Non sarebbe difficile avere una stagione delle drupacee migliore di quella dello scorso anno, considerato che il 2025 è stato davvero un anno devastante. Ad affermarlo è Akin Söyleyen, direttore commerciale dell'azienda d'esportazione turca di frutta Aksun.
"Dopo una disastrosa stagione 2025, i produttori ed esportatori turchi di drupacee guardano alla fioritura del 2026 con cauto ottimismo. La gelata di aprile 2025, la peggiore in oltre un secolo, ha fatto scivolare in una sola stagione la Turchia dal terzo all'ottavo posto tra i maggiori esportatori mondiali di ciliegie, con una produzione in calo del 60% a 400.000 tonnellate e volumi di pesche e nettarine in calo del 45% a 649.000 tonnellate. Malatya, la capitale mondiale delle albicocche essiccate, ha registrato una perdita quasi totale del raccolto e l'onda d'urto si è estesa anche al settore della frutta fresca".
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Con la fioritura ormai in pieno svolgimento in tutto il Paese, il quadro di questa primavera appare molto diverso. "Nella regione mediterranea la fioritura è andata bene e non si è ripetuto quanto accaduto nella parte orientale del Paese lo scorso aprile. Mersin, Silifke e Adana stanno già producendo i primi frutti della stagione. L'albicocca Magador, coltivata sotto teli protettivi a Silifke, è tra le primissime albicocche commerciali raccolte al mondo e solitamente inaugura il calendario turco delle drupacee tra l'inizio e la metà di maggio. Se le condizioni si manterranno favorevoli, prevediamo di iniziare a spedire le prime albicocche, nettarine e pesche nei prossimi giorni", afferma Söyleyen.
La ripresa della coltivazione delle ciliegie è visibile in diverse regioni turche. Söyleyen spiega: "Nell'Anatolia centrale e orientale, cuore pulsante della produzione di ciliegie e albicocche, i coltivatori segnalano che lo sviluppo è sostanzialmente in linea con un anno normale, con valutazioni sul campo a Malatya che indicano un recupero di circa il 60-80% della produzione normale, se le condizioni meteo rimarranno favorevoli per tutto il mese di aprile. Non sarà però tutto rose e fiori. Le gelate dello scorso anno e la siccità che ne è seguita hanno messo a dura prova gli alberi. Anche dove i volumi sono in ripresa, potremmo registrare calibri inferiori al solito in questa stagione. Gli acquirenti devono tenerne conto fin da ora nei loro programmi, piuttosto che al momento della raccolta".
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"Il crollo del 2025 ha lasciato un segno indelebile sul mercato. Le esportazioni di ciliegie turche sono previste intorno alle 10.000 tonnellate, contro le circa 66.000 dell'anno precedente. Le importazioni di ciliegie turche nell'Ue sono diminuite di quasi il 60% e il valore unitario delle esportazioni è raddoppiato nei primi mesi della stagione, poiché fino al 98% del raccolto è stato dirottato verso il mercato interno. Nessun Paese di origine alternativo è stato in grado di colmare completamente il gap il vuoto di offerta per gli acquirenti europei e russi durante la finestra estiva", continua Söyleyen.
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Per il 2026, le prospettive dipendono dalle prossime settimane. "Un andamento positivo fino a fine aprile consoliderebbe la ripresa. Un'altra ondata di freddo tardiva riporterebbe il mercato in una situazione di carenza. Prevediamo che questo sarà un anno di ripresa per i produttori ed esportatori turchi. I volumi non torneranno ai livelli pre-2025, ma i programmi riprenderanno e le prime spedizioni sono imminenti. Gli importatori che non hanno partecipato alla scorsa stagione dovranno ora confrontarsi con i propri fornitori per capire cosa sia realisticamente fattibile in questa campagna", conclude Söyleyen.
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