Il pomodoro da industria nel bacino del centro sud Italia rischia di contrattare sul mercato libero

Con una proposta di un prezzo pari a 100 euro/ton per il tondo e 110 euro/ton per il lungo, gli industriali della filiera del pomodoro da industria hanno proposto un incremento di prezzo rispetto allo scorso anno di circa il 6%, a compensazione della straordinarietà della campagna (Covid-19, approvvigionamento idrico), ma la parte agricola non si è espressa sulla proposta ricevuta.

E' quanto emerso ieri, 22 giugno 2020, nel corso di un incontro al SSICA (Stazione Sperimentale Industria Conserve) di Angri (in provincia di Salerno) tra la delegazione ANICAV, per la parte industriale, e una delegazione delle OP (organizzazione di produttori) operanti nel bacino del centro- sud Italia. Come detto, purtroppo ancora non è stato raggiunto un accordo.

Le quotazioni proposte genererebbero un differenziale, tra nord e sud Italia, di 12 euro a tonnellata sul pomodoro tondo, oltre 3 euro in più rispetto al 2019, confermandosi il "prezzo più alto al mondo" come sostengono gli industriali conservieri."Un differenziale sufficientemente utile a coprire i maggiori costi di produzione del sud Italia, più elevato per il sistema di raccolta in bins, per il maggior costo per l'irrigazione, del fitto. Un gap difficile da recuperare se si tiene conto anche del maggior costo del trasporto - a carico dei conservieri - considerando le distanze tra i campi e gli impianti di trasformazione".

Questo scenario genera innumerevoli interrogativi tra i produttori, che si vedono costretti a dover affrontare una nuova campagna all'insegna dell'incertezza.

Cosa accadrebbe se non si dovesse raggiungere un accordo tra le parti? Il pomodoro è nei campi e la raccolta avrà inizio, con o senza un prezzo prestabilito. La situazione rischia di divenire paradossale. "Molto probabilmente, si procederà con le compravendite in regime di mercato libero".

Per l'attuale campagna si registra un incremento, seppur minimo, delle superfici destinate alla coltivazione del pomodoro da industria, rispetto all'anno scorso. Non si può trascurare però l'impatto che avrà sulle esigenze di trasformazione il fermo subito dalle vendite dei formati destinati all'horeca da 3 kg durante la chiusura dei ristoranti, mense e alberghi.


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