"È partita domenica 26 aprile 2026, in leggero ritardo rispetto allo scorso anno, la nostra campagna delle ciliegie, con i primi stacchi della varietà Bigarreau. Nonostante un ritardo produttivo, causato dal maltempo primaverile, le aspettative per il raccolto sono positive e la qualità appare soddisfacente", afferma Nicola Coniglio, titolare dell'azienda Coniglio di Adelfia, in provincia di Bari. "Il leggero ritardo sul calendario non è un dramma, ma un fattore gestibile che potrebbe essere colmato nelle prossime settimane, senza intaccare la qualità del prodotto finale". Al momento, le vendite sono limitate ai mercati all'ingrosso nazionali, ma l'azienda prevede di avviare le esportazioni verso l'Europa centrale entro un paio di settimane.
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Mariarosaria Spinelli, Nicola Coniglio (titolare), Antonio Sportelli e Helene Finel a Macfrut 2026
"La primavera appena trascorsa ha messo a dura prova i nervi dei produttori. Un clima estremamente umido e piovoso ha alimentato per settimane lo spettro di una scarsa allegagione, quella fase delicatissima in cui il fiore si trasforma in frutto – spiega Coniglio –Tuttavia, osservando le piante oggi, il quadro è sorprendentemente positivo. Nonostante il freddo e le precipitazioni abbiano rallentato il ritmo biologico, i danni strutturali sono minimi. La produzione è visibile, rigogliosa e in ottima salute, sia per le varietà che hanno già sfiorito sia per quelle che si preparano alla raccolta".
"Se i primi stacchi di Bigarreau presentano dimensioni standard, senza particolari picchi di grandezza, le prospettive per il prosieguo della campagna sono decisamente più interessanti. Qui entra in gioco un fattore agronomico fondamentale: l'abbondanza di pioggia recente ha garantito una riserva idrica che favorisce il turgore cellulare", continua Coniglio. Per le varietà medio-tardive, ciò si traduce in una concreta aspettativa di calibri superiori.
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In questa fase iniziale, la strategia commerciale è prudente. I volumi, ancora limitati, vengono indirizzati verso i mercati all'ingrosso nazionali, in attesa che le quantità permettano l'ingresso nella Grande distribuzione organizzata, dove la costanza delle forniture è il requisito essenziale.
L'esportazione è considerata un pilastro fondamentale della strategia commerciale, in quanto il solo mercato interno risulta troppo limitativo per l'assorbimento dell'intera produzione. "Se le attuali Bigarreau sono troppo delicate per affrontare lunghi viaggi, la vera partita internazionale inizierà tra circa due settimane, con l'arrivo delle cosiddette varietà 'dure'. Questi frutti, caratterizzati da una polpa soda e un'elevata tenuta post-raccolta, sono gli unici in grado di sopportare il trasporto verso i mercati premium di Svizzera, Austria e Germania, senza perdere in freschezza e appeal visivo", sottolinea Coniglio.
"Sappiamo che esiste una buona produzione anche in Grecia, oltre che in Italia, quindi vedremo come evolverà la situazione. La Turchia sta perdendo terreno per motivi legati alla qualità e alla logistica, tra gli altri fattori. Con l'aumento della disponibilità dalla Grecia, il mercato diventerà più interessante, ma dal 10 giugno in poi. Al momento, oltre alla Spagna, che è già presente, siamo gli unici sul mercato".
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"C'è un quadro di cauto ottimismo per l'annata in corso, dopo le ultime particolarmente difficili. Confidiamo nella stabilità climatica futura", conclude Coniglio.
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Nicola Coniglio
Dott. Nicola Coniglio srl
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