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Pomodoro da industria al sud: accordo raggiunto, ora preoccupa la carenza di manodopera

E' stato raggiunto l'accordo quadro per il pomodoro da industria nel bacino del centro sud. I prezzi individuati sono: per il lungo 140 euro/ tonnellata e 130 euro/tonnellata per il tondo; è prevista una maggiorazione di prezzo per il pomodoro bio, pari a 30 euro /tonnellata. Ma ora quello che preoccupa è la carenza di manodopera, che, avvicinandosi all'avvio della raccolta, diventa un dato allarmante, e la minore disponibilità di acqua che, per adesso, sembra interessare zone limitate.

"La carenza di manodopera - spiega Gennaro Velardo - costituisce una problematica allarmante, specie in questa fase delicata, in cui si avvicina all'avvio della raccolta del pomodoro. Abbiamo esposto il nostro grido d'allarme anche in sede governativa, poiché è di vitale importanza risolvere il problema, ma soprattutto è necessario che il governo metta in campo strategie efficaci ed efficienti per contrastare l'emergenza".

Anche se al sud Italia la raccolta è perlopiù meccanizzata, la disponibilità di manodopera è fondamentale. Le trattrici, le macchine, le raccoglitrici, i carrelli elevatori non lavorano se non c'è qualcuno che li conduce. La raccolta meccanizzata necessita di un vero e proprio cantiere di lavoro, che diventa inefficiente se mancano i lavoratori. Oltre a questo, la carenza di personale potrebbe mettere a rischio anche la raccolta, che avviene rigorosamente a mano, del fatidico Pomodoro San Marzano Dop, coltivato in Campania e destinato alla trasformazione in pelato.

Infine, sulla questione siccità Velardo dice: "La mancata disponibilità d'acqua al nord sta generando non poche difficoltà. Nel bacino del centro sud Italia si è registrato un momento di difficoltà di approvvigionamento idrico, legato a un problema dovuto alla rete di distribuzione  tra la regione Puglia e Basilicata, ma che ora sembra essere rientrato. L'areale di produzione interessato da questa difficoltà, è stato quello a ridosso tra Puglia e Basilicata, che comprende nello specifico  Melfi, Gaudiano, Spinazzola, Palazzo San Gervasio, una zona a maturazione medio- tardiva, che conta circa 2500 ettari, per un potenziale produttivo di circa 250 000 tonnellate".


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