"Piana del Sele: nell'emergenza della "Terra dei Fuochi", non bisogna fare di tutta l'erba un fascio"

Lo scandalo della cosiddetta "Terra dei Fuochi" (quel lembo di Campania tra l'alto napoletano e il basso casertano in cui, per decenni, sono state sepolte tonnellate di rifiuti tossici) sta creando gravi danni al comparto agricolo della provincia di Salerno, in particolare al segmento della quarta gamma (ortaggi a foglia per le preparazioni "fresh-cut" come le insalate in busta), dove si registra una contrazione delle commesse che ormai supera il 30%. Lo denuncia, in una nota, la Coldiretti Salerno, anche se le principali aziende operanti nel settore riferiscono situazioni diverse.

"E' giusto fare chiarezza sui dati relativi ai rifiuti nella Terra dei Fuochi – sottolinea in una nota il presidente della Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio – ma si sta creando una psicosi che rischia di minare il settore agricolo anche in provincia di Salerno. Abbiamo già registrato forti segnali di contrazione nelle vendite, soprattutto nella quarta gamma che è un settore di eccellenza della Piana del Sele, con un indotto economico ed occupazionale fortissimo che va tutelato."

FreshPlaza ha raccolto il commento dell'Azienda Agricola Altamura, che opera da oltre 5 generazioni nella Piana del Sele ed è specializzata nella produzione di baby leaf e prodotti di I gamma.

"Al momento noi non riscontriamo una contrazione, ma il pericolo di una crisi è sempre in agguato. La campagna stagionale è appena iniziata e in futuro potremmo risentirne", dichiara Fabio Altamura, che insieme ai fratelli Alfonso e Giuseppe gestisce l'azienda.

"L'accavallarsi di notizie sul fenomeno dei rifiuti - continua l'imprenditore - hanno un risalto mediatico nazionale e costituiscono comunque un segnale negativo per chi acquista di solito i nostri prodotti, in quanto può essere influenzato da quelle che poi risultano informazioni infondate. Basti pensare a cosa è successo quando uscì fuori il problema della diossina nelle mozzarelle di bufala: ci sono state aziende che hanno subito gravi danni senza che fossero minimamente coinvolte nello scandalo. Se succedesse anche per il comparto agricolo campano, sarebbe un disastro di proporzioni colossali."



Secondo Fabio, si tratta di un danno d'immagine perché in questo momento il comparto agricolo, soprattutto nel Meridione, è il settore trainante che consente di contrastare la crisi economica e creare qualche posto di lavoro in più. "Riportare queste notizie senza alcuna verifica, generando un simile campanello d'allarme è preoccupante. A livello commerciale, lo è sia sul mercato nazionale sia su quello estero. Chi è infatti che non si preoccupa della salubrità di quello che mangia? Fare però di tutta l'erba un fascio è assurdo."

"I nostri prodotti - prosegue Fabio - rispettano standard qualitativi molto elevati: sono soggetti a controlli qualitativi plurisettimanali, con analisi effettuate da laboratori accreditati, sia da parte nostra sia da parte dei nostri clienti."

"Abbiamo un prodotto che dobbiamo cercare di valorizzare il più possibile. Le istituzioni dovrebbero impegnarsi un po' di più nella valorizzazione dei prodotti campani, in particolare della Piana del Sele. Notizie del genere non ci aiutano affatto: abbiamo sempre avuto dei riscontri positivi, con richieste da parte di nuovi mercati che si stanno affacciando sul mercato della IV gamma, come quelli dell'Europa dell'Est."

"Una legge speciale per la Terra dei Fuochi"
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, torna a chiedere l'intervento del governo per risolvere il nodo delle bonifiche ambientali soprattutto nella cosiddetta Terra dei Fuochi, tra Acerra, Giugliano e Caivano. "Il territorio su cui intervenire - specifica Caldoro - rappresenta il 5% del nostro straordinario territorio, ma è stato aggredito e stuprato da 30 anni di malaffare e camorra e da trasferimenti illeciti provenienti da tutta Italia, dall'Europa, con la copertura dei clan."

"E' un caso nazionale, una emergenza nazionale - insiste Caldoro - come ha ricordato il capo dello Stato. Dunque interveniamo subito. La Regione ha già fatto tanto, lo hanno fatto gli enti locali, le comunità, i cittadini campani. Ma ora è necessaria l'azione forte e decisa, seria e convinta, delle istituzioni nazionali."

Fonte: salerno.coldiretti.it / Redazione FreshPlaza / napoli.repubblica.it

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