Cambiamenti climatici, riduzione delle sostanze attive disponibili (ed efficaci) e aumento delle avversità stanno mettendo sotto pressione il comparto delle drupacee e della nocicoltura in Emilia-Romagna, due produzioni storiche per un territorio capace di esprimere numerose eccellenze, frutto di decenni di esperienza.
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Per rispondere a queste criticità nasce INNOVA.DRUPE, il progetto di Ri.Nova coordinato da Apofruit Italia che riunisce ricerca, imprese e organizzazioni della filiera, con l'obiettivo di sviluppare strategie innovative e sostenibili per il contenimento delle avversità più difficili da gestire. Il progetto – che terminerà nel 2027 - coinvolge anche Astra Innovazione e Sviluppo, Consorzio Agrario di Ravenna, Apo Conerpo, Granfrutta Zani, Orogel Fresco, Terremerse, Agrintesa, CAB Massari, CAB Ter.ra, OrtiColti, Dinamica e AOP Italia, in un'ampia rete regionale che punta a rafforzare la resilienza delle colture e ridurre l'impatto ambientale della difesa fitosanitaria.
"Afidi del pesco, forficule, cecidomia fiorale delle prunoidee e, per il noce, necrosi apicale bruna e sindrome della noce nera rappresentano alcune delle principali criticità su cui si concentra il progetto – spiega Maria Grazia Tommasini, referente di INNOVA.DRUPE per Ri.Nova - L'aumento delle temperature e la maggiore variabilità climatica stanno infatti favorendo la diffusione di questi parassiti e patogeni, con conseguenze dirette sulla produttività e sulla sostenibilità di aziende che già devono confrontarsi con gli effetti nefasti del cambiamento climatico".
"A questo si aggiunge la progressiva riduzione delle molecole disponibili per la difesa, che rende sempre più necessario individuare strategie alternative, strumenti di monitoraggio più efficaci e modelli previsionali in grado di supportare le decisioni aziendali".
Da qui parte l'obiettivo di INNOVA.DRUPE: "Intendiamo sviluppare una difesa più mirata e sostenibile – prosegue Tommasini – attraverso un approccio integrato che combina attività di monitoraggio, sperimentazione in campo e sviluppo di nuovi strumenti decisionali".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it
Il progetto si sviluppa lungo diversi assi convergenti verso un bersaglio comune: ridurre l'impiego degli input chimici, migliorare l'efficacia degli interventi in campo e garantire al tempo stesso la sostenibilità economica delle aziende agricole. L'analisi parte dall'individuazione del momento più efficace per eseguire gli interventi contro afidi e forficule, così da massimizzarne i risultati e ridurne l'impatto.
Parallelamente verranno valutati prodotti di origine naturale e soluzioni a basso impatto ambientale, con l'obiettivo di ampliare il ventaglio di strumenti disponibili per una difesa più sostenibile. Un altro filone di lavoro riguarda lo sviluppo di modelli previsionali capaci di supportare in modo più preciso la gestione delle infestazioni, mentre per la cecidomia delle prunoidee si punta a mettere a punto nuove trappole e attrattivi utili al monitoraggio e al contenimento del fitofago. Sul fronte del noce, infine, il progetto approfondisce le cause della necrosi apicale bruna e della sindrome della noce nera, lavorando all'individuazione delle strategie più efficaci per limitarne la diffusione e i danni.
Oltre alla sperimentazione tecnica, poi, il progetto prevede anche attività di divulgazione e coinvolgimento del territorio, con percorsi formativi rivolti a cittadini, scuole e operatori del settore per aumentare la consapevolezza sulle sfide della sostenibilità agricola e sul ruolo dell'innovazione nella difesa delle colture.
Iniziativa realizzata nell'ambito Il complemento di programmazione per lo sviluppo rurale del Programma strategico della PAC 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna – Tipo di operazione Sostegno ai gruppi operativi Pei Agri – Focus Area OS5 – Progetto "Strategie innovative e nuovi strumenti per contenere avversità di difficile gestione su drupacee e noce in Emilia-Romagna – INNOVA.DRUPE".

