La mattinata del 2 marzo ha fatto registrare, in alcune aree delle pianure romagnole di Ravenna e Forlì, un brusco risveglio. Le stazioni meteo hanno segnato temperature basse diffuse, ma nell'area ravennate ci sono state minime fino a -3 °C. C'è timore per gli albicocchi in fiore, mentre per le altre specie, come pesco e pomacee, le gemme sono ancora chiuse, quindi i rischi sono molto minori".
Il meteorologo Pierluigi Randi ha scritto: "Presso l’alba di oggi (2 marzo, ndr) i valori si sono portati localmente fino a -5/-7°C nel ravennate con picchi di -6,8 a Lavezzola (rete ARPAE) e di -6,4°C a Conselice (rete ER-Meteo), con le classiche gelate per irraggiamento radiativo vale a dire nottata completamente serena e vento calmo o quasi dopo l’ingresso di aria piuttosto fredda da nord-est negli ultimi giorni ben sedimentatasi nei bassi strati".
Localmente vi sono state delle differenze significative. "E' andata meno peggio del previsto - afferma un coltivatore di Russi appassionato di meteo - in quanto sembrava che da me si potesse scendere a -7°. Poi un leggero vento notturno ha impedito che la temperatura diminuisse ulteriormente. Io coltivo peschi e susini e le gemme sono ancora chiuse, ma gli albicocchi fioriti sono più a rischio".
Arpa Meteo Emilia Romagna: la mappa delle stazioni con la registrazione delle temperature di ieri 2 marzo 2022
Già nei giorni scorsi era stato lanciato l'allarme per gli albicocchi (cfr. Freshplaza del 28/02/2022 e 16/02/2022), in quanto le fioriture erano partite in anticipo per le varietà più precoci, ma ad oggi quasi tutte le varietà sono fiorite.
"Il rischio di danni c'è - precisa il tecnico di campagna Pietro Cimatti - ma il solo parametro della temperatura non basta. Occorre verificare anche la durata di questo 'freddo', perché un conto è un abbassamento per mezzora, un altro è se il freddo sottozero si prolunga per più ore. Ad ogni modo per l'evento di questi giorni dipende dalle cultivar: per alcune il rischio di danni è quasi certo".