le cicorie generiche coltivate senza rispettare le corrette pratiche di produzione le quali si affiancano e inquinano la proposta qualificata dal bollino IGP.

"Sono sicuro che il prodotto IGP uscirà vincitore dal difficile momento che stanno vivendo i mercati in questo contesto economico – afferma Andrea Tosatto, presidente del Consorzio di Tutela - nonostante la mancanza del canale Horeca, al quale siamo solidali in quanto primo ambasciatore del nostro prodotto, siamo fiduciosi di poter contare su 8 milioni di consumatori affezionati che ogni anno mettono in tavola la qualità".

L'invito rivolto al consumatore rimane pertanto quello di cercare il bollino IGP che diventa sinonimo di qualità, dalla piantumazione al confezionamento, e certifica un prodotto eccellente sia nel gusto che nella forma. Un prodotto che incontra i consumatori non solo nei negozi di prossimità ma anche delle grandi catene di distribuzione grazie ai prodotti innovativi di quarta gamma marchiati a bollino.


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