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Lanciato un allarme sull'aumento, a livello mondiale, degli agrofarmaci illegali

Pomodoro: cresce il bio, stimata una superficie del 5,7% sul totale

Tutte le novità disponibili per produrre pomodoro in maniera efficiente e con la massima sostenibilità. Il convegno "Il futuro della filiera del pomodoro da industria, sostenibilità e qualità dal campo alla tavola" si è svolto ieri mattina 2 marzo 2017 a Piacenza, promosso da Dupont Crop Protection e moderato dal giornalista Lorenzo Andreotti.



Renzo Pedretti di Dupont ha portato i saluti iniziali parlando di gestione integrata delle avversità come filosofia per la difesa delle colture, inserendo la chimica in un contesto più ampio di tecniche agronomiche adatte.


Renzo Pedretti

"Una seria minaccia alla sostenibilità - ha affermato Pedretti - è rappresentata dagli agrofarmaci illegali. A livello mondiale il volume d'affare dall'illegalità, furti o contraffazioni, è pari a 6,5 miliardi di dollari: 10% in Unione europea, 30% in Cina e 20% in India". 



"L'illegalità genera in totale un volume pari alla quarta azienda mondiale. Le molecole illegali sono una minaccia anche per la salute, perché molte molecole sono realizzate in maniera artigianale e senza controlli o garanzie".



Alessandro Piva, Consorzio interregionale ortofrutticoli cui fanno capo 800 aziende agricole, ha cercato di fare qualche previsione. "Il mercato del pomodoro dà competitività solo se si rafforzano i distretti produttivi. mediterranea, Nord America, Sud America e Asia sono le aree produttive al mondo. L'Italia è il maggior paese europeo, ma Spagna e Portogallo stanno crescendo molto. L'altro grande competitore è la Cina, che oggi produce quanto l'Italia, dopo un picco nel 2012. Nel nord d'Italia nel 2017 avremo circa il 5,7% di superficie di pomodoro biologico".


Alessandro Piva del Consorzio interregionale ortofrutticoli

Da un lato i produttori vogliono produrre pomodoro, perché hanno poche alternative, mentre le industrie frenano. "Prevedo un calo delle superfici coltivate in Italia nel 2017 - ha detto Piva - però con crescita del biologico. Grazie alla produzione integratanegli ultimi anni abbiamo diminuito l'uso di di acqua del 10-25% per ettaro, di 6,9 kg di azoto per ettaro e 7 kg di potassio".



Isabella Grecchi di Dupont ha spiegato i risultati di un confronto fra tecniche agronomiche sostenibili e convenzionali.

Interessante la trappola automatica dotata di macchina fotografica che scatta immagini quotidiane sul fondo della trappola. In tal modo, l'operatore può conteggiare gli insetti catturati senza muoversi dalla sua postazione. La trappola automatica funziona con un piccolo pannello fotovoltaico.


Isabella Grecchi

"Abbiamo confrontato le tesi - ha spiegato Grecchi - coltivate secondo la nostra tecnica rispetto alla tecnica standard dell'agricoltore. I risultati danno una resa, su due anni, maggiore nelle tesi sostenibili Dupontcon 88 ton a ettaro contro 76 ton. Lo scarto è di una tonnellata a ettaro superiore nelle tesi tradizionali. La qualità più o meno è simile".

Differenti anche le quantità di acqua necessaria: 18 metri cubi di acqua per ton di pomodoro nella tesi Dupont, contro 29 metri cubi per ton di prodotto nello standard. Circa i residui, in entrambi i casi non sono stati rilevati dati fuori dai limiti.

Francesco Godani che si occupa di ricerca e sviluppo in Mutti, azienda italiana che trasforma solo pomodoro ha detto: "Sono 173mila le tonnellate di prodotto finito venduto da Mutti per un fatturato di 252 milioni di euro, contro i 150 milioni del 2010. Mutti ha il 32% del mercato del pomodoro nella Gdo italiana". 


Al centro, Francesco Godani di Mutti

"L'azienda dà incentivi, da 10 a 2 euro a tonnellata, in base all'anticipo di consegna con parametri di qualità elevati, incentivi per chi coltiva seguendo le buone pratiche agricole di capitolato. Anche sul tardivo ci sono incentivi, vale a dire chi ha consegnato dopo il 18 settembre. Gli incentivi lo scorso anno hanno superato i tre milioni di euro aggiuntivi alla liquidazione base".

Pierluigi Meriggi, presidente di Hort@, ha fatto il punto su pomodoro.net, uno strumento operativo per migliorare l'efficienza della coltivazione.


Pierluigi Meriggi

"Perché il sistema funzioni, occorre inserire con la massima precisione tutte le informazioni, dall'analisi del suolo alla data di trapianto e alla varietà, dall'ibrido fino al sesto di impianto".

L'agricoltore avrà sul proprio pc o sullo smartphone tutte le indicazioni su come procedere nella gestione della coltura (allarme peronospora, alternariosi, batteriosi, necessità idrica...). Il sistema ripartisce il fabbisogno di elementi nutrizionali non nel complesso, ma nelle diverse fasi fenologiche incrociando i dati di disponibilità del terreno e quelli meteo.

"Monitoraggio e innovazione nella sostenibilità del pomodoro da industria" è stato il tema affrontato da Antonello Ciufalo di Princes, azienda alimentare che ha sede a Foggia. Princes trasforma pomodoro fresco per un totale di 400mila tonnellate di pomodoro fresco.


Antonello Ciufalo di Princes

"Tutto ruota attorno ai monitoraggi in campo - ha detto Ciufalo - grazie ai quali si riescono a prevenire gli attacchi fungini e degli insetti. Sul fronte insetti, sono i lepidotteri quelli più pericolosi e da tenere costantemente sotto controllo". Il monitoraggio può essere diretto o indiretto. Nella prima categoria vi è l'esame visivo, mentre il secondo si effettua tramite trappole.