Fioritura in atto nei frutteti del centro nord, con i distretti di Emilia Romagna e Veneto in prima linea. E, con la fioritura dei peschi, torna il momento ideale per controllare, tramite i fiori, l'eventuale presenza della virosi Sharka. La malattia in vent'anni, nella sola Emilia Romagna ha causato l'abbattimento di centinaia di migliaia di piante.
"La Sharka è un problema degli agricoltori e per questo sono loro i primi responsabili dei propri frutteti – spiega Elena De Paoli del Servizio Fitosanitario Emilia Romagna - I frutticoltori conoscono bene i propri impianti e, se vedono i sintomi sui fiori possono contattare il Servizio fitopatologico della propria zona".
Elena De Paoli sottolinea che la migliore arma è la prevenzione. Altri focolai di infezione sono gli incolti e le zone di vegetazione spontanea. I proprietari di incolti o di macchie hanno l'obbligo di tenere sotto controllo queste zone e di abbattere le rosacee spontanee sospette.
Il pesco è più sensibile alla Sharka rispetto all'albicocco e al susino, in quanto il ceppo che lo infetta si riproduce più in fretta. In più, è una specie visitata dagli afidi per un periodo più lungo.
Quando un frutteto risulta infettato dal virus, l'unica strada da percorrere è l'abbattimento delle piante infette.
E' la fioritura il momento migliore per controllare la presenza o meno del virus: in questo periodo gli agricoltori devono avere l'accortezza di osservare i fiori di tipo rosaceo. Se notano delle screziature, delle linee di colore più marcato, è probabile che la pianta sia infettata. A quel punto, è bene segnare in modo evidente la pianta e contattare l'Ufficio fitopatologico, il quale provvederà a prelevare campioni ed effettuare le dovute analisi di verifica.
Nel momento in cui si effettua l'esame visivo, l'agricoltore deve osservare con attenzione pianta per pianta senza tralasciare alcuna branca. Infatti è possibile che la malattia colpisca solo qualche ramo lasciando indenni, momentaneamente, gli altri.
Sulle branche il virus si diffonde settorialmente. Le foglie presentano cerchi clorotici più o meno marcati, non sempre ben riconoscibili se non da un occhio esperto.