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A cura di Armando Jatosti

Prime previsioni sulla produzione di arance in Italia per la stagione 2017/18

Tratto da: L'Informatore Agrario 33/2017 pag. 31 (per gentile concessione dell'Autore)

Le prospettive circa la produzione italiana di arance riferite alla campagna 2017/18 risultano condizionate dalla forte siccità e dalle alte temperature dei mesi scorsi. In Sicilia si prevede un diminuzione quantitativa compresa tra un 35% e un 40% e una riduzione del calibro per le arance Moro e Tarocco.

In Calabria, Basilicata e bassa Puglia le previsioni produttive sembrano più vicine alla normalità.

A medio termine, ampie prospettive di sviluppo si aprono a seguito dell'azione di miglioramento genetico dei frutti e dall'ampliamento del calendario di commercializzazione, con l'introduzione di nuove varietà precoci o tardive in grado di coprire periodi produttivi più ampi.

A tali scopi sono in corso numerose iniziative condotte dalla ricerca specializzata, e in particolare dal CREA di Acireale, oltre che le sperimentazioni collegate alla società Oranfrizer e riguardanti 18 varietà di agrumi.

Sarà inoltre necessario superare completamente le persistenti difficoltà derivanti dall'azione distruttiva degli impianti causata dal CTV-Citrus Tristeza Virus che devasta gli agrumeti soprattutto in provincia di Catania e di Messina.

Lo sviluppo economico delle arance

Secondo i dati dell'USDA (Dipartimento di Stato all'agricoltura americana), la produzione mondiale di arance nella campagna 2016/17 è stimata in 49,6 milioni di tonnellate complessive. I maggiori impianti produttivi sono concentrati in Brasile (oltre 18 milioni di ton), Cina (6,2 milioni), Unione europea (più di 6 milioni), Stati Uniti (quasi 4,9 milioni), Messico (4,3 milioni) ed Egitto (3 milioni). Altri importanti Paesi produttori di arance sono la Turchia, il Sudafrica, il Marocco e l'Argentina. Tra i Paesi dell'Unione europea, la Spagna occupa il primo posto per produzione di arance (3,6 milioni di ton; + 17,6% rispetto all'annata precedente).

In Italia, la produzione di arance nel 2016 ha raggiunto 1.885.028 tonnellate, con punte di 584.400 ton in provincia di Catania e 398.000 ton in provincia di Siracusa. E' da notare che la minore produzione di arance è causata dai danni del virus Tristeza notevolmente sviluppatosi negli agrumeti, con particolare intensità nelle province di Catania e di Messina.

Si calcola che la produzione mondiale di succo di arancia concentrato (a 65 gradi Brix) nella stagione 2016/17 sia aumentata a 1.968.000 ton. Le più alte potenzialità sono espresse dal Brasile (con 1.222.000 ton) seguito con notevole distacco dagli Stati uniti (355.000 ton), dal Messico (170.000 ton) e dall'Unione europea (101.000 ton). E' interessante notare che un'importante quota della produzione brasiliana di succhi (oltre 1 milione di ton) è esportata verso l'Unione europea.

Per la campagna 2017/18 si prevede che la produzione di succhi a livello mondiale possa crescere ulteriormente a 2,4 milioni di ton. Le riduzioni previste infatti in Cina e USA dovrebbero essere largamente compensate dall'aumento di quelle brasiliane.

In sostanziale equilibrio sono le quantità di arance oggetto di interscambi da/con l'Italia. In totale, le arance italiane esportate nel 2016 hanno raggiunto quota 138.907 ton. Ai primi posti tra le destinazioni dell'export figura la Germania (40.289 ton), seguita dalla Svizzera (18.407 ton) e dall'Austria (15.159 ton).

Nello stesso anno, le importazioni hanno raggiunto 131.385 ton, con provenienze più cospicue dalla Spagna (59.814 ton), e dal Sudafrica (32.226 ton).

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