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L'analisi del gruppo Turner & Growers

Nuova Zelanda: scarse prospettive per le varieta' di mele tradizionali

In occasione del recente convegno "Southern Hemisphere Congress", svoltosi a Buenos Aires a fine novembre, il primario gruppo ortofrutticolo neozelandese Turner & Growers*, proprietario anche del marchio Enza, ha presentato un'analisi relativa ai trends del mercato melicolo globale e locale da qui al 2015.

Secondo l'analisi, presentata dal relatore Jeff Wesley, l'industria ortofrutticola neozelandese è enormemente cresciuta nel corso degli ultimi 20 anni, decuplicando il giro d'affari derivante dalle esportazioni (da 200 milioni a 2,2 miliardi di dollari neozelandesi). Se si includono anche le vendite sul mercato domestico, l'industria ortofrutticola rappresenta il sesto più importante settore produttivo del paese, per un giro d'affari di 4,7 miliardi di dollari neozelandesi.

Tra le sfide future del settore, Jeff Wesley del gruppo Turner & Growers ha elencato diversi fattori, come maggiore costo del lavoro, apprezzamento della valuta locale in confronto al dollaro, mancanza di incentivi statali, maggiore distanza geografica della Nuova Zelanda dai mercati sui quali si affaccia anche la concorrenza di altri produttori dell'emisfero meridionale, etc.

Tra gli elementi presi in esame, emerge anche un dato molto significativo: attualmente, i costi di produzione delle varietà tradizionali di mele sono superiori ai ritorni derivanti dalle loro esportazioni. Molto più interessanti, per i produttori, i ritorni ottenuti dalle varietà Fuji, Pink Lady e Jazz.

Inoltre, l'applicazione alle mele della tecnologia di conservazione SmartFresh (vedi articolo correlato) ha comportato un accorciamento della stagione delle esportazioni di prodotto dall'emisfero meridionale, dovuto all'allungamento della disponibilità di mele nell'emisfero settentrionale.

La produzione melicola neozelandese (vedi Fig. 1) è oggi dominata da due varietà principali: Braeburn (40% del totale) e Gala/Royal Gala (37% del totale).

Fig. 1- Principali cultivars di mele prodotte in Nuova Zelanda


Se però si analizza lo scenario decennale 2005 - 2015 (Tabella 1), si nota che - tranne per la Red Delicious - tutte le altre varietà più comuni di mela sono destinate ad aumentare di volume, con conseguente affollamento sul mercato e necessità di trovare nuovi sbocchi.

Tabella 1

Secondo Jeff Wesley, è improbabile che i produttori neozelandesi possano competere a livello globale, continuando a produrre varietà tradizionali di mela. Le soluzioni delineate dal relatore della Turner & Growers sono:
• Convertire la produzione melicola in nuove cultivars o in prodotti di nicchia come frutta a zero residui o frutta bio.
• Puntare all'esportazione del prodotto verso le nazioni asiatiche in rapido sviluppo, che sono anche geograficamente più vicine alla Nuova Zelanda.
• Riorganizzare il settore ortofrutticolo, creando nel futuro grosse coalizioni tra i produttori più giovani, in grado di affrontare il mercato delle varietà tradizionali di mele e kiwi, lasciando i mercati di nicchia ai produttori più piccoli.

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*Turners & Growers, fondata nel 1897, conta ad oggi 45 compagnie e fattura oltre 1 miliardo di dollari l'anno. E' il primo esportatore neozelandese di frutta (kiwi esclusi), il primo in quanto a vendite di ortofrutta sul mercato domestico e il primo produttore neozelandese di nuove varietà di mele. Detiene in esclusiva i diritti per la produzione e commercializzazione a livello globale delle nuove varietà di mele "club" Enza e Envy, oltre che del kiwi giallo e di quello rosso.

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