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Ungheria: prevista una buona stagione per i produttori di noci

Si prevede una buona stagione per le noci ungheresi, sia in termini di quantità che di qualità. Ferenc Apáti, vicepresidente della Vegetable and Fruit Interprofessional Association and Product Council (FruitVeb) ungherese, ha informato l'Hungarian Times del fatto che "le gelate primaverili sono state registrate solo in poche aree, e non hanno pertanto causato grossi danni a livello nazionale. La stagione si è conclusa solo recentemente, e non sono ancora disponibili i dati relativi ai volumi totali prodotti. Tuttavia, stando alle stime preliminari, dovrebbero essere simili a quelli dello scorso anno e, di fatto, dovrebbero essere addirittura aumentati in alcune zone".

Secondo l'esperto, anche la qualità è molto buona, soprattutto grazie al clima più secco, che ha tenuto sotto controllo malattie batteriche e fungine, riducendo, di conseguenza, i costi che i produttori avrebbero dovuto sostenere per la protezione delle coltivazioni. Inoltre, a eccezione di una o due regioni, le precipitazioni sono state adeguate, e le dimensioni dei prodotti sono quindi sopra la media. Ma il temuto nemico dei produttori di noci, la diurnal drill fly, comparsa nel Paese pochi anni fa, ha reso le cose più difficili agli agricoltori. Secondo Ferenc Apáti, le piantagioni in cui i produttori utilizzano trattamenti fitosanitari contro altre patologie, possono effettivamente considerarsi salve. Il problema si pone nel caso delle cosiddette piantagioni estensive, in cui le piante non vengono trattate.

In un anno medio si producono nel Paese 5.000-6.000 tonnellate di noci. Dal momento che la produzione eccede di gran lunga la domanda interna, circa due terzi del volume totale vengono esportati all'estero. Negli ultimi anni il principale partner dell'Ungheria per quanto riguarda le esportazioni è stato la Germania, la quale assorbiva il 30-40% della produzione totale ungherese. Tuttavia, due anni fa, le esportazioni in Germania hanno subito un rallentamento, e l'Ungheria ha iniziato a perdere terreno in questo mercato così importante. Ferenc Apáti sostiene che le esportazioni in Germania si siano ridotte del 50%. Di conseguenza i commercianti sono alla ricerca di nuove destinazioni cui inviare i prodotti ungheresi, tra cui i mercati italiani, turchi e romeni. "In ogni caso - ha detto Ferenc - non è più pensabile di riguadagnare la fiducia del mercato tedesco".

C'è, infatti, una crisi di fiducia dietro la perdita di questo mercato. Nel 2014, per la prima volta, sono arrivate dalla Germania lamentele relative alla qualità dei prodotti. Successivamente, nel 2015, una delle più grandi catene di supermercati tedesche ha eliminato le noci ungheresi dalla propria offerta per problematiche legate alla muffa. "Esistono diverse piantagioni non protette. Se un commerciante non presta attenzione alla merce acquistata e la spedisce all'estero, c'è il rischio che il 10-20% dei volumi di vendita presentino problemi di muffa o batteri" ha spiegato Ferenc Apáti.

Il vicepresidente della FruitVeb ha poi aggiunto: "Per riguadagnare la fiducia dei clienti, avremmo bisogno di effettuare controlli qualitativi molto severi sulla merce, in modo che la produzione di bassa qualità non possa essere spedita all'estero". Ha inoltre parlato della necessità di costruire un sistema di tracciabilità, attribuendo ai produttori stessi il compito di incrementare il livello tecnologico e l'attenzione delle proprie coltivazioni, in modo che non ci siano più piantagioni trascurate che producano noci di cattiva qualità.

Sebbene i prezzi delle noci siano costantemente elevati, per via della perdita del mercato tedesco, il valore delle coltivazioni è leggermente diminuito negli ultimi due anni. Ferenc Apáti crede che finché la situazione non verrà risolta, i produttori dovranno come minimo aspettarsi uno stallo del mercato. Un ulteriore aumento dei prezzi è improbabile sul lungo periodo, dal momento che l'Australia e l'America sono anch'essi concorrenti molto forti sul mercato delle noci europeo.

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