Frutti che maturano benissimo anche in Europa

Tropical Fruit Congress a Macfrut 2018: l'importanza dell'avocado nel mondo e in Europa

In Europa, dal 2007 al 2016, si è potuto assistere a un boom dei consumi di frutti esotici quali avocado (con un +150%) e mango (con un +60%). Questi frutti sono stati sempre considerati esclusivamente esotici ma più di recente, specialmente per quanto concerne l'avocado, è iniziata una significativa coltivazione anche in Spagna e, un po' più tardi, nel sud d'Italia. La maggiore disponibilità e le distanze più brevi hanno ulteriormente incentivato il consumo in tutta Europa. Ciò è coinciso con la tendenza al rialzo del consumo di prodotti nutraceutici e dei cosiddetti superfood, alimentando ulteriormente l'interesse per questi frutti.


Convegno Tropical Fruit Congress a Macfrut 2018.

In Europa e in Italia, il consumo di avocado non è ancora diffuso con una frequenza giornaliera, tuttavia il potenziale di crescita non sembra essersi esaurito.


Sopra: Daniel José Bustamante Canny illustra i maggiori Paesi sudamericani impegnati nella coltivazione di avocado

La recente edizione di Macfrut 2018 è stata l'occasione per fare il punto della situazione su scala internazionale del mercato. Il Tropical Fruit Congress ha fornito la versione degli specialisti del settore. Tra questi, Daniel José Bustamante Canny, presidente di PROHASS Perù.


L'Europa è largamente il primo target per l'export latinoamericano

"I cinque principali Paesi del Sud America che producono avocado di questa varietà (Hass) - ha detto Bustamante - sono Colombia, Brasile, Perù, Cile e Argentina. Brasile e Argentina hanno una produzione e un mercato meno esteso. Il Cile è il più vecchio tra questi e ha un'industria matura, mentre il Perù vanta l'esportazione maggiore; la Colombia invece è la stella nascente per la produzione e commercializzazione nel mondo di questa referenza. La Colombia prospetta di avere un boom nella produzione e si sta già organizzando bene anche sotto il profilo industriale. I suoi principali mercati sono l'Europa e (molto dopo) gli USA, questo perché gli Stati Uniti sono serviti dalla produzione messicana, per contiguità territoriale e per la facilità del trasporto su gomma".

"Il Cile, dal canto suo, ha un buon mercato e come abbiamo detto - continua il presidente di PROHASS - è più grande di quello della Colombia, perché qui il fattore determinante è dato dai consumi interni. Il Perù invece è un'industria già matura ed è in crescita fin dal 2000, con un mercato stabile che esporta per il 60% nella lontana Europa e una percentuale inferiore negli USA. Sia Perù che Cile, di recente, hanno iniziato a sondare il mercato asiatico che si mostra già in crescita. Per entrare in un mercato bisogna superare i problemi di qualità e, in Asia per esempio, sebbene siamo ancora in un fase iniziale, il settore si mostra in forte espansione. E' per questo che abbiamo l'obbligo di doverci di farci trovare pronti anche sui temi della qualità".

Parlando di avocado... in Europa
Significativo anche l'intervento di Enrique Colilles, general manager Trops - il quale ha relazionato sulla produzione in Europa. Secondo i dati snocciolati da Colliles, "la maggior parte della produzione in Europa è concentrata in Spagna, con 10.000 ettari e una resa di 6000 tonnellate per ettaro; il 12% di questa produzione è ubicato nelle Isole Canarie; il secondo Paese produttore è la Grecia, con 1000 ettari pari a una resa di 4500 tonnellate per ettaro, mentre l'Italia si attesta al terzo posto con 260 ettari, di cui 200 nella sola Sicilia".


(Slide Colilles) Spagna maggiore produttore europeo. In Italia i numeri sono aleatori, mentre la Grecia sembra avere standard produttivi inferiori. L'85% dell'avocado è Hass.


Per l'avocado in Italia, come anche per altre referenze ortofrutticole, è ancora una volta la Sicilia a profilarsi quale maggiore produttore. Qui tutto si è concretizzato anche grazie all'opera di Andrea Passanisi che, da imprenditore illuminato, nel 2013 ha fondato il Consorzio Sicilia Avocado, volto a garantire un'organizzazione a quanti avevano investito nella produzione di questo frutto.

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