Mal dell'esca: storia e impatto economico

In un suo studio, la Alltech Crop Science ha esaminato il Mal dell'esca e le possibili soluzioni naturali per contrastare questa malattia della vite, causata da un gruppo di funghi che colonizzano i vasi linfatici e il legno. 

La fitopatia colpisce i vigneti di tutto il mondo ed è una delle più gravi minacce alla produzione di uva da tavola. Il Mal dell'esca è una malattia complessa che coinvolge diversi agenti fungini che attaccano il vitigno principale, distruggendolo nel giro di pochi giorni. Non vi è più alcun dubbio sul ritmo inarrestabile con cui questa malattia progredisce.

La malattia è una delle più antiche conosciute, osservata già dai Greci e dai Romani, e dall'inizio del 1900 danneggia i vigneti in modo piuttosto pesante. Nella Francia del XX secolo, ogni anno oltre il 5% dei vitigni venivano distrutti dal Mal dell'esca. Poiché la malattia cresce lentamente ma progressivamente, anche i vigneti più grandi e più robusti possono essere completamente distrutti nel giro di 15 o 20 anni.

La fitopatia venne controllata per la prima volta su vitigni di uva da tavola nel 1903, quando venne impiegato come insetticida l'arsenito di sodio, che dimostrò in breve tempo la sua capacità di limitare il Mal dell'esca e altre malattie del legno. Proprio grazie all'utilizzo dell'arsenito di sodio, nel 1920 la ricerca sulla malattia si fermò, per ricominciare poi solo nel 1980, quando si discusse un eventuale divieto del prodotto.

Nel 1987, la sostanza è stata dichiarata altamente tossica e cancerogena, ed è stata vietata prima in Francia nel 2001, e poi nel resto dell'Europa nel 2003. Successivamente, i viticoltori hanno visto una ricomparsa del Mal dell'esca, e dal 2001, il 6-7 per cento dei vitigni deve essere sostituito annualmente. Inoltre, insieme alla forma tradizionale della fitopatia, ne è apparsa una nuova forma più aggressiva, che può far asciugare completamente il vitigno già nelle prime ore di comparsa dei sintomi.

Oggi non ci sono soluzioni chimiche o biologiche registrate per mitigare questa malattia. La sua complessità rende difficile trovare soluzioni e studiarle.

Il Mal dell'esca colpisce i produttori anche sul piano economico, su più livelli: l'uso di misure di profilassi (di efficacia discutibile) può aumentare i costi, i vigneti vengono smantellati, le rese si riducono e i costi per il reimpianto intaccano i profitti.

La Francia, ad esempio, stima che l'11% del numero totale di vitigni della nazione non sia produttivo a causa del Mal dell'esca. Tra il 2003 (anno in cui è stato vietato l'uso dell'arsenito di sodio) e il 2007, la Spagna ha visto aumentare il numero di vigneti colpiti dall'1,8% al 10,5%. Questa percentuale continua la sua tendenza al rialzo - e in alcune regioni, come nell'Italia centrale e meridionale, studi epidemiologici condotti in Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia hanno dimostrato che l'incidenza del Mal dell'esca ha raggiunto il 60-80 per cento, nei vigneti più vecchi.

Alltech Crop Science studia delle soluzioni naturali per il Mal dell'esca
La Alltech Crop Science, leader globale nelle soluzioni innovative su base naturale, sta esplorando programmi alternativi per aiutare gli agricoltori a proteggere i loro vitigni. I centri di ricerca e le collaborazioni a livello globale, ma in particolare in Spagna, sono in prima linea per risolvere questo problema e hanno già registrato dei primi risultati promettenti.

Per ulteriori informazioni, visitare: https://go.alltech.com/your-crop-science-partner 


Data di pubblicazione:



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