Le aziende agricole, per loro natura giuridica, non possono essere dichiarate fallite. E' partito da questo presupposto il convegno dal tema: "Strumenti di risoluzione della crisi da sovraindebitamento dell'impresa agricola" tenutosi lo scorso 18 maggio 2018 nella sede dell'Ordine dei commercialisti di Ragusa.
La motivazione del convegno è presto spiegata: con riferimento ai Comuni della provincia, il numero più consistente di aziende agricole si ritrova a Modica (3.822 aziende pari al 15% del dato provinciale), Vittoria (3.522), Chiaramonte Gulfi (3.481 unità) e Scicli (3.227) che insieme rappresentano il 56% dell'intero comparto agricolo di Ragusa.

Molto partecipato il convegno sull'OCC, un istituto ancora poco conosciuto
Videointervista a Maria Cristina D'Arienzo (Area legale Confagricoltura)
Grazie a una recente normativa, la legge n. 3/2012 e il D.M 202 del 2014, esistono in Italia 3 procedure a beneficio delle imprese agricole (e valevoli per tutti i soggetti sovraindebitati), che non possono utilizzare le normali procedure concorsuali (in primis il concordato preventivo) e che, conseguentemente, in assenza di una procedura di composizione della crisi che interessi tutta la posizione debitoria,restano esposte alle azioni esecutive promosse individualmente dai creditori.

Da sx. Marisa Acagnino (pres. di sez. Tribunale Civile - CT), Francesca Mazzola (Commercialista - RG), Tuccio Di Stallo (Avvocato - RG), M.C D'Arienzo (Area Legale Confagricoltura), Marina De Cesare (Avvocato - MI).
E' possibile ottenere l'esdebitazione (per tramite di un legale o di un commercialista), grazie all'introduzione dell'Istituto giuridico definito OCC organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento, attraverso cui l'impresa agricola può tentare di chiudere la propria situazione debitoria e rinascere a nuova vita economica e finanziaria.
Nel corso dei lavori, è emersa la difficoltà a individuare la corretta natura giuridica dell'impresa la cui eventuale componente commerciale deve essere minoritaria rispetto alla produzione. Ratio della norma, infatti, è quella di non far sconfinare imprese commerciali nell'alveo delle imprese prettamente agricole.

Si tratta della legge 27 dicembre n. 205, che al comma 119 cita elementi tendenti a favorire lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura e ad agevolare il passaggio generazionale nella gestione dell'attività di impresa per il triennio 2018-2020. I destinatari sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni, organizzati in forma associata che non siano titolari del diritto di proprietà o di diritti reali di godimento sui terreni agricoli, che stipulano un contratto di affiancamento, ai sensi del suddetto comma, con imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile o coltivatori diretti di età superiore a 65 anni o pensionati, avendo accesso prioritario alle agevolazioni previste dal capo III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000 n. 185.
Videointervista Maurizio Attinelli (pres. Ordine dei commercialisti Ragusa)
L'affiancamento non può venire per più di 3 anni e comporta in ogni caso la ripartizione degli utili di impresa tra il giovane e l'imprenditore agricolo, con aliquote comprese tra il 30 e il 50% a favore del giovane. Il contratto può stabilire il subentro del giovane imprenditore nella gestione dell'azienda e, in ogni caso, prevede forme di compensazione per il giovane imprenditore nell'evenienza di una conclusione anticipata del contratto.
In caso di vendita, per i sei mesi successivi alla conclusione del contratto il giovane conserva il diritto di prelazione con le modalità di cui all'art. 8 della legge 28 maggio 1965 n. 590. In quest'ultima parte, si ravvisa il peso superiore del giovane imprenditore, ovviamente anche in caso di vendita per ripianare i debiti, rispetto all'eventuale istituto bancario, debitore dell'azienda. Non bisogna dimenticare che spesso gli istituti bancari, dalle vendite mobili di proprietà dell'imprenditore agricolo, traggono non più del 11% rispetto al credito avanzato.
Con questa soluzione, da una parte l'istituto bancario vede assolto il proprio credito e, dall'altra, l'impresa agricola continua a esistere grazie al giovane affiancato che, con il suo diritto di prelazione, garantisce nuova vita all'impresa.

In piedi: Angelo Giacchi, in rappresentanza del Comitato Anticrisi Agricoltura Sicilia
I numeri delle imprese agricole indicati in apertura del nostro articolo, indicano un dato molto parziale, facendo riferimento alla sola provincia di Ragusa. Mancano dal conteggio, per questioni di competenza territoriale degli ordini organizzatori, le aziende agricole di Agrigento, Caltanissetta e Siracusa che insieme rappresentano - solo per l'orticoltura - un'economia fatta di 6000 ettari di serre, con circa 100.000 addetti che vi operano a vario titolo.
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