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E quest'anno e' molto forte il rischio di un ritorno della batteriosi

Kiwi, il segreto della qualita' sta nella sostanza secca

In Nuova Zelanda, la Plv del kiwi giallo è quasi il doppio rispetto al kiwi verde. Si può ben capire perché gli agricoltori di quella nazione spingano per produrre il giallo, però le superfici sono contingentate. Se ne è parlato sabato 7 aprile 2018 a Cesena (presso l'Istituto tecnico agrario) durante un convegno alla presenza di Mirco Montefiori, responsabile tecnico di Newplant. Montefiori ha lavorato per molti anni in Nuova Zelanda e da 18 mesi è tornato in Italia.


Mirco Montefiori al convegno di sabato 7 aprile 2018

"Il kiwi giallo sta conoscendo un forte rilancio - ha detto l'esperto - al di là della sensibilità alla batteriosi - e questo perché permette Plv elevate. Però credo che in pochi anni ci sarà un forte rinnovo anche nel verde. C'è spazio, ampio spazio per nuove varietà, che vadano verso le esigenze dei consumatori. In pratica, però, il miglioramento genetico per il verde non ha portato a grandi cambiamenti e la varietà più diffusa è ancora quella delle origini".



A causa delle condizioni meteo dei mesi scorsi, con gelate, sole, piogge, nevicate in alternanza, il rischio di un ritorno del batterio PSA è molto concreto. Montefiori si è detto quasi certo che, purtroppo, negli impianti di kiwi si assisterà a un ritorno della malattia.



"I teli antipioggia - ha aggiunto - come sistema di protezione anche contro PSA, hanno un discreto effetto. Preservano le piante sia dalle grandinate, sia dalle temperature troppo basse, sia dai vettori dell'infezione. Non sono risolutori, però contribuiscono a mantenere bassa l'incidenza della malattia".



Circa la qualità e la commercializzazione, Montefiori ha sottolineato che occorre monitorare con maggior attenzione la maturazione, fin dal campo, effettuando tale monitoraggio per appezzamento, non per azienda. In una stessa azienda, infatti, la medesima varietà può essere pronta per la raccolta in un dato appezzamento e non esserla in un altro. Basta la variabile dell'età dell'impianto, dell'esposizione, del terreno, per cambiare tutto.



"Zespri è stata la prima - ha concluso l'esperto - a introdurre il parametro della sostanza secca come indice di qualità dei frutti. E c'è un incentivo per quelle partite che raggiungono un certo livello di sostanza secca. Brix, durezza e colore non bastano più, da soli, per determinare la massima qualità".


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