Secondo Germán Caballero, direttore di Epic Farms, "la produzione di pitaya in Perù è aumentata, ma sul mercato sono rimasti solo i produttori più efficienti", il che riflette un processo di selezione naturale nel settore. Nel frattempo i produttori più piccoli stanno stringendo partnership con aziende esportatrici per accedere ai mercati internazionali e ricevono assistenza tecnica per conformarsi agli standard globali.
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Uno dei cambiamenti più significativi nella strategia del settore è la diversificazione dei prodotti. Oltre alla frutta fresca, Epic Farms ha iniziato a sviluppare linee industriali, tra cui polpa e formati surgelati. "Siamo entrati in un nuovo mercato, dal Perù al mondo, quello della frutta industriale", dichiara Caballero, sottolineando le opportunità in mercati di nicchia come la liofilizzazione.
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Nonostante la crescita, la concorrenza internazionale sta esercitando pressione sui prezzi. L'Ecuador ha consolidato la sua posizione di player dominante nella regione, con una strategia incentrata sui volumi che ha portato a un calo delle quotazioni internazionali. "Purtroppo, il prezzo è in calo", afferma Caballero, sottolineando che alcune spedizioni non coprono più i costi.
Di fronte a questo scenario, la strategia del Perù si concentra sul distinguersi per qualità e tempistica. "Sappiamo che otterremo i prezzi migliori da aprile a luglio, poiché si tratta di un periodo in cui l'offerta ecuadoriana cala, creando un'opportunità per il Perù". Questo approccio include anche l'adeguamento dei programmi di produzione attraverso la gestione tecnica per consentire la produzione controstagionale.
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Anche la logistica è fondamentale. Durante i picchi di esportazione di prodotti come il mango e gli asparagi, l'aumento dei costi del trasporto aereo erode la redditività. "Il problema logistico in Perù è che se si esporta durante il periodo di produzione normale, si pagano tariffe di trasporto molto elevate". Al contrario, operare in periodi di minore domanda logistica consente ai produttori di ottenere margini migliori.
L'Europa continua a essere la destinazione principale, sebbene vi siano notevoli differenze tra i vari paesi. "Il mercato spagnolo non paga quanto i paesi nordici", sottolinea Caballero, evidenziando l'attrattiva di destinazioni come Germania, Francia e Regno Unito.
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L'accesso agli Stati Uniti rimane una questione in sospeso. "Il protocollo per l'esportazione negli Stati Uniti non viene gestito", critica Caballero, indicando la mancanza di progressi normativi come un limite fondamentale rispetto a concorrenti come l'Ecuador, la cui destinazione principale è proprio quel mercato.
Nonostante le sfide, il potenziale rimane considerevole. Il Perù rappresenta solo una piccola parte del mercato globale - "abbiamo solo una quota del 3%" - il che indica significative opportunità di crescita. Migliorare la qualità, ottenere certificazioni e adottare strategie commerciali più sofisticate potrebbero essere fondamentali per aiutare la pitaya peruviana ad affermare una presenza internazionale più forte.
© Epic FarmsPer maggiori informazioni:
Germán Caballero
Epic Farms
Perù
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