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La presa di posizione di Giuseppe Carli di Assosementi

Innovazione: l'Europa si castra da sola

"A un anno esatto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha fatto ricadere i prodotti ottenuti con le nuove tecniche di miglioramento genetico (NBTs) nella direttiva 2001/18/CE sugli OGM, nulla è cambiato per l'agricoltura europea, mentre i principali competitor extra UE procedono nell'applicazione di queste tecniche, che consentono un miglioramento preciso e veloce delle colture", ha dichiarato Giuseppe Carli, presidente di Assosementi – l'Associazione che riunisce le aziende sementiere italiane.

Foto d'archivio

La modifica della direttiva OGM sarebbe una prima reale azione per cercare di realizzare un'agricoltura sostenibile, perché l'impiego delle NBTs consente ai ricercatori e al settore sementiero di ottenere varietà più resistenti ai patogeni, riducendo così il ricorso ai fitofarmaci, più tolleranti alle condizioni climatiche avverse (salinità, siccità, eccesso idrico, carenze nutrizionali, caldo, freddo) e più nutrienti.

"In molti Paesi al di fuori dell'Europa le NBTs sono soggette ad una regolamentazione che si basa sulla valutazione delle caratteristiche del prodotto finale e non dei metodi utilizzati per ottenerlo. Una simile impostazione - continua Carli - ha un duplice vantaggio: da un lato permette di garantire il controllo su ciò che si produce e dall'altro non blocca l'innovazione. Infatti, poiché la modifica ottenuta con le NBTs, in particolare con il genome editing, è analoga a quanto si potrebbe ottenere spontaneamente in natura non dovrebbe essere soggetta al complesso sistema di valutazione previsto per gli OGM, rendendola così accessibile anche a piccole e medie imprese".

"Va inoltre sottolineato che alcuni prodotti derivanti dall'applicazione delle NBTs sono caratterizzati da modifiche indistinguibili da quelle spontanee. Ciò porta - ribadisce il Presidente - all'attuale paradosso per cui due piante geneticamente identiche e di fatto indistinguibili, risultano regolamentate in maniera diversa".

"Assosementi rivolge un appello alle rinnovate istituzioni comunitarie e a quelle nazionali, affinché adottino misure in grado di rilanciare l'agricoltura europea, garantendone la competitività grazie all'utilizzo delle più moderne tecniche di miglioramento genetico. A tal fine è necessario rivedere l'attuale regolamentazione che priva i nostri agricoltori delle opportunità fornite dall'innovazione varietale", ha concluso Carli.

QUALCOSA SI MUOVE

Il 25 luglio 2019 alle 14:30, l'Associazione Luca Coscioni, la Federazione Italiana Scienze della Vita, la Società Italiana Genetica Agraria, la Società Italiana di Biologia Vegetale e Science for Democracy presentano a Roma, alla Camera dei Deputati, una lettera aperta diretta alle istituzioni europee e al governo italiano a un anno dalla decisione della Corte europea di giustizia che ha considerato le più recenti tecniche di mutagenesi vegetale alla stregua degli OGM.

La lettera fa seguito a un position paper coordinato dalla sede di Gent (Belgio) dell'Istituto fiammingo di biotecnologie (VIB), un'istituzione di ricerca governativa, e sottoscritto da più di cento istituti di ricerca e associazioni provenienti da tutta Europa. Con la lettera aperta, la comunità scientifica europea, in modo concorde e con una voce sola, chiede una revisione della Direttiva europea del 2001 riguardo gli OGM, in modo da escluderne l'applicazione riguardo le nuove tecniche di mutagenesi (editing dei genomi) applicate agli organismi vegetali.

All'inizio dell'estate, nel corso dell'incontro "CRISPRcon" a Wageningen, nei Paesi Bassi, anche il Commissario Europeo Andriukaitis ha avuto parole chiare sul potenziale dell'editing dei genomi. Nelle ultime settimane, oltre agli istituti di ricerca che hanno firmato per primi il documento si sono aggiunte associazioni come la European Plant Science Organization (EPSO), la European Seed Association (ESA), Europa Bio nonché l'organizzazione dei sindacati degli agricoltori, Copa Cogeca, tutte a favore di un'agricoltura sostenibile e perché le tecnologie di editing dei genomi siano esenti dalle regolamentazioni sugli OGM.

"C'è una maggiore consapevolezza da parte dei politici sulla tecnologia dell'editing dei genomi" ha affermato il Professor Dirk Inzé, Direttore del VIB, "e la visibilità degli scienziati al Parlamento europeo sta aumentando, come dimostrato dal lavoro dello Scientific Advice Mechanism (SAM) della Commissione europea, che ha preso una posizione fortemente positiva verso una revisione della Direttiva EU sugli OGM, in modo da favorire l'editing del genoma in agricoltura. Recentemente, anche la maggioranza dei ministri dell'agricoltura degli stati europei – inclusa l'Italia. - ha espresso la volontà di rivedere la Direttiva. E tutt'intorno all'Europa il numero di paesi sempre più aperti all'editing dei genomi è in continuo aumento".


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