Il mercato delle fragole sta attraversando una fase di transizione caratterizzata da un'offerta abbondante e variabili esterne che influenzano la domanda. "La situazione geopolitica e le piogge persistenti nel Nord Italia hanno ridotto i consumi e reso i mercati instabili dopo il periodo pasquale. Si registra una forte offerta proveniente da diverse regioni italiane, come Basilicata, Sicilia e Campania, e dall'estero, in particolare la Spagna", dichiara Antonino Perugino, agronomo dell'azienda agricola F.lli Perugino di Acconia di Curinga, in provincia di Catanzaro.
© F.lli Perugino
"Gli acquirenti mostrano una minore attenzione alle certificazioni, come l'IGP, a favore di una valutazione pragmatica del rapporto qualità-prezzo. Il consumatore, infatti, preferisce spendere per un prodotto di comprovata bontà, al fine di evitare sprechi economici. Attualmente, la presenza di merce spagnola sui mercati è in calo. Questo fenomeno è attribuibile non solo a questioni climatiche, ma soprattutto a dinamiche di prezzo: le quotazioni di ingresso troppo basse non hanno soddisfatto le aspettative dei produttori spagnoli, portando a una fase di stasi nelle esportazioni verso l'Italia".
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"La campagna ha dovuto affrontare condizioni climatiche critiche all'inizio, che hanno causato uno slittamento di circa 2-3 settimane, portando all'attuale picco produttivo. Inoltre, il maltempo ha danneggiato le strutture delle serre, in particolare archi e teli, pur senza compromettere il raccolto – continua Perugino – Per le prossime settimane si prevede una stabilità dei prezzi, che dovrebbero assestarsi su valori medi di mercato. Dominerà il prodotto nazionale, in quanto è atteso un aumento dell'offerta, che andrà a saturare i canali distributivi con l'avanzare della stagione".
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La produzione della F.lli Perugino, iniziata a metà dicembre, si estenderà fino a metà luglio. "Il picco produttivo è stato registrato nel periodo post-pasquale, a causa dei ritardi climatici iniziali". L'attività agricola si divide equamente tra metodi tradizionali e innovazione tecnologica, con un'espansione programmata per aumentare la capacità produttiva. La superficie agricola utilizzata è così ripartita: 4 ettari in fuori suolo, con il quinto in fase di completamento; ulteriori 5 ettari di coltivazione a terra.
Strategie di difesa e sostenibilità
È stata adottata una filosofia produttiva orientata al residuo zero, eliminando l'uso di principi attivi chimici per preservare l'integrità dell'ecosistema della serra e la salute dei consumatori. L'azienda utilizza esclusivamente lanci di insetti utili per il controllo dei parassiti. "Per il contrasto a oidio e muffe, ricorriamo al Bacillus. L'uso dei bombi, invece, garantisce un'impollinazione efficace e naturale. L'astensione dai fitofarmaci è una scelta deliberata, per non compromettere l'efficacia degli insetti utili introdotti, garantendo un prodotto più salubre".
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Sistema fuori suolo
Come afferma Perugino, l'adozione della coltivazione fuori suolo ha generato un incremento significativo della produttività per metro quadrato: permette infatti di raddoppiare il numero di piante sulla stessa superficie rispetto alla coltivazione a terra.
"L'unica varietà di fragole che coltiviamo è l'Inspire. La realizzazione dell'impianto fuori suolo e la manutenzione che bisogna attuare ogni anno sono molto costose, però i vantaggi che si ottengono sono molteplici – conclude l'agronomo – Consente, ad esempio, di raddoppiare le piante per ettaro, con frutti sani e integri, e di ridurre o eliminare i fitofarmaci. Inoltre garantisce uniformità di calibro, almeno per le varietà rustiche, e cosa più importante facilita la raccolta dei dipendenti, che non devono più piegarsi a terra, ma possono stare in piedi. Ci teniamo molto e per questo cerchiamo di farli lavorare nelle migliori condizioni possibili".
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Per maggiori informazioni:
Azienda agricola F.lli Perugino - società semplice
Contrada Scarcio snc
88022 Curinga (CZ) - Italy
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