Di Giambattista Pepi

Agrusib scommette sulle varieta' precoci e tardive per allungare il calendario delle clementine della Piana di Sibari (CS)

Agrusib, la cooperativa agricola di Cassano allo Jonio (provincia di Cosenza), ricomincia dalle varietà precoci e tardive di clementine per superare la crisi del prodotto-simbolo per antonomasia dell’agrumicoltura della Calabria: un agrume eccellente, ma che negli anni più recenti ha fatto molta fatica ad essere riconosciuto ed apprezzato come meriterebbe dal consumatore, indebolito nel portafoglio dalla recessione e sminuito dalla concentrazione dell’offerta in un arco temporale molto ristretto.

Valorizzazione e innovazione varietale per superare la crisi
Nel tentativo di superare la crisi e ridare il giusto valore ad un prodotto di gran pregio, gli agrumicoltori si sono mossi, come sempre in ordine sparso, in diverse direzioni. Tra gli strumenti prescelti a questo scopo, la valorizzazione e l’innovazione di prodotto.
 
Proseguendo nel solco tracciato della valorizzazione del prodotto della Piana di Sibari, con il marchio Sibarina®, i soci della cooperativa stanno investendo risorse ed energie su nuove varietà di Clementina: lo Spinoso, cultivar precoce e due cultivars tardive, l’Hernandina ed il Tardivo, in modo da poter ampliare il calendario di commercializzazione di almeno due mesi, portandolo così da ottobre a febbraio.


Le clementine della Piana di Sibari, varietà Spinoso

"La causa principale della mancanza di redditività dell’impresa agrumicola è dovuta alla mancanza di innovazione nel prodotto" dice Domenico Oriolo, agrumicoltore, agronomo e presidente della Cooperativa Agrusib.
 
"Per molti, troppi anni, abbiamo lavorato sempre con la stessa varietà: la Clementina Comune, una cultivar ottima, per carità, ma dal calendario di produzione ristretto, che raramente supera i 2 mesi e mezzo".

In un lasso di tempo così breve, sostiene l’imprenditore, si è concentrato molto prodotto sul mercato e, quantunque la domanda fosse più sostenuta che in altri momenti dell’anno, poiché si tratta di uno dei primi agrumi che arriva sul mercato, il prezzo spesso è crollato, con inevitabili ripercussioni sul reddito dell’impresa e, a catena, sulla filiera del prodotto.

Varietà precoci e tardive per ampliare il calendario dell’offerta
"L’agrumicoltura calabrese sconta una certa arretratezza dal punto di vista varietale, che noi stiamo contribuendo a contrastare, investendo attraverso i nostri soci su nuove cultivars, che ci stanno ponendo, e ci porranno sempre di più nei prossimi anni, in una condizione di vantaggio rispetto ad altri operatori, potendo presentarci sul mercato sia con un prodotto precoce, sia con uno tardivo, ma sempre eccellente e con il nostro marchio che garantisce originalità, tipicità e qualità", spiega Oriolo.


Piante di clementina varietà Spinoso nella Piana di Sibari, con il frutto pendente ancora verde.
 
Spinoso matura 15 giorni prima della Clementina Comune
La pianta, grazie al portamento meno sviluppato, rispetto alla cultivar Comune, viene coltivata con sesti d’impianto 5 x 3 (contro i 5 x 5 del Comune).
 
Gli impianti, ad elevata intensità, possono giungere ad avere fino a 650 piante ad ettaro, contro una media di 400 circa degli impianti della cultivar tradizionale.

La pianta, nelle forme risanate, presenta grande vigoria ed elevata produttività, potendo garantire una resa media di 100 chili di frutto (con punte massime di 150 chili e anche più) e di 300 quintali di resa media per ettaro.
 
La forma del frutto è globosa, leggermente schiacciata ai poli, dal peso medio di 100 grammi, buccia fine, polpa di colore arancione, con spicchi facilmente separabili l’uno dall’altro ed un indice di tenore zuccherino che oscilla tra 10,5 e 11° gradi Brix.
 
Le varietà Hernandina e Tardivo maturano tra gennaio e febbraio
Sono due varietà medio-tardive che, grazie al calibro, alla pigmentazione della polpa, alla facilità con cui si sbuccia, alla produttività elevata e alla rapida entrata in produzione, stanno prendendo piede negli areali di coltivazione più tradizionali della Clementina. Maturano tra gennaio e febbraio.

"Sono le cultivar sulle quali stiamo lavorando, ma ci vorrà qualche anno ancora, prima di poter disporre di una quantità significativa per avere una posizione considerevole sul mercato" dice Oriolo.
 
La Clementina comune della Calabria
La pianta delle clementine è simile a quella del mandarino, sebbene si tratti di innesto sull’arancio amaro. Le foglie sono lanceolate, i fiori singoli o riuniti in piccole infiorescenze molto profumate.
 
Il frutto ha forma sferoidale, leggermente schiacciata ai poli. L’epicarpo si presenta liscio, di colore aranciato. La polpa è succosa e aromatica. La buccia è sottile e si pela con facilità, il frutto è diviso in spicchi, come il mandarino, ma è privo di semi. L’indice di tenore zuccherino è di 13–14° gradi Brix. Si raccoglie una volta all’anno da novembre a gennaio.

La Piana di Sibari dove la cultura fa rima con l’agricoltura
La Piana di Sibari, che prende il nome dall’omonima città, una tra le più antiche colonie della Magna Grecia fondata nel 720 a. C., è la pianura più grande della Calabria. Situata sul versante ionico settentrionale della regione, fa da confine tra il massiccio del Pollino e quello della Sila. È solcata nel centro dai corsi del fiume Crati e Coscile, che proprio qui sfociano nel mar Ionio.

A carattere paludoso, è stata bonificata e resa coltivabile negli anni '60 del Novecento, favorendo una notevole emigrazione dalle montagne circostanti, a dando vita a una discreta attività agricola (agrumi, oliveti, risaie), che è la principale risorsa economica, oltre al turismo, della zona.
 
La cooperativa
Agrusib mette in campo 50 soci, con circa 200 ettari di superficie tra clementino e arancio, una produzione media annua di 3.500 tonnellate tra clementine e arance, e sbocchi sia sul mercato domestico, sia su quelli esteri e, segnatamente, quelli dei Paesi dell’Europa orientale: Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Russia. "Lo sbocco estero – conclude Oriolo - sta assumendo per noi sempre maggiore importanza, perché distributori e consumatori prediligono i piccoli calibri, che vanno dal 4 al 6".


Una fase di lavorazione delle clementine nello stabilimento della cooperativa

Il packaging
Le tipologie di packaging utilizzate dalla cooperativa sono tre. Il cartone ondulato, con una capienza che varia da 3 a 10 chili, nel quale il prodotto viene immesso alla rinfusa, oppure a doppio strato, con foglia o senza. Un’altra tipologia di confezione è la cassetta di plastica riciclabile nella quale il prodotto, tutto senza foglie, viene riposto alla rinfusa. Viene utilizzata soprattutto per l’esportazione. Il terzo imballaggio, esclusivamente per la GDO italiana, sono le borse (net bag) da due chili.


Una cassetta di cartone ondulato con le clementine varietà Spinoso

Contatti:
Società agricola cooperativa Agrusib
Contrada Cafasi
87011 Cassano allo Jonio (CS)
Presidente e direttore commerciale Domenico Oriolo
Tel.: (+39) 335 8015474
Tel.: (+39) 340 9150410
E-mail: info@sibarina.it
Web: www.sibarina.it

Foto sotto: confezioni in cartone ondulato di clementine comuni della Piana di Sibari a doppio strato lavorato con foglia


Data di pubblicazione:



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto