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Costi di produzione aumentati fino al 40%

Pomodoro da industria: con i rincari, le scelte dei coltivatori potrebbero cambiare

Il comparto del pomodoro da industria del Centro-Sud è in difficoltà, a causa dello straordinario incremento dei costi di produzione, visto l'aumento dei prezzi di gasolio, concimi, impianti di irrigazione e altri input.

Molte aziende agricole si stanno adeguando alle scelte di un mercato che è pesantemente condizionato dalla guerra in Ucraina. Infatti, il rischio che si convertano in grano anche i campi coltivati a pomodoro è un'ipotesi che prende sempre più corpo con l'avvicinarsi del periodo dei trapianti, specie dopo lo sblocco dell'Unione Europea relativo ai 4 milioni di ettari (200mila solo in Italia) riservati alle produzioni cerealicole e proteiche. Ridurre le superfici investite a pomodoro da industria è una scelta imprenditoriale che, se da una parte consente di risparmiare sulla manodopera e sui costi totali di produzione, dall'altra potrebbe però creare notevoli vuoti nelle forniture alimentari.

Ne abbiamo parlato con Mario Cardone, agronomo operante in Basilicata, quarta regione d'Italia per numero di ettari investiti a cereali (122mila ettari totali), nonché areale fortemente specializzato nella coltivazione di pomodoro da industria.

"Per la stagione 2022 del pomodoro da industria vi sarà un incremento dei costi di produzione stimato nel 35-40%. È per questo che alcuni agricoltori, visti i rincari generali di ogni voce di spesa, stanno valutando di sostituire i pomodori con coltivazioni alternative, come ad esempio quelle cerealicole, mais e/o girasole. Si cerca di ridurre al minimo il rischio d'investimento".

"Anche l'industria di trasformazione è in difficoltà per il rincaro delle tariffe energetiche. Produttori e trasformatori non possono caricarsi di tutti questi costi aggiuntivi. È opportuno che la Gdo riconosca quest'anno un maggior valore al prodotto e che i ritorni vengano equamente distribuiti all'interno della filiera. Se quest'anno il prezzo del pomodoro non sarà calibrato ai costi di produzione, si rischia di infliggere un duro colpo a tutto il sistema".

"Al Sud Italia, la produzione di pomodoro da industria ha raggiunto dei livelli qualitativi ormai d'eccellenza. Oggi, in ogni barattolo posto in commercio non si trova solo una materia prima che è alla base della dieta mediterranea, ma soprattutto un connubio di professionalità, servizi e tecnologie avanzate, che permette di garantire al consumatore elevati standard di sicurezza. Occorre però che il consumatore prenda consapevolezza di tutto ciò, e che riconosca il giusto valore a questa produzione, affinché tutta la filiera diventi sostenibile".


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