La testimonianza di un operatore del Mercabarna

Clandestini nascosti in un carico di zucche bloccato al porto di Tunisi: la storia si ripete

La vicenda s'è già presentata in passato: clandestini nascosti nei camion di frutta e verdura con la speranza di entrare in un nuovo Paese e scampare alle proprie disgrazie in patria. Protagonista di un recente episodio, risalente al 2 giugno scorso, è un camion di zucche, bloccato all'imbarco al porto di Tunisi. In Tunisia, infatti, capita sempre più spesso.

Gaetano Cinturrino, sales manager dell'azienda Cinturrino Fruit Management con sede al Mercabarna di Barcellona (Spagna), racconta e documenta fotograficamente a FreshPlaza quanto accaduto, visto che nella vicenda è stata coinvolta una partita a lui diretta: "Dopo ripetuti controlli con gli scanner, è stata riscontrata la presenza di persone non autorizzate su un camion pieno di zucche Muscat, che stavamo aspettando. Il carico dovrebbe proseguire il viaggio domani o dopodomani".


Il camion in fase di carico prima dell'intrusione dei clandestini (foto sopra e sotto).



L'operatore lavora il prodotto 12 mesi l'anno, con origini Portogallo, Sudafrica, Argentina e Tunisia. "Nell'ambito delle programmazioni attuali, questo blocco e relativo ritardo non ci condiziona. In stock abbiamo ancora 1 o 2 container di zucche sudafricane. La nostra fortuna, in questo caso, è dovuta al fatto che si trattava di una spedizione di prova, per capire la qualità del prodotto e programmare i successivi invii".



Al controllo al porto di Tunisi (sopra e sotto) nella serata di sabato 2 giugno 2018.




"Se fosse capitato con il limone Verdello - continua Gaetano - avremmo quasi sicuramente perso il carico per intero. Le zucche hanno una conservabilità maggiore e, anche se parte del prodotto e le relative casse sono stati danneggiati dalla presenza dei clandestini, possiamo ancora contare sul carico".

Gaetano conclude dicendo che si tratta di una questione politica, nella quale anche l'ortofrutta paga il prezzo.

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