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La testimonianza di un produttore pugliese

Nettarine precoci: ritardo di almeno una ventina di giorni

"Quest'anno abbiamo una ventina di giorni di ritardo, in particolare sulla raccolta delle varietà precoci. La raccolta dovrebbe iniziare ai primi di giugno. A causa del clima sfavorevole, l'azienda ha subito un danno che va dal 35 al 40% su quasi l'80% delle varietà coltivate. Ad esempio, se della Patagonia non avremo neanche un frutto, delle cultivar Early Bomba e Zincal dovremmo raccogliere solo un 15%. Cominceremo, quindi, la vera raccolta con la varietà Nectaprima dopo la prima decade di giugno. In parte, a compensare questa perdita ci sono nuovi frutteti entrati in produzione quest'anno. Alla fine, quindi, non dovremmo discostarci molto dai quantitativi della passata stagione".

Così il produttore di drupacee Nicola Bollino, la cui azienda è sita nell'area tra San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, in Puglia.


(Foto fornita da Nicola Bollino)

Oltre all'aumento vertiginoso dei costi di produzione, imballaggio e trasporto, è difficile reperire manodopera. "Ed è ancor più complesso trovare personale qualificato. Non vorrei tornare sempre sullo stesso argomento, ma da quando è entrato in vigore il reddito di cittadinanza, si è creata una generazione di parassiti. Pur offrendo uno stipendio consono, molti preferiscono vivere di assistenzialismo. Per questa campagna, noi come gli altri produttori nazionali dovremmo essere in grado di farcela, ma il problema si sentirà maggiormente per la prossima stagione - continua Bollino - Inoltre, l'incremento di tutti i costi produttivi, del gasolio, dell'imballaggio, è giusto che venga ripartito lungo tutta la filiera. Alla fine, sono sempre i produttori a rischiare di più".


(Foto fornite da Nicola Bollino)

In riferimento a un recente articolo pubblicato su FreshPlaza (vedi news), Bollino riferisce che "se un prodotto di seconda categoria, al momento, arriva a costare sugli scaffali della Grande distribuzione circa 4,00 euro/kg, al produttore dovrebbe essere pagato almeno a 1,00 euro/kg. Sarà davvero così? Io non credo. Qui in Italia, per esempio, la seconda categoria è spesso considerata scarto".

A questo punto, il produttore pugliese pone un'ulteriore quesito: "Un prodotto di qualità, come quello che noi puntiamo a proporre sul mercato, riuscirà a essere valorizzato a dispetto di un prodotto di massa? A noi interessa offrire drupacee di altissima qualità, sane, senza residui. Nella campagna 2020/21, poiché mancava merce, anche i frutti di seconda categoria sono stati commercializzati rapidamente. Nella stagione attuale, la produzione italiana non manca e, a livello europeo, la Spagna dovrebbe risultare meno pressante sui mercati, a causa delle perdite registrate finora per via del maltempo. Io però mi domando: cosa accadrà veramente?".


(Foto fornita da Nicola Bollino)

Nonostante i costi in aumento, l'incertezza dettata dal conflitto in Ucraina e la produzione inferiore di quest'anno, l'azienda Bollino non smette di credere a un futuro per la coltivazione di drupacee.

"Non ci abbattiamo, ma confesso che non è una situazione facile. Guardiamo avanti, però. E' per questo che stiamo cercando di implementare un nuovo sistema di irrigazione e installeremo un impianto fotovoltaico su un nuovo magazzino in progettazione, al fine di risparmiare risorse idriche e soddisfare autonomamente il fabbisogno energetico aziendale", conclude il produttore.


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